Lavoce.info

Categoria: Argomenti Pagina 928 di 1123

IL TRAMONTO DELL’ISPANO-TEDESCO

Al di là dei potenziali effetti e delle sue implicazioni sistemiche, difficilmente il Vassallum sarà adottato. Molti partiti non accettano che l’assegnazione dei seggi sia appesa a un meccanismo non manipolabile e non prevedibile come il voto personale nei collegi uninominali. Per approvare una legge elettorale simile, i due maggiori partiti dovrebbero mettere sotto tensione i rapporti con gli alleati e turbare parte del loro elettorato. Il ciclo infinito dei tentativi di riforma è destinato a continuare. E tra un anno dovrà essere convocato il referendum.

LA SCOMMESSA DELLA POLITICA FISCALE

La politica in materia di fisco del governo Prodi si è articolata in molte direzioni. Prima fra tutte, però, la lotta all’evasione fiscale, dove i successi sono ormai ampiamente riconosciuti. Positivo in particolare il fatto che l’intervento normativo sia andato di pari passo con il potenziamento dell’azione dell’amministrazione. Più discutibile l’intervento sull’Ici. Ma come per altri importanti provvedimenti, dalla riduzione del cuneo fiscale alla tassazione delle rendite finanziarie, ha seguito, nel bene e nel male, gli impegni presi in campagna elettorale.

FEDERALISMO FISCALE

PROVVEDIMENTI

Tra le cose positive, vanno segnalate la nuova formulazione dei patti di stabilità interna per gli enti territoriali, introdotta con la Legge finanziaria per il 2007 e ribadita con quella per il 2008. In modo più coerente con i patti di stabilità europea, ci si è spostati da vincoli sulla spesa – invero, notoriamente inutili nel lungo periodo — a vincoli sui saldi, ridando fiato alla autonomia tributaria locale. Qualche svarione, per esempio l’indisponibilità degli avanzi di gestione, della prima Legge finanziaria è stato corretto con la seconda, che ha anche previsto l’accreditamento diretto dei tributi cosiddetti propri agli enti locali, un passo importante per superare i loro cronici problemi di cassa, causa non ultima della formazione dei debiti soprattutto a livello regionale.
Sulla stessa linea, il governo Prodi ha tentato anche di coniugare meglio autonomia e responsabilità, affrontando prima con il patto per la salute, inserito nella Finanziaria per il 2007 e poi con il decreto approvato in ottobre, i problemi di vincoli di bilancio soffice latenti nei rapporti tra Stato e Regioni sulla spesa sanitaria, rendendo progressivamente più dure e più credibili le sanzioni per gli enti inadempienti,

QUANDO SI VEDRANNO GLI EFFETTI

Delle manovre finanziare gli effetti si sono già viste. Altre – quali il passaggio del catasto ai comuni – richiederà più tempo

OCCASIONI MANCATE

LÂ’esecutivo ha anche tentato di riprendere il filo di unÂ’interpretazione coerente o almeno ragionevole della riforma del titolo V della Costituzione, la cui mancata attuazione, a sei anni dalla sua approvazione, pesa come un macigno sui rapporti tra i governi, rendendo legislativamente dubbia ogni azione intrapresa.
Dopo la colpevole negligenza della precedente legislatura, sono stati presentati ben due disegni di legge delega, uno sull’attuazione dell’articolo 119 e un altro sulle funzioni fondamentali dei governi locali, in attuazione dell’articolo 117, entrambi restati però nel cassetto: approvati dal Consiglio dei ministri, ma mai passati all’esame delle competenti Commissioni. Si trattava in entrambi i casi di progetti incompleti, in parte tra di loro contradditori, ma che contenevano le premesse per una formulazione più coerente tra funzioni assegnate, risorse e perequazione tra territori, così come di rapporti più maturi tra i diversi livelli di governo.
Della proposta di riforma dei servizi pubblici locali, meglio non parlare nemmeno, annacquata fino al parossismo dal conflitto fra le diverse anime della maggioranza e poi comunque arenatesi in Parlamento.
A parte questi tentativi, generosi seppure inconcludenti, il governo Prodi non è stato esente dagli usuali difetti che da sempre contraddistinguono i rapporti tra i governi nel paese. Come al solito, un governo centrale in difficoltà a controllare la propria spesa, dalle pensioni al pubblico impiego, ha cercato di scaricare soprattutto sugli enti territoriali l’onere dell’aggiustamento finanziario. E come al solito, in barba alla Costituzione e perfino alla propria stessa azione in altri campi, il governo non si è fatto scrupolo di intervenire anche sulle risorse tributarie attribuite ai governi locali quando questo fosse funzionale alle proprie esigenze politiche immediate. Così l’intervento sul cuneo fiscale introdotto con la Finanziaria 2007 è stato finanziato in parte con l’Irap, il principale tributo regionale, senza che fossero chiare le compensazioni previste per le Regioni. Allo stesso modo, l’intervento sull’Ici deciso con la Finanziaria per il 2008, è sembrato corrispondere, fin dalle modalità tecniche scelte, molto più a esigenze politiche immediate di visibilità del governo centrale che a sensate esigenze distributive o finanziarie. 

GIUSTIZIA

PROVVEDIMENTI

1) Il decreto Bersani: elimina tariffe minime, ammette pubblicità e introduce patto premio – contingency fee – (onorario in proporzione a quanto si è vinto in causa) per i professionisti e quindi anche per gli avvocati.
2) Indulto
si veda:
Sette mesi dopo l’indulto
Crimini e misfatti a un anno dall’indulto
L’economia dell’indulto
Le regole dell’indulto
3) Riforma ordinamento giudiziario
si veda:
Una riforma in attesa di giudizio
Riforma dell’ordinamento giudiziario, la storia infinita
4) Class action
si veda:
La class action nasce orfana
La class action all’italiana non aumenta la responsabilità dei produttori
5) Avvio sperimentale della spending review sul settore giustizia – proposta avanzata nel Libro verde di modificare la geografia giudiziaria per aumentare la dimensione dei tribunali (e rendere così più produttivi i giudici).

QUANDO SI VEDRANNO GLI EFFETTI

Si tratta di riforme nella gran parte dei casi strutturali il cui impatto richiede dai due ai cinque anni per essere misurato.

OCCASIONI MANCATE

1) Implementare il Bersani eliminando l’attuale tariffa a prestazione degli avvocati – che favorisce congestione, lunghezza dei processi, e mancanza di trasparenza nel mercato dei servizi legali – con una tariffa a forfait: oltre a incentivare lo sveltimento dei processi, avrebbe reso realmente incisive le altre innovazioni introdotte dal Bersani I sulle professioni (pubblicità, contingency fee, tariffe minime) che così come sono ora rischiano di valere poco.
2) Portare a termine le proposte di revisione della scala dei tribunali. L’unica riforma che nel passato ha inciso, anche se poco, su questo, cioè la riforma del giudice unico, ha prodotto risultati evidenti di recupero di efficienza e abbreviazione dei tempi dei procedimenti.

LA RISPOSTA AI COMMENTI

I commenti al mio intervento del 18.01.2008 "Premiare il merito è possibile"sono il segnale di una voglia di cambiamento, di un’attesa che anche nella P.A. i meriti e le capacità professionali abbiano il giusto riconoscimento. Occorre, quindi, andare oltre le affermazioni di principi ed individuare percorsi che portano a soluzioni concrete e realistiche.
Sono convinto che per diffondere e radicare la valutazione a livello di sistema e, quindi, applicarla a tutto il personale, e non soltanto a coloro che ricoprono posizioni organizzative di vertice od intermedie, è necessario individuare criteri di misurazione delle prestazioni trasparenti ed oggettivi, indicatori ben definiti. Solo così è possibile superare gli ostacoli frapposti da coloro che lamentano rischi di eccessi di discrezionalità, di errori e di inadeguatezza delle valutazioni e che, in tal modo, a parole sono per il merito, ma poi con tale scusa sfuggono alle scelte ed all’assunzione di responsabilità.
Certamente, gli indicatori che misurano la produttività ma anche la qualità della prestazione ( il riferimento nell’accordo trentino, alla maggiore imposta accertata ed alla maggiore imposta definita degli accertamenti è, in tal senso, significativo), pur fondamentali, non esauriscono l’ampio spettro dei profili da valutare( mi riferisco a quelli di natura organizzativa e comportamentale che, peraltro, vanno diversificati, circoscritti o esclusi a secondo dei destinatari del processo valutativo), ma, in un’amministrazione pubblica- dove il valore della cosiddetta equità organizzativa procedurale- è imprescindibile, quello degli indicatori di sistema è, a mio avviso, un passaggio fondamentale ed ineludibile. Se l’esigenza dell’oggettività delle valutazioni non sarà mantenuta non si riuscirà a fare molta strada.
I dati rappresentati nell’esperimento trentino evidenziano esemplificativamente come già oggi è possibile in Agenzia delle Entrate ottenere report significativi nel rappresentare l’apporto di ciascuno alla realizzazione dei risultati. Ancor di più, creando nuovi collegamenti con dati già conosciuti dal sistema informativo. Si deve, cioè, stimolare la costruzione di report che siano pensati, oltre che per il controllo gestionale ed operativo e per la verifica dei risultati dell’ufficio, anche per rilevare e misurare il merito e l’apporto individuale.
L’obiettivo è quello di favorire, in tal modo: a) lo sviluppo di percorsi formativi mirati, b) la costruzione di progressioni di carriera che premino le capacità ed il rendimento individuale (all’interno di un percorso che deve essere graduale e predeterminato che consenta, quindi, di programmare la propria carriera), c) il maggiore apprezzamento della parte di retribuzione variabile collegata ai risultati a fronte del raggiungimento di standard produttivi e di qualità realmente misurabili.
L’innovazione tecnologica che permea tutti i processi lavorativi dell’Agenzia, oltre che migliorare l’efficienza e la qualità dei servizi richiesti, può diventare così strumento visibile di nuove politiche di gestione delle risorse umane fino a consentire di sperimentare l’eliminazione della registrazione degli orari di lavoro, laddove la condivisa temporalizzazione dei tempi medi di lavorazione consente di privilegiare, per individuate unità organizzative(ad esempio i team legali), logiche di organizzazione professionale degli adempimenti disancorate da spazi temporali formalmente predeterminati. L’immagine di un’Istituzione Pubblica che si libera dai vincoli dell’orario di lavoro e pone al centro le prestazioni di lavoro dei singoli, certamente ne trarrà grande evidenza, ponendosi come battistrada di nuove articolazioni del rapporto di lavoro. L’instaurazione di un rapporto lavorativo collegato al raggiungimento dei risultati e la previsione di premianti meccanismi di crescita professionale garantiranno, in ogni caso, un’elevata propensione all’impegno lavorativo, con l’ulteriore vantaggio di privare i dipendenti che si sottraggono al proprio lavoro (scaricandolo nei fatti ai propri colleghi) della copertura della presenza formale in ufficio.

C’E’ UN NUOVO SCERIFFO IN CITTA’ *

Un taglio dei tassi di interesse inusuale per dimensioni e tempi quello appena deciso dalla Federal Reserve. Ma non è una risposta ai forti ribassi delle borse. Non di questo si occupa la banca centrale americana. Che invece ha visto aggravarsi i segnali di una possibile recessione. E ha agito di conseguenza. Mandando un messaggio chiaro: d’ora in avanti di fronte a mutamenti dell’economia che minacciano gli obiettivi di stabilità di medio periodo, Bernanke e i suoi interverranno e lo faranno senza indugi.

LA RISPOSTA AI COMMENTI

La durata eccessiva dei nostri processi ha molte ragioni: si veda in proposito l’analisi e le proposte della Commissione Tecnica per la Finanza Pubblica (http://www.tesoro.it/web/apri.asp?idDoc=18406).
Naturalmente, perchè si faccia qualcosa è necessario che ci sia una corrispondente pressione politica da parte di elettori e gruppi.  Non sarei così pessimista: rispetto al passato c’è su questo punto una maggiore consapevolezza di cui i politici – volenti o nolenti – dovranno tenere conto.
Quanto alla divulgazione di notizie, è vero che i presunti "colpevoli" possono essere molti e che in qualche caso la divulgazione è lecita (o quasi). Il punto che volevo sottolineare era che in questo modo il processo "vero" viene di fatto anticipato alla fase delle indagini, con tutta una serie di conseguenze negative. Del resto, questo non avviene solo nei casi che vedono coinvolti i politici, ma anche in casi per così dire "normali": es. Perugia. E’ poi probabile che alla lunga si verifichi un fenomeno di "assuefazione" : non dimentichiamoci che ai tempi di Mani pulite bastava un avviso di garanzia per far sparire un ministro dal governo (e talvolta anche dalla vita pubblica). E’ per questo che la tendenza ad interpretare i reati in modo espansivo – magari per colpire comportamenti discutibili o comunque censurabili – rischia di essere controproducente: se lo scontro per le poltrone è concussione, allora la lista dei colpevoli rischia di essere… infinita e, com’è noto, se tutti sono colpevoli, nessuno è colpevole. 
Va aggiunto che non mancano politici particolarmente abili a manipolare la percezione delle situazioni. Il caso Cuffaro è istruttivo: in presenza di una sentenza – anche se di primo grado – si è detto soddisfatto per aver avuto "solo" una condanna a 5 anni! Come regola generale sottoscrivo comunque in pieno quanto dichiarato ieri dal nostro presidente del Consiglio: "Le categorie dalla politica hanno come contrappeso non tanto il principio esterno della responsabilità penale, che vale certo anche per i rappresentanti politici, bensì, soprattutto, quello interno di una responsabilità che è e resta di tipo politico. Una responsabilità che spetta direttamente ai cittadini far valere non soltanto nellÂ’occasione elettorale ma attraverso una costante relazione tra politica e collettività che assicuri una reale e continua capacità di partecipazione e di controllo."

LE RAGIONI DI UNA MOSSA A SORPRESA

L’intervento di ieri del Fomc è un caso emblematico di politica monetaria ben giustificata dai risultati della ricerca empirica. Nel breve periodo una limitazione delle fluttuazioni del mercato azionario americano riduce la probabilità di entrare in una fase di alta volatilità, con fenomeni di panico irrazionale. Nel lungo periodo la diminuzione del premio al rischio può compensare una riduzione attesa della crescita dei dividendi futuri generata dal potenziale rallentamento dell’economia e stabilizzare così il mercato.Bernanke lo aveva già spiegato nel 2003.

SOCIETA’ PRIVATIZZATE: UN CASTELLO INESPUGNABILE

Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale in dicembre, a più di un mese di distanza dall’approvazione da parte del Consiglio dei ministri, il decreto legislativo che recepisce la direttiva europea sull’Opa. La legge italiana non avrà una rilevanza significativa sulle questioni più controverse, ossia le misure difensive e l’Opa obbligatoria. La riforma, al contrario, ha un enorme impatto sulle società privatizzate e su quelle controllate dallo Stato nelle quali, in pratica, il controllo pubblico viene blindato.

LA RECESSIONE USA E LA MISERIA DELLA MACROECONOMIA

Le borse cadono per timori legati alla crisi dei mutui Usa. E la bolla immobiliare è da attribuirsi alla politica creditizia praticata, tra il 2001 e il 2004, dalla Fed ed in parte dalla Bce, sulla base di un timore deflattivo ingiustificato.Perché ora dovrebbe essere socialmente utile un’espansione monetaria e fiscale? I mercati interpretano le mosse delle banche centrali come se contenessero informazione privilegiata. Provocando così effetti reali e realmente dannosi. Tagli ai tassi spettacolari e drammatici come quello odierno non servono.

Pagina 928 di 1123

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén