Il Governo incontra le parti sociali per discutere il decreto attuativo della legge delega 243 che regolamenta il trasferimento del Tfr ai fondi pensione a partire dal 1 gennaio 2006. Offriamo un giudizio articolato dellÂ’intero provvedimento.
Concorrenza e tutela dei risparmiatori dipendono dalla struttura e dai poteri degli organi di governo e di vigilanza: il decreto non riesce ad uniformare la governance dei fondi pensione e quella dei piani individuali di previdenza. Perchè ci sia concorrenza è fondamentale anche che i lavoratori siano informati. Sono ancora molto incerti sulla destinazione del Tfr. Probabile che per molti di loro prevalga lÂ’inerzia, indotta dal silenzio-assenso, e quindi lÂ’iscrizione automatica ai fondi pensione. Per favorire lo sviluppo del mercato e tutelare i lavoratori, lÂ’offerta dovrebbe, invece, essere presentata mettendone in luce le caratteristiche di rendimento e rischio e rendendo più trasparente la struttura dei costi di gestione dei fondi. Il regime fiscale del decreto, infine, opera redistribuzioni a favore dei contribuenti più ricchi e rischia di scaricare oneri molto pesanti sulle generazioni future, già colpite da una riforma pensionistica lasciata a metà (la rinuncia a rivedere i coefficienti di trasformazione è un nuovo attacco al metodo contributivo) e da livelli contributivi talvolta insufficienti a garantire una pensione al di sopra dei minimi.Â
Aggiornamenti:
Il Governo delle tariffe, di Alberto Clo e Luigi De Paoli, 14-07-2005
La finanza pubblica nel 2005: Cassandra aveva ragione di Giuseppe Pisauro, 14-07-2005