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PERCHÈ LA BCE NON VUOLE LA TASSA SULL’ORO

La Bce ha dato parere negativo all’imposta sulle plusvalenze sulle riserve di metalli preziosi per uso non industriale, prevista nel decreto anticrisi. La norma metterebbe a rischio l’indipendenza finanziaria della Banca d’Italia, con ripercussioni negative sulla conduzione della politica monetaria dell’intero eurosistema. E potrebbe consentire l’aggiramento del divieto imposto dal Trattato al finanziamento dello Stato da parte della banca centrale nazionale. Un ripensamento sulla politica di riserve ufficiali potrebbe esserci alla scadenza del Gold Agreement.

IN AFFARI CON HU JINTAO

Nella diplomazia cinese, politica ed economia viaggiano insieme. L’ufficializzazione degli accordi economici tra Italia e Cina in un incontro al vertice comporterà una maggiore attenzione delle autorità cinesi a mantenere gli impegni. Ma la Cina come opportunità è caratterizzata da finestre temporali strettamente legate alle fasi del suo sviluppo. Il sistema Italia ne ha colte alcune, per altre si è mosso in ritardo. E ora, più che al difficile mercato interno cinese, le nostre aziende dovrebbero guardare alle zone del mondo dove il paese asiatico investe e crea sviluppo.

LA CINA CRESCE. MA QUANTO?

Secondo le stime ufficiali, la Cina torna a crescere a livelli pre-crisi. Una buona notizia, anche se non significa automaticamente la fine dei problemi nel mondo occidentale. Perché il potere di traino dei paesi asiatici rispetto al resto dell’economia mondiale è comunque limitato. In più, i dati prodotti dal governo cinesi non sono sempre affidabili come quelli dei paesi Ocse. Arrivare alla predisposizione di statistiche il più possibile condivise a livello mondiale dovrà essere un obiettivo ineludibile dei futuri G20.

L’ESTATE STA FINENDO

Il Presidente Berlusconi ha annunciato che le prime case per i terremotati dell’Â’Abruzzo saranno consegnate a metà settembre e che entro la fine di novembre gran parte delle case saranno ultimate. Si tratta certamente, se verrà realizzato, di un successo del governo. Berlusconi ha intenzionalmente scelto questo come uno degli obiettivi su cui misurare la performance dellÂ’esecutivo e sa che sulla ricostruzione post-terremoto verrà valutato dagli elettori. Sarebbe importante, per una valutazione più completa, conoscere meglio i costi della ricostruzione. Ma è bene che ci sia la scelta di obiettivi chiari da parte del governo. C’è però unÂ’’altra ricostruzione che sembra non avere alcuna importanza per Berlusconi e per il suo governo. EÂ’ quella dellÂ’’edilizia scolastica. Dopo il caso del liceo di Rivoli, il Ministro Gelmini aveva promesso il completamento dellÂ’’anagrafe edilizia scolastica, cioè della mappa degli interventi necessari a rendere sicure e agibili le nostre scuole. Ma da allora su questo tema è sceso il silenzio. Sarebbe interessante sapere quali sono le conclusioni che emergono dallÂ’’indagine sullÂ’’edilizia scolastica e quali sono i provvedimenti che il Governo intende adottare per rendere più sicure le scuole dei nostri figli. Oggi maestri e studenti sono al mare o in montagna, ma settembre non è così lontano. In ogni caso un’Â’altra estate, momento ideale per gli interventi di edilizia scolastica, sarà passata invano. E al ritorno, le strutture scolastiche avranno solo un anno in più.

LA DIFFERENZA FRA UNO SCUDO E UNA DISCLOSURE

Lo scudo fiscale italiano non è la stessa cosa della dichiarazione volontaria sui capitali esportati introdotta negli Stati Uniti. La filosofia dei due provvedimenti è completamente diversa. Il nostro è anonimo, mentre negli Usa è previsto un pieno disvelamento dell’esportatore di capitali. Di là dell’oceano si devono pagare le imposte eventualmente evase, da noi c’è appunto la salvaguardia dello scudo. E dunque si tratta di un condono. Dal quale però restano comunque escluse le violazioni Iva, sulla base delle norme europee.

ASPETTANDO LA PRIMA DECISIONE DI FINANZA PUBBLICA

Nonostante la crisi peggiore del Dopoguerra, questo governo non ha preso finora decisioni di finanza pubblica. Se consideriamo i saldi netti, vediamo che il Dpef certifica che non ci sarà alcuna manovra per rilanciare l’economia o per migliorare i conti pubblici nel 2010. Ma ancor di più preoccupa l’assenza di una impronta riformatrice dell’esecutivo. Istruttivo in proposito il caso delle pensioni. Intanto, i conti vanno male. E la necessità di controllare la spesa pubblica dovrebbe essere una priorità. Non ci resta che sperare nella prima Decisione di Finanza Pubblica.

UNA RIFORMA CHE VALE QUANTO KAKÀ

Anche la manovra d’estate rimanda ai posteri gli interventi sull’età pensionabile. Solo per le donne che lavorano nel pubblico impiego cambia qualcosa: dal 2010, i requisiti anagrafici per andare in pensione saliranno gradualmente da 60 a 65 anni, equiparandosi a quelli degli uomini. E’ una ennesima scelta contro il pensionamento flessibile. Ma soprattutto è una riforma destinata ad avere un effetto molto limitato sui conti pubblici: negli anni in cui questo Governo sarà in carica, i risparmi saranno dell’ordine di 100 milioni.

MAI PIÙ CONDONI. DOPO IL PROSSIMO

L’evasione sembra imbattibile. Il ministro Tremonti confida troppo nel federalismo fiscale, mentre dovrebbe ripristinare le misure per la tracciabilità dei flussi commerciali e finanziari che il suo predecessore Visco aveva introdotto. Ma è un’ipotesi che non sembra politicamente praticabile. Si avvicina allora, a dispetto di ogni solenne promessa, un nuovo condono

IL DILEMMA DEL BANCHIERE NELLA STRETTA CREDITIZIA

In Italia le imprese ricorrono ai prestiti di più banche. Ma se si diffonde l’idea che un’azienda è in difficoltà, tutti gli istituti bancari chiedono contemporaneamente il rientro dei fidi. Condannandola al fallimento. La soluzione si può trovare in forme di coordinamento fra le banche creditrici. Diventerebbe più facile anche la ristrutturazione del debito. Come è accaduto, ad esempio, per la Fiat. Il rischio è la collusione fra le banche, con un rialzo congiunto dei tassi di interesse praticati. Un aspetto sul quale giocano un ruolo importante le autorità di controllo.

G8, PAESI POVERI E PROMESSE DA MANTENERE

Cosa hanno deciso i leader del G8 per gli aiuti per combattere la povertà? Hanno semplicemente ribadito impegni già molte volte mancati. E’ stata anche introdotta una nuova iniziativa sulla sicurezza alimentare che, seppur importante, sarà probabilmente insufficiente a garantire risultati concreti. Nel frattempo, la crisi globale sta avendo effetti più negativi di quanto si pensasse sui paesi in via di sviluppo. Importante che essi vengano inclusi nei processi di decisione sul futuro dell’economia globale. E inevitabile che Il G8 passi il testimone al G20.

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