Si insedia la commissione dei 35 saggi. Speriamo che non serva solo a prendere tempo. Mentre non si sente il bisogno di un sistema presidenziale, è fondamentale una buona legge elettorale che possa anche migliorare la qualità della classe politica e aumentare la governabilità del paese. Un sistema uninominale a doppio turno è il più adatto.
Il periodo di calma sui mercati e di tassi d’interesse bassi potrebbe volgere presto alla fine. Bene attrezzarci stimolando la ripresa economica spostando la tassazione dal lavoro alla ricchezza privata degli italiani.
È iniquo il sistema di assegnazione del bonus-maturità per l’ingresso alle facoltà a numero chiuso ideato dall’ex ministro Profumo. Perché crea più ingiustizie di quelle che vorrebbe rimuovere, come mostriamo con alcuni esempi. Importante che il ministro Maria Chiara Carrozza lo corregga. Tempestivamente.
La cedolare secca sugli affitti delle abitazioni non ha dato i risultati sperati. Se la tassazione fosse avvenuta con l’Irpef si sarebbe ottenuto più gettito. E maggiore equità.
Che cos’è lo Small business act dell’Unione Europea? Uno strumento per valorizzare le imprese micro, piccole e medie. Vediamo come funziona.
Un commento di Massimo Passamonti, presidente di Confindustria sistema gioco Italia, all’articolo di Billeri, Centorrino e David “Chi vince al gioco d’azzardo on line” e la risposta degli autori.
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Categoria: Il Punto Pagina 119 di 158
La Bce adotterà questa settimana misure non convenzionali di politica monetaria? Speriamo che rompa gli indugi nel varare iniziative che facilitino il finanziamento delle piccole e medie imprese. Ma tra i possibili provvedimenti, c’è anche l’introduzione di tassi negativi sui depositi delle banche presso la Bce stessa. Ci sono buone ragioni per ritenere che sarebbe una novità inutile, se non addirittura dannosa. Vediamo perché.
L’Ufficio internazionale del lavoro censura la staffetta tra generazioni proposta dal ministro Giovannini. Vediamo quali sono i potenziali vantaggi e svantaggi di questa misura e quali dati servirebbero per capirne l’impatto.
Si chiama “concordato in bianco” una delle procedure introdotte dalle nuove norme sul fallimento. Alcuni ritengono che stia aprendo la strada ad abusi nelle procedure di concordato preventivo. È proprio vero? E come funziona esattamente? Ciò che non è cambiato, invece, è il privilegio del fisco nel recuperare i propri crediti dall’impresa fallita. Ha ancora senso, visto che vari paesi europei lo hanno abolito?
I confronti con lavoce.info al Festival dell’Economia di Trento: Chi comanda in Italia? (video, dossier); Chi comanda in Europa? (video, dossier); Servono ancora i sondaggi? (dossier).
Un commento di Mariano Bella e Livia Patrignani all’articolo di Francesco Daveri “Sorpresa: l’aumento dell’Iva colpirebbe i più ricchi”
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Non per cassa, ma per equità. Un contributo a chi ha avuto di più e non solo a chi ha di più legittima una riduzione delle pensioni sopra una soglia prestabilita per chi ha avuto rendimenti dai propri contributi nettamente superiori a chi va in pensione oggi. Vediamo come questa misura di equità inter e intra generazionale potrebbe essere strutturata e quanti fondi potrebbe spostare verso politiche di contrasto alla povertà.
Qual è lo spazio per una manovra fiscale espansiva in Italia anche alla luce della sospensione della procedura per disavanzo eccessivo? Molto piccolo.
Da una parte i grandi gruppi farmaceutici che devono ripagarsi e far fruttare gli investimenti in ricerca, dall’altra i paesi poveri che hanno un bisogno disperato di medicinali a basso prezzo. Come trovare un punto d’equilibrio tra queste esigenze legittime ma contrastanti?
Era il 1985 quando le Brigate rosse assassinarono Ezio Tarantelli. Rimane il suo sogno di usare l’economia per risolvere i problemi concreti e non invece per battere avversari politici, per difendere interessi particolari, per paralizzare il cambiamento. Lo racconta suo figlio Luca in un libro appena uscito.
Chi comanda in Europa? Se ne discute con lavoce.info al FestivalEconomia di Trento sabato 1° giugno. Su questo tema un nuovo Dossier raccoglie gli articoli pubblicati da lavoce.info.
Contrariamente a quanto sostiene il viceministro dell’Economia Stefano Fassina, la causa principale della crescita del debito pubblico nei paesi europei è la crisi, non l’austerità fiscale. Le politiche di austerità e i loro effetti recessivi sono arrivati dopo, per impedire che il debito esplodesse.
Banche e imprese: la loro crisi rischia di tradursi in un abbraccio mortale. Come riavviare il circolo virtuoso tra loro? Due documenti, del Fondo monetario e della Banca d’Italia, offrono alcuni suggerimenti per liberare i flussi di credito e smaltire i crediti deteriorati.
Tra impegni del Governo, promesse e proclami, tagli significativi ai costi della politica non ne abbiamo ancora visti. Eppure si potrebbe cominciare subito dagli stipendi dei parlamentari italiani, i più alti d’Europa. Vediamo a quanto potrebbero scendere adeguandoli a quelli degli altri paesi.
Sembra non conoscere crisi il gioco d’azzardo on-line. Anzi, è in continua crescita. E, anche se comporta il rischio di dipendenza delle persone e quello di infiltrazioni mafiose, lo Stato non fa niente per disincentivarlo. Perché partecipa al guadagno.
Chi comanda in Italia? Se ne discute con lavoce.info al FestivalEconomia di Trento venerdì 31 maggio. Su questo tema un nuovo Dossier raccoglie gli articoli pubblicati da lavoce.info.
Un commento di Maria Luisa Maitino, Letizia Ravagli e Nicola Sciclone all’articolo di Tito Boeri e Vincenzo Galasso “Per una vera staffetta tra generazioni”
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I lavoratori anziani passano al part-time e l’impresa assume giovani: è la staffetta generazionale proposta dal Governo Letta per rispondere alla disoccupazione giovanile. Ma esiste già da anni in diverse regioni e non ha dato risultati perchè lavoratori giovani e anziani sono spesso complentari piuttosto che sostituibili tra di loro. Se gli anziani vogliono aiutare i giovani, bene che chi è andato in pensione presto e avendo ricevuto rendimenti molto alti dai propri contributi rinunci a parte della propria pensione a favore di una riduzione delle tasse sul lavoro.
Con i consumi al palo, meglio evitare l’aumento dell’Iva al 22 per cento previsto per il 1° luglio. A condizione che si recuperi tagliando la spesa pubblica. Se invece si alzassero le accise sul carburante per evitare l’aumento dell’Iva gli effetti risulterebbero ancora peggiori. Il Governo si è dato 100 giorni per riformare l’Imu: rimangono 93 giorni. Bene se sarà un’Imu più progressiva rispetto alla formulazione attuale. Perché l’Irpef negli anni ha perso molta della sua progressività con il risultato che i ricchi sono sempre più ricchi. In piena crisi economica.
Valutazione: è il tema che accomuna i problemi che il nuovo ministro dell’istruzione ha ereditato dal predecessore. Il primo è l’utilizzo dei risultati della valutazione della ricerca, a fine giugno. Il secondo è quello degli esiti delle abilitazioni per professore universitario. Terzo, la piena attuazione del regolamento del sistema di valutazione delle scuole. Infine -ma non è poco- le assunzioni degli insegnanti precari.
Sono intorno al 40 per cento del totale i pagamenti che gli italiani fanno con carte di credito e bancomat. Ancora pochi rispetto ad altri paesi. Eppure banche e Governo avrebbero modo di incentivare l’uso della moneta di plastica che rende più difficile l’evasione fiscale.
È vero che le famiglie tedesche sono più povere di quelle italiane, francesi, spagnole? Molti giornali l’hanno scritto dopo un rapporto della Bce sulla ricchezza delle famiglie. In realtà, leggendo bene i dati, ci si accorge che le cose non stanno così. E quanto a reddito e povertà in Germania la situazione è di gran lunga migliore. Si sapeva, ma vediamo i numeri.
Il Governo si è dato cento giorni per riformare le tasse sulla casa. Vediamo cosa si può fare, chi ci guadagna e chi ci perde e quanto costa: i nostri articoli sul tema raccolti in un nuovo Dossier.
Un raffronto sul welfare in Italia e negli altri grandi paesi europei mostra che servizi e assistenza da noi sono molto più bassi. Anche perché la maggioranza delle risorse viene gestita dal centro, quando invece è più efficiente che una parte consistente di esse siano distribuite dagli enti locali.
Quanto è costata la doppia recessione? Se nel 2008 non fosse cominciata la grande crisi e avessimo continuato ai ritmi di crescita precedenti, il nostro Pil sarebbe superiore di 287 miliardi, 20 per cento più alto dell’attuale.
Il recente caso India-Novartis riapre il confronto sulla protezione dei brevetti farmaceutici nei paesi in via di sviluppo. Una questione di investimenti in ricerca, ma anche di vita o di morte delle popolazioni povere.
Mentre registriamo il settimo trimestre di fila di calo del Pil, il Governo deve assecondare le promesse elettorali di Silvio Berlusconi, sospendendo l’Imu sulla prima casa. E annuncia una rimodulazione della tassa entro cento giorni. Guardiamo ai suoi effetti distributivi per capire meglio in che modo può essere resa più equa.
La bicicletta vive un momento di grande popolarità. Per i suoi effetti salutistici, ecologici ed economici. Abbiamo provato a stimare le conseguenze di una crescita del fenomeno fino a raggiungere il livello massimo europeo: i Paesi Bassi dove ogni abitante pedala in media per 1000 chilometri all’anno contro 200 dell’Italia.
Il 9 e 10 giugno i siciliani votano per 144 comuni. Con un nuovo sistema di doppia preferenza di genere. Che rischia di tradursi solo in un omaggio formale alle quote rosa, facilitando il controllo clientelare del voto.
A crisi eccezionale, misure eccezionali. Possono i paesi deboli dell’Eurozona, a partire dall’Italia, chiedere di attivare la Emergency liquidity assistance per l’acquisto permanente di una speciale classe di titoli di stato che sostenga programmi di spesa o tagli di tasse? Vediamo quali spazi ci sono.
Soffocano le piccole e medie imprese per la stretta creditizia. Apriamo il confronto su come affrontare il problema. Cosa ci dice l’esperienza del Regno Unito con i fondi di garanzia statale. In molti casi, più che la mancanza di credito, c’è una carenza di capitale di rischio. Per ovviare a questo problema nel breve periodo si può pensare ad un contributo del settore assicurativo nel fornire garanzie al credito.
Le maglie sempre più larghe della contrattazione collettiva: il 13 per cento dei lavoratori italiani percepisce salari sotto il minimo contrattuale. Sono soprattutto donne e giovani. Un dossier raccoglie approfondimenti sulla generazione senza lavoro.
Oltre 31 milioni di italiani non leggono nemmeno un libro all’anno. Eppure tra i 63.800 titoli pubblicati in 12 mesi ce n’è per tutti i gusti. Mentre a Torino si apre il Salone del libro, vediamo i dati sulla lettura e l’editoria.
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Per sfuggire alla stretta creditizia che non fa affluire finanziamenti alle imprese, utile cercare canali e strumenti alternativi come la cartolarizzazione di prestiti alle Pmi garantita dalla Bce. Ma attenzione a non ripetere errori del passato nel mettere in circuito strumenti finanziari complessi e poco trasparenti. Per Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, la causa del credit crunch è la scarsa raccolta di denaro da parte delle banche. E’ una tesi infondata. E cosa ne pensa il capo dei banchieri delle nomine nel Consiglio di gestione di Banca intesa? Non dovevano le fondazioni fare un passo indietro?
Come realizzare in maniera equilibrata una riforma del diritto di cittadinanza che preveda lo ius soli, proposta anche dal neo-ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge? Bene tener conto di come hanno regolato la materia i principali paesi europei e puntare su scelte il più possibile condivise.
Brilla per assenza di iniziativa la Consob sotto la guida di Giuseppe Vegas. Persino in occasione dello scandalo devastante del Montepaschi. E, per aiutare le piccole-medie imprese a finanziarsi quotandosi in borsa, istituisce un pletorico gruppo di lavoro. Un film già visto.
La spesa militare italiana -che alcuni partiti vorrebbero ridurre- è 26,46 miliardi di euro. Vicina a quella di altri partner europei. La vera anomalia, come mostra il grafico, è che rappresenta una quota di Pil pari a quella che destiniamo alle politiche del lavoro e poco meno di quanto va alla protezione sociale.
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La Banca centrale europea può fare molto di più per accorciare la crisi. Perché l’idea che con tassi nominali vicini a zero la politica monetaria diventi impotente è un mito da sfatare.Il taglio del tasso di sconto dello 0,25 per cento è, in ogni caso, troppo timido.
Traffico di droga, estorsioni, usura, edilizia, alberghi, grande distribuzione: Cosa nostra rimane la stessa ma si adatta ai tempi di crisi economica diversificando le attività criminali sia nella roccaforte siciliana sia nelle regioni del Nord. Sempre attenta ai legami con il mondo della politica.
I sindacati fanno passi in avanti nel definire le regole di rappresentanza. Bene perchè ciò permetterà di decentrare la contrattazione, azienda per azienda. Servirà per stimolare la produttività. Sempre che i sindacati, che oggi si dichiarano per lo sviluppo dell’innovazione nelle imprese, non tornino al passato ostacolandola. Il decentramento della contrattazione servirà anche per favorire contratti di solidarietà espansiva, che creino lavoro oltre a non distruggerlo.
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