A che punto è l’Italia sugli obiettivi relativi all’istruzione da raggiungere entro il 2020? Formalmente è in linea con quanto si è impegnata a fare. Ma i laureati restano al di sotto della media europea, mentre gli abbandoni precoci sono ancora troppi.
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I dati sull’occupazione dei giovani a pochi anni dall’uscita dagli studi confermano il miglioramento registrato dai dati Istat. È particolarmente rilevante perché riguarda proprio coloro che più sono stati penalizzati nel corso della crisi economica.
Negli ultimi anni la Borsa italiana ha avuto un ruolo sempre più marginale nell’indirizzare i risparmi delle famiglie italiane verso le imprese. Non sembra preoccuparsene il presidente Consob, che nell’ultima relazione del suo mandato si è concentrato su altri temi.
Google paga al fisco italiano 306 milioni di euro per chiudere il contenzioso. Oggi non è semplice far emergere la base imponibile di una multinazionale in un singolo paese. Ma è l’obiettivo da raggiungere. A partire da una proposta di direttiva europea.
In un’ottica di minimizzazione del danno, è ragionevole aver messo altri soldi pubblici in Alitalia. Ma se i commissari non riusciranno a rimettere rapidamente ordine nella compagnia e a trovare un compratore, il conto per il contribuente salirà ancora.
Raggiunto un nuovo accordo tra governo greco e troika: garantirà risorse fondamentali per ripagare debiti in scadenza. Il prossimo passo sarà la difficile trattativa sulla riduzione del debito. Ma non esistono scorciatoie per la soluzione delle crisi.
L’Italia è di gran lunga prima tra i paesi europei per l’incidenza degli incentivi erogati alle rinnovabili in rapporto alla produzione totale di energia. Un primato che costa caro ai consumatori e alle imprese. Ed è frutto di politiche poco coerenti.
Le piattaforme sono entrate anche nel mercato dei lavori domestici e dei servizi alla persona. Hanno potere assoluto sulla gestione dell’incontro fra domanda e offerta, sui tempi di lavoro e sui compensi. Necessaria dunque una regolazione apposita.
Alitalia non è fallita perché svolgeva un irrinunciabile servizio pubblico. È fallita perché non ha saputo fare il suo normale lavoro di compagnia aerea. Proprio quello che invece le low-cost fanno benissimo. Per profitto, certo, ma perché demonizzarlo?
Al primo turno quasi la metà degli elettori francesi ha votato per candidati che mettono radicalmente in dubbio i principi su cui è costruito il processo di integrazione europea. E Macron ha ora il difficile compito di ottenere un mandato pieno.