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Categoria: Unione europea Pagina 99 di 101

Proposte di riforma per il Patto

Riproponiamo per i lettori de la voce.info gli interventi di Guido Ascari, Olivier Blanchard e Francesco Giavazzi, Fabrizio Coricelli e Valerio Ercolani, Daniel Gros, Roberto Perotti e Vito Tanzi sulle possibili riforme del Patto di stabilità e crescita.

Le scelte dell’Europa

Tante le polemiche suscitate dal documento Prodi, ma nessuno finora ne ha discusso i contenuti. Molte le idee interessanti per i paesi europei e non solo per l’Italia. Dal riconoscimento, difficile per un politico, della necessità di scelte dolorose nel mercato del lavoro e nei sistemi di protezione sociale al rifiuto del protezionismo. La maggior parte di queste decisioni non possono essere delegate all’Europa, ma devono rimanere negli ambiti nazionali. Più debole invece la riflessione sulla capacità di “un’Europa”, comunque riformata, di imporre queste scelte ai paesi membri.

Un Patto senza ambiguità

L’eliminazione del vincolo del 3 per cento al disavanzo pubblico previsto dal trattato di Maastricht non è l’obiettivo da perseguire. Non c’è evidenza empirica che esso abbia impedito fin qui l’azione stabilizzante della politica fiscale né che sia stato d’ostacolo alla crescita. Potrebbe essere modificato, ma tutte le proposte avanzate creano serie perplessità. Forse la soluzione migliore è ridurre la complessità e la scarsa chiarezza delle regole, che generano trattative infinite e assegnano alla Commissione un ruolo improprio.

Gare avanti adagio

Dal 2004 i servizi di trasporto pubblico saranno assegnati tramite gara. L’Europa sembra orientarsi verso una soluzione di concorrenza controllata. In Italia, a parte i ritardi delle Regioni, non sempre si riescono a premiare le aziende più efficienti. Perché i criteri di ammissibilità sono spesso ritagliati sulle caratteristiche dei vecchi concessionari, cosicché è scoraggiata la partecipazione di altre imprese. Intanto però il settore si sta ristrutturando attraverso acquisizioni, incorporazioni e alleanze.

Basilea 2, un rinvio opportuno

Il testo definitivo dell’Accordo si avrà solo a fine giugno 2004. Nel frattempo si approfondiscono alcune questioni come la modalità di trattamento delle perdite attese e inattese e il credito al consumo. Sono temi che stanno particolarmente a cuore alle aziende italiane. Per la quasi totalità si tratta infatti di piccole e medie imprese che temono la rarefazione del credito bancario. E Basilea 2 potrebbe così diventare un’occasione propizia per spingerle ad adottare strutture societarie e ad aprirsi al mercato mobiliare.

Vivere in un Paese, votare in un altro

Il vice-Presidente Gianfranco Fini propone di dare diritto di voto alle elezioni amministrative agli immigrati. Riproponiamo un intervento di Giancarlo Perasso sul principio secondo cui chi paga le tasse deve avere diritto di voto. Si noti che ciò implica che gli italiani all’estero non dovrebbero avere diritto di voto.

Il rapporto EFN

L’andamento economico dell’area euro continua a deludere. La possibilità di una recessione tecnica nel 2003 si assesta al 40%, con una crescita del GDP stimata al 0.5% per il 2003 e del 1.5% nel 2004. La ripresa economica sarà molto più graduale rispetto a quella conosciuta negli anni Novanta,essendo guidata soprattutto dalla domanda interna, mentre il livello degli investimenti e l’accumulazione di capitale restano contenuti. Segnali positivi giungono dalle previsioni dell’inflazione, che evidenziano una possibilità molto bassa di deflazione.

La statistica vale più di una citazione

Nella bozza di Costituzione europea solo un accenno alla materia e nessun riferimento esplicito dell’esistenza di un Sistema statistico europeo. Eppure, è già stata raggiunta una notevole integrazione tra sistemi nazionali e un ulteriore passo avanti servirebbe a dare a politici e operatori strumenti migliori per competere con gli altri grandi paesi industrializzati. Il riconoscimento di una statistica comunitaria e la definizione dei principi sui quali si deve basare sono invece fondamentali per lo sviluppo della democrazia oltreché dell’economia.

La Pac da coltivare a Cancun

Sotto accusa da sempre, i sussidi all’agricoltura europea resistono nel tempo grazie alle pressioni dei gruppi di interesse. Altissimi i costi per i cittadini europei che finanziano le agevolazioni come contribuenti e come consumatori. Ma anche per i Paesi emergenti che non possono accedere liberamente ai nostri mercati. Wto e Ue, seppure con accenti diversi, sembrano ora disposti a impegnarsi per una loro sostanziale riduzione. Sarà vero?

Cancun, crocevia del benessere

Togliere gli ostacoli che ancora impediscono una piena liberalizzazione del commercio e degli investimenti mondiali. È l’obiettivo della riunione in terra messicana. Difficile raggiungere il necessario compromesso quando i protezionismi vanno per la maggiore, nessuno sembra disposto a fare il primo passo nell’abolizione delle barriere doganali e ad alcuni Paesi si è fatto credere che otterranno solo benefici, senza contropartite. Eppure all’espansione degli scambi è legata la crescita economica dei Paesi ricchi come di quelli in via di sviluppo.

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