I piccoli comuni italiani continuano a spopolarsi e a consumare suolo. Le aree interne sono però quelle più propense alle fusioni tra municipi. E proprio queste aggregazioni possono essere la base per intraprendere percorsi di crescita sostenibile.
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La sentenza della Corte costituzionale sulla nuova disciplina dei licenziamenti, pur non spostando i limiti minimo e massimo dell’indennizzo giudiziale, ne aumenta l’imprevedibilità. E contribuisce con il decreto dignità a ridare un carattere peculiare di volatilità alla normativa in materia.
Dove trovare le risorse per finanziare le tante promesse del governo? L’unica via percorribile sembra quella della riduzione della spesa. Ma le sorti delle varie spending review non lasciano ben sperare. E la revisione delle spese fiscali parte male.
Prima di dare un giudizio politico sulla “pace fiscale” o indicare quante risorse se ne potrebbero ricavare, sarebbe necessario conoscere esattamente a chi si applica e quali debiti sana. Perché in un provvedimento di questo tipo i dettagli sono decisivi.
Il governo ha annunciato che il reddito di cittadinanza sarà solo per gli italiani. Ma lo slogan “prima gli italiani” spesso si scontra con obblighi costituzionali che prevedono pari trattamento per chi soggiorna regolarmente in Italia da lungo tempo.
In Italia l’istruzione paga anche se meno che altrove. Il rendimento però non tende ad aumentare al crescere del livello di istruzione. Indicando che il mercato del lavoro italiano è incapace di premiare i livelli più elevati di qualificazione.
Comcast conquista Sky, mentre Disney si aggiudica Fox. Si conclude così un’aspra battaglia. E si ridisegna lo scenario di una sfida planetaria incentrata non solo sui contenuti, ormai allargati all’intera offerta televisiva, ma anche sulla pubblicità.
Nessuno impedisce al governo di realizzare tutto ciò che ha promesso in campagna elettorale. Basta ridurre altre spese o aumentare altre imposte. L’idea del finanziamento in deficit è invece pessima. E un conflitto con l’Europa avrebbe gravi conseguenze.
La riqualificazione delle periferie degradate passa per la ricostruzione del tessuto sociale. La pre-condizione è che si smetta di considerarle come ricettacolo di disagio o come deposito di proteste da cavalcare elettoralmente, salvo poi dimenticarsene.
Il decreto Salvini prevede l’abrogazione quasi totale della protezione umanitaria in Italia. Il provvedimento ha chiare finalità propagandistiche. Restano perciò aperti vari interrogativi sulla sua legittimità ed efficacia e sulle sue conseguenze.