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Cinque punti senza salti

La riduzione di cinque punti del cuneo contributivo sul costo del lavoro ha varie controindicazioni. Per superarle, si può ipotizzare una progressività per scaglioni del contributo: aliquota ridotta fino a una determinata soglia del salario, normale sull’altra parte. In termini di aliquota media, la riduzione contributiva sarebbe così decrescente in modo continuo al crescere del salario. Il costo della riforma sarebbe di 7,7 miliardi. Ma con effetti positivi sull’occupazione. E coinvolgendo gli autonomi, si andrebbe verso un sistema previdenziale più omogeneo.

Tutti gli incentivi del reddito minimo

Il reddito minimo garantito è un istituto che permettere di semplificare e unificare in un interevento generale e trasparente una serie di politiche occasionali. E può contribuire all’efficienza del sistema economico nel breve e nel lungo periodo. Alcune simulazioni confutano le tradizionali critiche a questo strumento. Mostrano infatti che non comporta disincentivi al lavoro per gli individui con bassi salari e non favorisce il lavoro nero. Né un maggior prelievo fiscale sui redditi più elevati fa diminuire l’offerta di lavoro di chi ha stipendi più alti.

Tra mobilità e salario

I differenziali di reddito e occupazione fra le regioni dell’Unione Europea si attestano su livelli assai elevati. Tuttavia, la mobilità geografica resta bassissima. Né si riesce ad agire sui salari, spesso contrattati a livello nazionale, senza tener conto delle condizioni locali del mercato del lavoro. E la disoccupazione nel Sud Italia è tre volte quella del Nord. La politica economica deve fare una scelta chiara, in favore di una maggiore mobilità del lavoro o di una maggiore flessibilità regionale dei salari. Altrimenti, i divari tra regioni continueranno a essere pronunciati.

Imprese, formazione e cuneo fiscale

Le imprese italiane versano oggi un contributo obbligatorio per il sostegno delle politiche di formazione dei lavoratori. Le risorse si riversano in fondi destinati a co-finanziare gli interventi formativi. Peraltro, poco utilizzati dalle aziende. Si tratta dunque un sistema efficiente? Una valutazione complessiva del suo impatto sulle performance economiche delle imprese, in particolare di quelle medio-piccole, e sulle opportunità di carriera dei lavoratori, è indispensabile. Soprattutto alla luce della richiesta di riduzione del costo del lavoro.

La riforma della contrattazione collettiva: dialogo tra Eugenio Scalfari e Pietro Ichino

Il 18 gennaio, su “la Repubblica”, Eugenio Scalfari ha mosso alcune critiche radicali alla proposta contenuta nel libro “A che cosa serve il sindacato” (Mondadori) di Pietro Ichino, il quale ha risposto a quelle critiche il 20 gennaio con un editoriale sul “Corriere della Sera”, ponendo a sua volta a Scalfari alcune domande non retoriche. Il dialogo è proseguito nel corso di un incontro svoltosi a Roma il 14 febbraio scorso, di cui qui riportiamo i contenuti essenziali. La trascrizione è stata rivista e approvata da entrambi gli autori.

L’industria energetica

L’elevata dipendenza del nostro paese dai combustibili fossili di importazione ci rende estremamente vulnerabili alle turbolenze internazionali. Al di là delle misure d’emergenza, è necessario elaborare un politica che promuova il risparmio energetico, la diversificazione delle fonti energetiche, la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie e nuovi prodotti con basse emissioni di CO2. Diminuire le importazioni di gas e petrolio non ha solo un effetto benefico sulla bilancia commerciale, è un’opportunità per la crescita di nuovi settori produttivi.

Decontribuzione: come e per chi?

Prodi si è impegnato a ridurre di cinque punti il cuneo fiscale nel primo anno di un suo eventuale Governo. Mancano ancora dettagli importanti sulla proposta, a partire dalle coperture e dalla platea di lavoratori a cui la decontribuzione dovrebbe essere applicata. L’analisi dei potenziali effetti della decontribuzione su competitività del paese, sistema previdenziale e finanza pubblica fa ritenere che l’intervento dovrebbe essere limitato solo ai percettori di bassi salari. Se così fosse, la manovra sarebbe interamente finanziabile con l’inasprimento della tassazione delle rendite finanziarie.

I privilegi fiscali delle coop

Con la riforma del diritto societario e la Finanziaria 2005 la quota esente da imposte degli utili delle cooperative a mutualità non prevalente è stata limitata al 30 per cento. Nasce quindi uno stock azionario nella disponibilità dei soci. Sembra coerente con la normativa dare piena trasferibilità alle azioni, anche per evitare una ulteriore concentrazione del rischio per il socio. Si può pensare a un fondo, gestito da intermediari specializzati, che raccolga azioni provenienti da varie cooperative ed emetta titoli il cui rendimento dipende dall’andamento medio delle azioni.

Eppur bisogna lavorare di più

I paesi con un numero elevato di ore lavorate pro-capite registrano una crescita economica maggiore. Lo dimostrano gli Stati Uniti e, in Europa, la Gran Bretagna e i nuovi Stati membri dell’Unione. La discussione sulla revisione della Working Time Directive dovrebbe essere l’occasione per ridurre i disincentivi che tengono basso il livello di ore medie lavorate. Soprattutto, dovrà rimanere in vigore la clausola opt-out, che consente di allungare il limite dell’orario di lavoro settimanale oltre le 48 ore. Ed è ritenuta vitale per assicurare la competitività.
Pubblichiamo, in seconda pagina, la replica dell’autrice ai commenti dei lettori.

L’occupazione dopo la legge Biagi

La legge Biagi ha modificato gran parte della legislazione sul lavoro. Ora si pone la questione se alla mera regolazione delle diverse fattispecie contrattuali, non debba affiancarsi un intervento di riordino delle aliquote contributive, la chiave per contrastare la cosiddetta “fuga dal rapporto di lavoro standard”. La stessa discrasia tra contratti a termine e a tempo indeterminato potrebbe ridursi immaginando meccanismi d’indennizzo monetario per l’interruzione del rapporto di lavoro. Forse è arrivato il momento di pensare al sempre rinviato Statuto dei lavori.

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