Il divieto alla fusione Siemens-Alstom ha aperto il dibattito sulla politica industriale dell’Europa. Ma il consumatore-lavoratore è meglio difeso se vi sono imprese che creano occupazione sostenibile perché competitive sul mercato globale.
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Il Parlamento europeo ha approvato la direttiva sul copyright. Le norme più controverse sono ora più blande. E i produttori di contenuti online ottengono una migliore tutela dei loro diritti di proprietà intellettuale rispetto alle grandi piattaforme.
Con l’accordo tra Disney e 21th Century Fox e l’annuncio dell’Apple TV+, il processo di riconfigurazione dei media è ormai completato. Ma le società nate dalle concentrazioni dovranno adattarsi all’evoluzione in atto se non vogliono scomparire presto.
Recessione e rischio-paese pesano sulle banche italiane, che pagano sempre di più per raccogliere denaro. Non a caso, sono le più dipendenti dai finanziamenti della Bce. La valutazione negativa della borsa non è speculazione, ma riflette problemi veri.
Nel 2018, gli occupati hanno finalmente raggiunto i livelli pre-crisi. Ma dietro a questo traguardo ci sono tanti lavoratori part-time, perlopiù involontari. Una situazione frustrante per chi è disposto a lavorare a tempo pieno e uno spreco per il sistema produttivo.
Che risultato otterranno i partiti populisti alle prossime elezioni europee? Molto probabilmente non avranno la maggioranza. Potrebbero però aiutarli il sistema elettorale e la disponibilità ad alleanze “spregiudicate”. Conterà anche l’affluenza alle urne.
Il parlamento britannico ha di nuovo bocciato ogni possibile alternativa a Brexit. L’iniziativa torna ora a Theresa May, che però difficilmente potrà superare le divisioni all’interno del suo governo. E allora prende campo l’ipotesi di nuove elezioni.
Per contrastare l’evasione fiscale, l’Agenzia delle entrate dovrebbe poter utilizzare tutte le informazioni a sua disposizione. Ma è necessario trovare il giusto equilibrio tra tutela della privacy e i potenziali benefici dell’uso massiccio dei dati.
Sul banco degli imputati per il calo degli investimenti pubblici c’è il Codice degli appalti, ora modificato di nuovo dopo le riforme del 2016 e 2017. I dati su bandi e importi dei lavori mostrano però un sostanziale recupero dopo il periodo della crisi.
La maggior tutela formale dei consumatori non sempre corrisponde a una tutela sostanziale. A dimostrarlo sono le bollette di luce e gas nel Regno Unito: proprio il tetto ai prezzi ha finito per determinare un aumento per la maggior parte degli utenti.