Ogni anno migliaia di donne abortiscono lontano dal proprio luogo di residenza. Uno studio sui dati del ministero della Salute e sulle singole interruzioni di gravidanza mostra un collegamento con la distribuzione territoriale dei ginecologi obiettori.
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La guerra dei dazi tra Usa e Cina sembra rientrata, ma resta il tema della dipendenza della crescita mondiale da quella cinese. I suoi pilastri sono stati accumulazione di capitale e aumento di popolazione attiva e produttività. Cosa accadrà in futuro?
Proposte come quella di annullare 250 miliardi di titoli del debito pubblico italiano detenuti dalla Bce si alimentano della confusione profonda su quali siano i limiti alla capacità della banca centrale di alleviare le obbligazioni fiscali di uno stato.
Mario Draghi ha mandato un messaggio chiaro ai governi europei. La maggiore fiducia nella stabilità del sistema argina le crisi e riduce così la necessità di interventi pubblici di emergenza. Si deve partire da qui perché l’Unione monetaria funzioni.
Il Rapporto Istat 2018 si concentra sulle “reti”. Danno vita a un welfare informale che inasprisce diseguaglianze sociali, inefficienza nella gestione delle risorse e dei processi di crescita. Il mercato del lavoro ne è un esempio, specie per i giovani.
In Italia c’è un preoccupante silenzio sul tema fondi Ue. Ma i dati confermano difficoltà di spesa che richiederebbero un ripensamento dell’intera impalcatura funzionale della politica di coesione, anche in vista del negoziato sul bilancio dell’Unione.
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La “quasi” flat tax sarebbe uno dei punti centrali di un possibile governo Lega-M5s. La metà dei risparmi andrebbe ai redditi più alti, mentre quelli della classe media sarebbero modesti. E si aprirebbe un buco di 50 miliardi nei conti pubblici.
L’apertura ai mercati internazionali genera incertezze, specie se combinata con una lunga crisi. Ma in Italia alla domanda di protezione sociale per i più deboli, si affiancano le richieste dei gruppi di pressione. L’unico argine è l’Autorità antitrust.