Gli attacchi informatici sono diventati uno strumento ricorrente di acquisizione di dati, estorsione e spionaggio. Colpiscono le grandi organizzazioni, ma anche imprese e individui. Cosa si fa in Italia per contrastare il fenomeno in crescita.
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I brevetti, gestiti come monopoli, limitano l’accesso a tecnologie chiave e farmaci salvavita, rallentando il progresso invece di accelerarlo. Come insegna il settore farmaceutico, la soluzione sono le licenze aperte, applicabili anche in altri campi.
Un decreto legislativo interviene sul Codice del consumo per introdurre una regolazione più articolata delle dichiarazioni ambientali utilizzate nella comunicazione commerciale. Dovrebbe garantire più trasparenza nelle informazioni offerte ai consumatori.
L’organo di controllo delle imprese migliora la solidità patrimoniale e riduce il rischio di insolvenza delle Srl. Ma nelle aziende più piccole i costi di remunerazione superano i benefici. Bisogna alzare le soglie che fanno scattare l’obbligo di nomina.
Il rafforzamento dei mercati dei capitali è un obiettivo strategico dell’Europa, per sostenere investimenti e crescita. Resta però la diffidenza verso la Borsa. Non serve irrigidire il quadro regolatorio, va resa conveniente e sostenibile la quotazione.
Il decreto “Milleproroghe” ha confermato per il 2026 le modifiche al Fondo centrale di garanzia per le Pmi. Superate le emergenze, come utilizzare questi strumenti per promuovere gli investimenti nei settori oggi strategici per la competitività?
La Commissione dovrebbe definire un nuovo regime opzionale di diritto europeo, senza affidarsi all’armonizzazione di quelli nazionali, aperto a tutte le imprese e non solo a quelle innovative. Dovrebbe anche prevedere regole semplici e ben formulate.
Finora le regole europee sono state utilizzate in Italia come capro espiatorio della crisi dell’industria dell’auto. Ma il vero atto di pragmatismo non è cambiarle, quanto indirizzare la politica industriale a sostegno dell’innovazione nella filiera.