Dal 1° luglio le banche e gli altri intermediari finanziari che operano in Italia e in ventuno altri paesi dellÂ’Unione hanno l’obbligo di comunicare periodicamente all’Agenzia delle entrate il pagamento di interessi a favore di persone fisiche residenti in altri Stati membri Ue. Lo impone la direttiva sul risparmio. L’onere di adeguamento delle procedure è pesante. E in cambio ne ricaveremo solo un passaggio di informazioni inutili fra Stati. L’evasione fiscale infatti non ne soffrirà minimamente, perché i “paradisi fiscali” possono continuare a essere tali.
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Dopo le polemiche che hanno preceduto la sua nascita, dell’Istituto italiano di tecnologia (Iit) non si parla più. La fase di avvio delle attività sta per concludersi, ma poco si sa di quanto è stato fatto finora. Le uniche notizie riguardano alcune borse di studio per dottorati da usufruire presso altre sedi. Il forum di discussione del sito web è desolatamente vuoto. Poniamo dieci domande cui rispondono il commissario unico dell’Iit, Vittorio Grilli e il direttore scientifico, Roberto Cingolani.
Cerchiamo di porre ordine nella giungla di affermazioni discordanti sull’andamento dei finanziamenti pubblici all’università . Il Ministro Moratti ha parlato in televisione di un incremento del 13% degli stanziamenti statali all’università . Non lo ritroviamo nei dati. In verità vi è stata una riduzione dei trasferimenti cumulati nell’arco del decennio.
Forse la scelta migliore per combattere il malcostume dei concorsi universitari fasulli è il ritorno alle regole precedenti alla riforma del 1998, con un correttivo decisivo. I professori di ciascuna materia votano una sola volta all’anno per una commissione non rieleggibile nella tornata successiva. La commissione designa un piccolo numero di idonei. entro tre mesi dall’insediamento. Libero poi ciascun ateneo di chiamare uno degli idonei, se concorda nel ritenerlo tale anche rispetto ai propri standard, esigenze didattiche e programmi di ricerca.
Una proposta per facilitare l’inserimento dei giovani e favorire la ricerca nell’università italiana. E’ basata sul merito scientifico perché condiziona la concessione dei fondi ai risultati della ricerca e dunque incentiva comportamenti virtuosi nella selezione dei ricercatori. Interviene all’inizio del progetto, garantendo un punto di partenza paritetico a tutti i dipartimenti in competizione. Inoltre, concede premi o penalità ai singoli dipartimenti, evitando che “le politiche di ateneo” possano contrastare l’efficacia degli incentivi ministeriali.
Quest’anno per la prima volta si è registrata nelle scuole una notevole opposizione alle rilevazioni del Servizio nazionale di valutazione degli apprendimenti, a diversi livelli e con diverse motivazioni. Alcune critiche sembrano francamente poco condivisibili, altre sono decisamente più fondate. Come l’obbligatorietà , l’oggetto e il campo delle rilevazioni e il periodo in cui vengono effettuate. Ma soprattutto la scarsa qualità delle prove. Si rischia così di bloccare la diffusione della cultura della valutazione nella scuola.
Con le tecniche econometriche attuali si riesce a misurare quanto sistematicamente migliora l’apprendimento di uno studente esposto all’attività didattica di un insegnante, indipendentemente dalle caratteristiche ricorrenti nella famiglia e nella scuola frequentata. Un incremento del dieci per cento nella qualità del docente equivarrebbe all’effetto di un dimezzamento del numero di alunni per classe. Come migliorare allora la qualità degli insegnanti? Pensando a un più stretto legame fra rendimenti e premi. Ma anche attraverso una formazione dentro la classe.
E’ tempo di rientro. Milioni di bambini e adolescenti tornano a scuola. Ma qual è la situazione dell’istruzione in Italia? Le statistiche internazionali dipingono un quadro deprimente: i risultati dei nostri studenti sono tra i peggiori in Europa. Eppure in teoria non mancano le risorse perche’ la spesa per studente e’ ai massimi mondiali. Forse il problema di fondo e’ che abbiamo un numero enorme di insegnanti ma non facciamo praticamente nulla per valutarli.
Contrariamente ad una interpretazione diffusa, un’ analisi corretta dei dati bibliometrici rivela che la qualità della produzione scientifica Italiana e’ modesta. Ma la leggenda secondo cui in media i docenti italiani siano poco produttivi perché poco pagati in media non ha fondamento. E’ vero però che il sistema italiano premia generosamente l’ anzianità , indipendentemente dalla produttività , generando incentivi perversi, allontanando i talenti, e lasciando poche risorse per i ricercatori giovani e più produttivi. Il contributo termina con una proposta di riforma a costo zero che modifichi profondamente il sistema di incentivi attuali.
Una circolare dell’Agenzia delle entrate estende la deduzione per carichi familiari alla base imponibile delle addizionali regionali e comunali. Sul piano giuridico, è un esempio di modifica legislativa attraverso “interpretazione”. Tanto più discutibile perché si interviene su una previsione legislativa sufficientemente definita. Sul piano economico, il gettito delle Regioni e dei Comuni subisce un’ulteriore e più sostanziosa riduzione. E si ripropone la questione di un risparmio d’imposta molto variabile in base al reddito e con frequenti tratti di regressività .