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Categoria: Giustizia

Chi deve vigilare sulle banche?

Un nuovo studio porta acqua a favore della separazione tra attività di vigilanza e politica monetaria. La congiunzione di queste due attività nella medesima istituzione, la banca centrale, limita anche la disciplina cui è sottoposta la banca centrale, poiché trasferisce sui contribuenti, in modo assolutamente non trasparente, il costo di eventuali errori che la banca centrale commetta nello svolgere l’attività di vigilanza.

Sicurezza, un diritto per tutti

Forte riduzione del numero dei reati, prometteva il “contratto con gli italiani”. Eppure la microcriminalità continua a godere di sostanziale impunità. Perché il poliziotto di quartiere non basta ad assicurare un’opera di prevenzione moderna. Il controllo del territorio deve essere integrato da una rielaborazione investigativa dei dati disponibili. La semplice informatizzazione delle denunce sarebbe già un buon inizio.

Anche la legge fallimentare scoraggia gli investimenti

La normativa sulla crisi di impresa fa sì che i costi dell’accesso al credito e il livello del premio di rischio siano più alti in Italia rispetto agli altri Paesi Ue e agli Stati Uniti. Sul primo pesa la lunghezza dei tempi delle procedure e la percentuale minima di recupero dei crediti. Sul secondo, regole molto restrittive che non danno all’imprenditore strumenti per il rilancio dell’azienda, ma solo la possibilità di rinegoziare le scadenze. E una responsabilità patrimoniale che sopravvive al fallimento.

Il tempo delle scelte

La riforma della legge fallimentare non può più essere rimandata. Di fronte all’impasse della commissione Trevisanato, serve quindi una chiara direttiva politica sulle priorità e gli obiettivi da perseguire. Che devono riguardare in particolare la prevenzione della crisi, il ruolo del mercato e del giudice, la revocatoria e le insolvenze dei privati. E forse qualche suggerimento può arrivare dalle soluzioni prospettate nella passata legislatura.

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