Lavoce.info

Categoria: Argomenti Pagina 681 di 1129

Perché Taranto non è il Sulcis

Che cosa differenzia le due vicende dell’Ilva e della Carbosulcis? Intanto sono diversi i numeri, anche se il dramma dei lavoratori è lo stesso. Ma mentre per Taranto si possono ipotizzare interventi che consentano di continuare la produzione, la miniera sarda non sembra avere un futuro, neanche come polo di ricerca e sperimentazione sul “carbone pulito“. Altri luoghi in Italia necessitano di una riconversione industriale e territoriale. Speriamo che le due emergenze attuali servano da lezione e il paese riesca a darsi una politica industriale capace di assicurare una crescita sostenibile.

Poveri sì, ma sotto quale soglia? *

I dati Istat mostrano che, nonostante la crisi, l’incidenza della povertà negli ultimi dieci anni è rimasta sostanzialmente ferma all’11 per cento. Sembra un paradosso. Ma l’analisi dell’incidenza di povertà andrebbe sempre accompagnata almeno dall’esame dei movimenti della soglia di povertà. E se si rivaluta la soglia del 2008 per l’inflazione registrata negli anni successivi, nel 2011 si registra un incremento dell’incidenza di circa un punto e mezzo percentuale, cioè un milione di poveri in più. La questione della capacità d’acquisto della soglia di povertà relativa.

Cassa integrazione in controluce

Spesso i numeri Inps sulla cassa integrazione vengono utilizzati come indicatori diretti dell’andamento della produzione, soprattutto a livello locale. Accade perché sono gli unici disponibili tempestivamente. Ma non è corretto. Quei dati fotografano non tanto la dinamica dell’economia reale, bensì le aspettative pregresse delle imprese. E il timore che le risorse non siano sufficienti per tutti, può stimolare una sorta di corsa delle aziende verso l’accumulazione preventiva di diritti a usufruirne, con un boom delle richieste di autorizzazione.

La lezione di Ilva e Sulcis

Cosa hanno allora in comune due storie di attualità così diverse per numeri, caratteristiche e implicazioni, come quelle dell’Ilva e della Carbosulcis? Tutte due sono emergenze che scoppiano all’improvviso e portano alla luce l’inadeguatezza di una classe politica e dirigente, spesso collusa con rappresentanti dei lavoratori che preferiscono tutelare l’esistente, prolungare il più possibile lo status-quo, che immancabilmente si configura come il privilegio delle generazioni correnti a scapito di quelle future. Perché il trade-off esiste e va affrontato.

Soluzioni per due emergenze

Qual è il destino che si profila per le due aziende? A Taranto, la decisione del Tribunale del riesame, giunta ai primi di agosto, sembra concedere la prosecuzione della produzione dell’Ilva, ma tecnici e ingegneri devono cominciare la messa in sicurezza e la bonifica delle apparecchiature. Si ragiona sulla copertura dei parchi minerari, le cui polveri velenose sono trasportate nelle giornate ventose verso le zone abitate, in particolare del quartiere Tamburi.

Il decretone

Il “decretone” sulla sanità in discussione in questi giorni in Consiglio dei Ministri contiene un variegato insieme di proposte, di portata più o meno rilevante, con le quali il ministro intende “promuovere lo sviluppo del Paese attraverso un più alto livello di tutela della salute”.

Poca liquidità nei portafogli degli italiani

La fragilità finanziaria delle famiglie italiane non è necessariamente connessa alla classe media, ma sembra essere legata a un eccesso di proprietà immobiliare nei portafogli, soprattutto per i più giovani e per i più anziani. Le famiglie dovrebbero dunque cercare di detenere strumenti sufficientemente liquidi per fronteggiare il rischio di spese inattese o di interruzioni del flusso di reddito. Ma anche gli intermediari e i consulenti finanziari dovrebbero forse rivedere le regole standard della gestione dei portafogli delle famiglie.

Mps e l’abbraccio mortale banca-stato

Secondo quanto riportato dal Sole-24-Ore del 29 agosto, il Presidente del Monte dei Paschi di Siena Alessandro Profumo avrebbe dichiarato, a proposito della precedente gestione della banca, che “l’errore più grave non è stato l’acquisto di Antonveneta … quanto l’aver messo in portafoglio 27 miliardi di Btp: una scelta che, a oggi, è costata 5 miliardi di capitale alla banca. Senza quel fardello non avremmo avuto bisogno di aiuti pubblici”.

Obiettivi velleitari per i servizi per l’impiego

La riforma del mercato del lavoro fissa quattro livelli essenziali di prestazioni destinate ai lavoratori in mobilità, per reinserirli velocemente nel mercato e ridurre così i costi del welfare. Ma i servizi per l’impiego non dispongono né di personale né di risorse adeguate per garantirli. Oltretutto, non è nemmeno chiaro chi debba svolgere questi compiti. Perché oggi i servizi per l’impiego sono gestiti dalle province. Ma la spending review ha avviato un processo di riordino di questi enti che riguarda anche la ridefinizione delle loro competenze e funzioni.

La crescita tra congiuntura e riforme strutturali

Il piano per la crescita approvato dal Consiglio dei ministri elenca una lunga serie di argomenti, per lo più condivisibili. Non bisogna però aspettarsi risultati immediati, perché la ripresa dipende dalla congiuntura internazionale, che per il momento non dà segni di miglioramento. E un governo in carica per ancora pochi mesi, non può che limitarsi a indicare alcune priorità. Ecco quali riforme strutturali potrebbero rimuovere i vincoli che fanno dell’Italia un ambiente poco attrattivo per gli investitori di qualsiasi nazionalità.

Pagina 681 di 1129

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén