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Valutare in trasparenza

Se le politiche pubbliche devono essere giudicate sulla base della loro efficacia ed efficienza, servono informazioni adeguate e facilmente accessibili in maniera trasparente. Ministero del Lavoro e Inps creano ora il Clap, campione longitudinale degli attivi e dei pensionati. Dovrebbe fornire uno strumento per le analisi delle politiche e dei flussi tra situazioni occupazionali e previdenziali. Ed è un primo contributo alla soluzione del problema del bilanciamento tra tutela della privacy e accesso della comunità scientifica alle informazioni.

Multilateralismo ed elezioni americane

Una vittoria di Kerry potrebbe modificare la politica estera degli Stati Uniti. Il suo elettorato infatti è molto più disponibile di quello di Bush al ritorno a una politica multilaterale. Ma anche un secondo mandato repubblicano sarebbe meno radicale, dopo la delusione irachena e l’isolamento diplomatico americano. Un riavvicinamento tra le due sponde dellÂ’Atlantico è necessario, dal momento che il mondo non può fare a meno dellÂ’America, e lÂ’America da sola, come dimostra l’Iraq, non può cambiare il mondo.

Un Governatore è per sempre

Della riforma dell’architettura dei poteri di vigilanza e del mandato del Governatore della Banca d’Italia non si parla più. Eppure i poteri di regolamentazione non sono coerenti né con la teoria economica, né con la prassi di altri paesi, né con la necessità di non duplicare i costi di regolamentazione. La giustificazione che così si tutela l’indipendenza di via Nazionale si presta a obiezioni storiche e istituzionali. E la strenua opposizione che le banche italiane hanno fatto ai vari progetti di riforma dei poteri delle autorità è un indizio su cui riflettere.

Il codice delle centrali dei rischi

Nel 2005 entra in vigore il codice deontologico sulle centrali dei rischi voluto dal Garante della privacy. Potrà influire notevolmente sul mercato del credito. Perché una tutela molto rigorosa dei dati personali può impedire o rendere più oneroso l’accesso al credito, mentre una maggior disponibilità per le banche di informazioni tempestive, accurate e complete si traduce spesso in un vantaggio per la clientela, soprattutto se si tratta di piccole e medie imprese e di consumatori. E i tempi di conservazione dei dati non dovrebbero scendere sotto i tre anni.

Il petrolio non brucia la Borsa

I numeri ci dicono che tra variazioni dei corsi azionari e variazioni del prezzo del greggio esiste una relazione minima. Così come è molto limitato l’impatto recessivo se l’accelerazione dei prezzi è una correzione di forti discese precedenti. Molte le differenze con la crisi degli anni Settanta. In termini reali i valori attuali rimangono lontani dai picchi di allora e la dipendenza dal petrolio delle economie industrializzate si è fortemente ridotta. Il fattore strutturale nuovo è la crescita della domanda di petrolio dai paesi asiatici.

Assicurati in banca

I depositi bancari tornano a essere un’alternativa ad azioni e obbligazioni. Perché il risparmiatore li considera assolutamente sicuri. Infatti esistono assicurazioni implicite ed esplicite che li garantiscono. Ma la forma esplicita può avere effetti negativi sulla stabilità del sistema in quanto elimina l’incentivo dei depositanti a monitorare l’azione dei manager bancari. E fa crescere il differenziale tra tassi sui prestiti e tassi sui depositi. Una maggiore concorrenza tra banche deve poggiarsi anche sui diversi profili di rischio.

Quel terribile 56

Sarà forse abbandonato il decreto che fissava un meccanismo automatico di perequazione nella distribuzione delle risorse alle Regioni. Eppure, se applicato correttamente, avrebbe permesso di garantire il finanziamento del fabbisogno sanitario delle diverse Regioni e di avvicinare la loro capacità fiscale. Oltre a essere compatibile con il sistema di federalismo fiscale delineato dall’articolo 119 della Costituzione. L’alternativa ipotizzata è un finanziamento sulla base del fabbisogno. In altre parole, un ritorno alla finanza derivata degli anni Ottanta.

Un Nobel a Ulisse

Regole fisse: questo dovrebbero darsi i governi per la condotta della politica economica, secondo Finn Kydland e Edward Prescott, appena insigniti del premio Nobel. E tali sono ad esempio i parametri di Maastricht. Ma i due economisti hanno anche introdotto una rivoluzione metodologica nello studio sui cicli economici, con la cosiddetta “macroeconomia quantitativa”. Un approccio quasi dogmatico alla ricerca economica, fondato su tre caratteristiche ben definite.

Contro il grande Blob della statistica

Negli ultimi anni, statistiche ufficiali, sondaggi dÂ’opinione, commenti raccolti per la strada, stime econometriche sono diventate “realtà” indiscutibili, finendo però per rendere tutto indeterminato. Ora è necessario arrivare alla definizione di un insieme condiviso di dati e indicatori statistici per vagliare la situazione di un paese sotto vari aspetti. Anche lÂ’Italia deve accelerare la riflessione su questo tema chiave. Perché lo sviluppo di scelte politiche valutabili su dati di fatto è una caratteristica irrinunciabile di un paese moderno.

Chi vince e chi perde con la nuova Irpef

Tra primo e secondo modulo si delinea una riforma fiscale che aumenta le disuguaglianze. E assorbe tredici miliardi che avrebbero potuto essere destinati ad altri programmi. I maggiori beneficiari degli sgravi sono i redditi più bassi e quelli più alti, mentre i guadagni sono inferiori per le classi centrali della distribuzione del reddito. Anche se dalla presentazione della legge delega, il Governo ha ridimensionato significativamente i propositi di passaggio al modello della flat rate.

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