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Il Punto

I dati Istat appena pubblicati confermano: un 2012 pessimo. Chiuso “in bruttezza” nell’ultimo trimestre con un tonfo che ci riporta indietro alla Grande recessione del 2008-9. La risposta deve arrivare dalla Bce -che governa un euro troppo forte- e dal Governo che uscirà dalle prossime elezioni. Bene se ridurrà le tasse a fronte di tagli di spesa e se farà un consistente pacchetto di liberalizzazioni. Non  c’è tempo da perdere!
Chi entrerà nel prossimo Parlamento? Abbiamo preso in considerazione candidati destinati a un seggio sicuro, incerti, di riempitivo e tracciato il profilo dei deputati per genere, età, istruzione, professione, esperienza e produttività. Tutto raggruppato in un nuovo Dossier.
Se davvero verrà rispettata, la nuova norma che fissa in 30 giorni i termini di pagamento per tutti – e perciò anche per le amministrazioni pubbliche- allenterà un cappio che strozza le imprese. In particolare le start-up innovative. In aggiunta ad una bassa produttività del capitale, c’è in Italia un ritardo rispetto ad altri paesi nell’organizzazione del lavoro. Vediamo perché.
L’accenno di Monti ad accorciare le vacanze scolastiche è stato subito smentito dall’interessato. Eppure più è lunga la pausa estiva più aumentano i divari sociali.
Un commento di Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, senatori Pd uscenti, sugli incentivi alle fonti energetiche rinnovabili.

Con il rinnovo del sito, è iniziata la consueta “campagna d’inverno” di sostegno finanziario a lavoce.info. Vi chiediamo di continuare a contribuire tangibilmente (o di farlo per la prima volta) a questa impresa che ha le donazioni dei lettori come risorsa indispensabile. E vi ringraziamo!

Gli articoli:

2012, un brutto anno che finisce male, Francesco Daveri
Chi sono i futuri parlamentari,Tommaso Nannicini, Nicola Pierri e Luca Riva
Se tutti pagano a 30 giorni, Marco Cantamessa, Francesca Montagna e Paolo Neirotti
Quell’organizzazione del lavoro che non cambia, Paolo Pini
La lunga estate della scuola. Marta de Philippis e Ludovico Poggi

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EDIZIONE SPECIALE – Chi entra nel prossimo Parlamento

Nel prossimo Parlamento ci saranno più donne e più giovani -soprattutto grazie al M5S e al Pd- e aumenterà il numero di laureati -trainati dalle liste di Mario Monti, della sinistra radicale e di Grillo. Sulle professioni, rimarranno le differenze della Seconda repubblica: più imprenditori, avvocati e dirigenti nel centrodestra; più impiegati, sindacalisti e politici di professione nel centrosinistra. Al centro, in ascesa medici, professori e imprenditori. Selezione avversa nella conferma dei parlamentari uscenti: saranno quelli con meno presenze a trovare nuovamente posto a Montecitorio. Mentre verranno penalizzati coloro che nel corso della passata legislatura hanno votato diversamente dal gruppo di appartenenza. Sono questi alcuni risultati dell’analisi che abbiamo compiuto sulla composizione delle liste per la Camera, individuando i candidati in posizioni sicure, incerte, senza chances di elezione e tenendo conto delle stime del Cise. La nostra ricerca dice anche che nel nuovo Parlamento i gruppi di centrosinistra saranno in mano agli amministratori locali, i gruppi di centrodestra a ex parlamentari. Il M5S presenterà un gruppo consistente senza esperienze politico-amministrative.
I lettori possono così farsi un’idea se i ristretti gruppi di dirigenti politici, che in virtù del famigerato “Porcellum” compilano liste blindate all’origine, hanno almeno migliorato la qualità dei prossimi eletti utilizzando il loro arbitrio o lo strumento di primarie organizzate in fretta e furia (Pd) e via internet con scarsa partecipazione (Grillo).

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Ricordate la Robin tax di Tremonti, nel 2008? Sfidava la legge di gravità imponendo per legge che la tassa non fosse traslata sugli utenti. Com’era fin troppo ovvio e come avevamo denunciato su questo sito, la tassa è stata fatta pagare agli utenti.
Quasi 4 miliardi di “Monti bond” emessi dal Monte dei Paschi di Siena e sottoscritti dal Tesoro. Domande e risposte su di uno strumento ibrido e poco trasparente imposto dall’invadente presenza della Fondazione nella proprietà. Come si formano le bolle finanziarie? Quando sono pericolose? Come contrastarle? Che ruolo deve avere la politica monetaria? Le riflessioni di un professore di Harvard, membro del board della Fed, sono molto utili.
La promessa della sanatoria edilizia (come quella del condono tombale) è stata buttata da Berlusconi come una bomba fumogena, ma non è nel programma del Pdl. Abbiamo passato in rassegna le piattaforme delle maggiori liste in competizione alla ricerca dei loro programmi per la casa: tra il nulla e lo stantio.
Autovalutazione o valutazione esterna delle scuole italiane? Il regolamento dell’Invalsi è un compromesso tra i due approcci. Gli sono piovute sopra molte critiche e qui il Commissario straordinario dell’Invalsi cerca di confutarle.
Ancora fact checking per capire se le cifre che danno i politici sono vere o false. È la volta delle recenti dichiarazioni di De Magistris, Grillo, Bersani, Salvini e Ingroia.
Continua la pubblicazione della presenza dei politici ai vertici delle fondazioni bancarie.

Il Punto

Una ennesima riforma mancata da questo governo. Il varo del nuovo Isee, lo strumento che serve a selezionare chi ha più bisogno di assistenza sociale, rischia di essere vanificato per l’opposizione della Regione Lombardia e dal timore del presidente del Consiglio di scontentare le gerarchie ecclesiastiche. Vediamo cosa prevedeva la bozza di decreto arrivata fino in Consiglio dei ministri, ma poi clamorosamente esclusa dall’ordine del giorno. E le iniquità della proposta della Regione Lombardia.
Tra le boutades in libertà dei politici brilla quella dell’ex ministro Tremonti: tassare la casa è incostituzionale perché va contro la tutela del risparmio. A questa stregua sarebbero incostituzionali tutti i prelievi sulle rendite finanziarie e sui redditi che alimentano il risparmio. Di questo passo si arriva a zero tasse! E zero spesa pubblica.
Quanti voti porta a Berlusconi la promessa shock della restituzione e abolizione dell’Imu? Per abbozzare una previsione, abbiamo analizzato l’impatto dell’analogo annuncio nel 2006 sulla cancellazione dell’Ici. Il guadagno di Forza Italia, all’epoca, potrebbe essere stato più limitato di quanto si creda.
Proseguiamo l’esame -tema per tema- dei programmi elettorali delle principali liste. Cosa dicono sulla politica energetica e la sostenibilità ambientale? Poco, molto poco.
La Cina si appresta a privatizzare le proprie banche per favorire non più soltanto il settore pubblico ma anche le piccole imprese private. Forse potremo imparare qualcosa anche noi che abbiamo lasciato la privatizzazione a metà.

Il Punto

Conti alla mano, la promessa shock di Berlusconi di restituire e cancellare l’Imu sulla prima casa e abolire l’Irap arriverebbe a costarci 60 miliardi in più di tasse sul lavoro, la proroga del blocco dei salari nel pubblico impiego, la mancata riforma degli ammortizzatori sociali e la rinuncia agli investimenti. Perché le coperture proposte (fine del finanziamento ai partiti e accordo con la Svizzera) sono risibili e dubbie. Davvero uno shock: mortale; o -meglio- tombale come il condono che incoraggia all’evasione in massa.  Lavoce.info ha cominciato a pubblicare commenti e analisi sull’Imu fin dall’apparire di questa tassa, a fine 2011, nel confronto politico. Abbiamo raccolto gli articoli in un nuovo Dossier.
“Dimezzare il Parlamento” sembra una parola d’ordine condivisa da tutti in campagna elettorale. Però la vera anomalia sono gli stipendi d’oro dei parlamentari. Lì c’è da tagliare.
Cosa promettono i programmi elettorali delle principali liste sulle politiche per la crescita delle imprese? Non tutti ne parlano e comunque in termini generici. Nei prossimi giorni esamineremo altri temi nelle piattaforme programmatiche.
Battaglia a colpi di numeri sullo spread Btp-Bund tra Monti, Brunetta e Berlusconi. Un altro fact checking per capire chi li dice veri e chi falsi.
In piena recessione si espande la microeconomia criminale: usura, furti in abitazioni, furti con destrezza, scippi. La crisi non solo induce a delinquere di più, ma rafforza anche la domanda di beni rubati.

Il Punto

Non c’è solo un problema di corruzione nell’intreccio fra banche e politica. Si drenano risorse che servirebbero per far ripartire l’economia italiana. Al di là delle esternazioni in campagna elettorale sulla necessità di separare banchieri e politici, nessun partito ha proposte a riguardo. Perchè difendono coi denti posizioni di potere. Proseguiamo con l’analisi della presenza dei politici nei board delle fondazioni bancarie.
Nella campagna elettorale si evita di parlare di strategie per il rilancio dell’economia, quando tutti i leader dovrebbero sapere che la nebbia sulle scelte future della coalizione vincente diventa un macigno che blocca il Pil. L’incertezza azzera la crescita, come si è visto anche anche negli Stati Uniti.
Sono strozzati dal Patto di stabilità interno gli investimenti degli enti locali. I correttivi, finora, sono stati delle toppe che non ne hanno risolto i difetti strutturali. Il nuovo Governo farà finalmente una riforma organica, come tutte le liste promettono in campagna elettorale?

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Il Punto

La commistione fra banche e politica, tramite le fondazioni, continua con la nomina di Patuelli ai vertici dell’Abi. E all’origine dello scandalo del Monte dei Paschi di Siena c’è proprio una cattiva governance: un azionista di controllo, la Fondazione, controllato a sua volta dalla politica. Documentiamo questa occupazione -che riguarda pressoché tutte le fondazioni bancarie- iniziando a pubblicare, per ogni consigliere d’amministrazione delle principali fondazioni, cariche politiche ricoperte e partito di appartenenza. Altre seguiranno nei prossimi giorni.
Basterebbero maggiori investimenti a rilanciare la crescita in Italia? No, il vero nodo è la bassa produttività del capitale, come si vede anche dai dati pre-crisi. Siamo ultimi in Europa e rischiamo di rimanere tali se non si risolvono le inefficienze del paese, dal mercato non liberalizzato alle banche che restringono il credito.
Vero o falso? Proseguiamo i fact checking sulle dichiarazioni dei politici in campagna elettorale: Berlusconi, Vendola, Bersani, Tinagli, Brunetta.
Allo stato arrivano ogni anno 9,2 miliardi di tasse sul gioco d’azzardo. Un modo per far cassa a buon mercato, spinto da pubblicità martellanti. Che comporta, però, costi sociali molto alti. Perché la gran massa dei giocatori sono i meno abbienti.
La recessione fa diventare ancora più persistente il divario tra Sud e Nord del paese. Bisognerebbe partire dalla rimozione degli ostacoli che rendono poco competitive le imprese e puntare sulla crescita del capitale umano.

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Sulla vicenda Monte dei Paschi bene non fare di tutta l’erba un fascio e individuare le cause primarie delle distorsioni affinché episodi di questo tipo non si ripetano. Il nodo centrale sembra essere la governance delle banche italiane, con l’intervento della politica nella gestione degli istituti di credito per via delle fondazioni bancarie. Una ragione in più per completare il processo di privatizzazione delle banche separando da queste nettamente le fondazioni. Un dossier raccoglie nostri interventi sul tema.
Poche -e perciò care- le abitazioni in affitto in Italia rispetto al resto d’Europa. A pagarne il costo sono le categorie più deboli che non possono comprarsi un immobile. Chi promette di abolire l’Imu sulla prima casa vuole rendere queste iniquità ancora più stridenti. Bene invece tassare il reddito figurativo della prima casa e assoggettarla all’Imu al pari delle abitazioni in affitto.
Fact checking: Proseguiamo nel controllo dei dati che i politici citano -talvolta a sproposito- nei loro interventi pubblici.
David Cameron lancia un referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea. Ma non subito, tra cinque o sei anni. Il rinvio lascia pensare che in realtà voglia soltanto utilizzare l’argomento per fini interni oltre che per rinegoziare la posizione del paese nella UE.
Dopo questa recessione l’economia italiana difficilmente riuscirà a recuperare il potenziale produttivo distrutto, come era successo all’indomani delle altre crisi. Soprattutto se il credito alle imprese continua a essere inceppato.

Il Punto

Nel 2006 la trovata della campagna elettorale era stata l’abolizione dell’Ici, oggi, essendo privi di idee, ce la si prende con l’Imu. È un’imposta persino più impopolare di tante altre tasse, ma fondamentale per avere una finanza locale. Bisogna solo renderla più equa. Con la riforma del catasto. E anche prima. Veri o falsi i numeri che i politici sparano a raffica per sostenere le loro tesi? Questa volta il nostro fact checking è sulle dichiarazioni di Berlusconi, Grillo, Maroni e Salvini.
L’economia sommersa, in tempo di crisi, stimola la crescita o l’ostacola? Il Governo Berlusconi all’inizio della crisi l’aveva esplicitamente favorita riducendo i controlli sui posti di lavoro per evitare di aumentare l a disoccupazione. Ma i dati ci dicono che il “nero” frena lo sviluppo.
Aumentano le tariffe delle autostrade, del gas e aumenta il canone Rai. Sono provvedimenti approvati dalle autorità dei vari settori eccessivamente benevole nel regolare aziende tuttora pubbliche: dopotutto è lo stato che regola lo stato. Per questo meglio le privatizzazioni.
Non si concentra solo sulla capitalizzazione delle banche l’accordo di Basilea 3 ma anche sulla loro liquidità, divenuta cruciale in questa crisi. E allora, quali sono le attività liquidabili a breve senza grosse perdite? I titoli dei debiti sovrani che possono anche andare in default? Le obbligazioni private con alto rating assegnato da agenzie sospette di essere in conflitto d’interessi? Difficile trovare una soluzione credibile.

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Con l’iter della Legge di stabilità 2013 siamo ritornati alla Prima repubblica. Bisognerebbe chiamarla ancora Legge finanziaria perché il Parlamento ha riscritto la proposta del Governo. Soprattutto sul lato delle entrate. Vediamo cosa ne è uscito.
Fact checking  di ciò che dicono i nostri politici. Alfano, Bersani, Monti e altri nelle dichiarazioni pubbliche hanno citato dati che spesso non rispondono al vero. Andiamo a scoprirli.
Bene gli incentivi fiscali e alcune semplificazioni amministrative che da pochi giorni cercano di favorire le start-up innovative. Ma non bastano: chi vuole creare nuove imprese trova ostacoli burocratici che sembrano inventati per scoraggiare. Forse la loro rimozione varrebbe più degli sconti sulle tasse. Che diventerebbe apprezzabile così come lo sono le nuove procedure con cui le persone fisiche insolventi (micro-imprenditori e consumatori) hanno modo di evitare fallimento e conseguenze penali.
Dal Parlamento europeo arriva il regolamento per le agenzie di rating. Ha affrontato i loro punti critici: poca tempestività, opacità, rischio di subalternità agli emittenti. Ma le ricette di Strasburgo rischiano di peggiorare i problemi.
Sono molto alti per la società i costi del trasporto stradale, soprattutto nelle aree urbane. Sarebbe opportuno farli gravare in modo legato all’uso che si fa delle strade (come pedaggi per certe aree e in certi orari, differenziati per tipo di veicolo) detassando però i carburanti.
Il Governo si dimentica di permettere il voto per corrispondenza ai giovani all’estero per il programma Erasmus. È un modo per farli contare ancora meno nelle scelte pubbliche. Speriamo che chi si dice dalla parte dei giovani voglia al più presto porvi rimedio.

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