Se investito nella previdenza complementare, il Tfr può diventare la premessa per una riduzione dei contributi sociali e del costo del lavoro. Serve però un cambio di rotta rispetto al passato e una visione più ampia del ruolo che i fondi pensione possono svolgere in un moderno sistema di welfare.
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Tre casi in cui la Gestione separata Inps tradisce i principi del sistema contributivo, a danno del pensionato. Riguardano il coefficiente moltiplicativo dei contributi, la richiesta di rimborsi per quelli versati in eccesso, il successivo aggiornamento delle pensioni per chi continua a lavorare.
Dall’approvazione della riforma delle pensioni, le condizioni macroeconomiche sono drasticamente cambiate. Forse, tutto il sistema andrebbe ripensato, con una riduzione dei contributi per i più giovani, per favorire la ripresa di economia e occupazione. Il ruolo della previdenza complementare.
Il Tfr in busta paga è efficace solo se rappresenta uno stimolo per l’economia e genera consumi addizionali. Non è affatto sicuro che sarà così, mentre gli svantaggi per i lavoratori, soprattutto giovani, sono certi. Sperimentazione e informazioni necessarie per prendere decisioni in modo corretto.
Il Tfr in busta paga dovrebbe stimolare consumi, domanda aggregata e occupazione. I dati suggeriscono che una quota tra il 5 e il 16 per cento di dipendenti del settore privato potrebbe decidere di spendere in consumi il flusso annuale del Tfr. Con un aumento del Pil tra lo 0,1 e lo 0,2 per cento.Â
Il provvedimento sul Tfr in busta paga è un elemento importante della strategia complessiva per un rilancio della domanda aggregata e dei consumi. Certo, non mancano le criticità . Alcune simulazioni per chiarire gli effetti della misura nei diversi casi.
Il Governo sta discutendo se inserire il Trattamento di fine rapporto in busta paga. Elenchiamo dieci motivazioni, in decrescente ordine di importanza, per cui questa scelta non sembra ottimale.
Il Governo starebbe studiando la possibilità di trasferire una parte del Tfr in busta paga. È una buona idea, purché si lasci al lavoratore libertà di scelta. Quanto agli oneri aggiuntivi per le imprese, il problema potrebbe essere risolto coinvolgendo nell’operazione il sistema bancario.Â
Il contributo di solidarietà sulle pensioni alte si scontra con i principi di non discriminazione e non retroattività delle leggi, ma l’emergenza, come in altre occasioni, potrebbe giustificare queste violazioni. Un’alternativa sarebbe una manovra generalizzata quale l’eurotassa del 1997.
I lavoratori di oggi sembrano consapevoli del fatto che andranno in pensione con regole di calcolo delle prestazioni meno generose e più avanti negli anni. Ma hanno davvero capito i cambiamenti intervenuti nel sistema pensionistico pubblico?Â