Lavoce.info

Categoria: La parola ai grafici Pagina 1 di 11

Nove grafici sul mercato del lavoro italiano

Ogni anno, in occasione del Primo maggio, il dibattito sul lavoro torna al centro dell’attenzione pubblica, spesso accompagnato da letture semplificate o parziali dei dati disponibili. Negli ultimi anni il mercato del lavoro italiano ha registrato numeri record, ma dietro i risultati aggregati restano fragilità strutturali che meritano un’analisi più approfondita.

Questa serie di grafici nasce con l’obiettivo di offrire una lettura d’insieme delle principali trasformazioni del lavoro in Italia, andando oltre gli indicatori più immediati. L’attenzione si concentra non solo sui livelli di occupazione, ma anche sulla qualità del lavoro, sulle differenze tra generazioni e territori, sull’andamento dei salari e sui fattori che influenzano la capacità del sistema economico di creare reddito e opportunità.

Nel complesso, emerge un quadro che aiuta a interpretare in modo più consapevole i dati più citati nel dibattito pubblico e a individuare i nodi strutturali che continuano a frenare la crescita e la partecipazione al mercato del lavoro. Viene così offerta una prospettiva utile per comprendere il ruolo della produttività, delle politiche del lavoro e dei cambiamenti demografici nel determinare le prospettive occupazionali del paese.

Otto grafici sul petrolio e sui carburanti

Le tensioni geopolitiche tornate al centro dello scenario internazionale hanno riportato l’energia tra i principali fattori di rischio per l’economia globale. La guerra in Medio Oriente, come già accaduto con l’invasione russa dell’Ucraina, mostra quanto i mercati energetici restino vulnerabili non solo ai conflitti, ma anche alle interruzioni delle rotte commerciali e ai cambiamenti negli equilibri internazionali.

Questa serie di grafici nasce con l’obiettivo di offrire una lettura d’insieme di questi fenomeni, concentrandosi in particolare sul petrolio e sui carburanti, e seguendo il percorso di questa risorsa dalle rotte marittime strategiche fino ai prezzi pagati da famiglie e imprese. Gli snodi del commercio globale, le dinamiche delle quotazioni del greggio, la riorganizzazione dei flussi internazionali e le politiche fiscali sui carburanti sono elementi diversi ma strettamente collegati, che contribuiscono a spiegare perché le crisi energetiche continuino ad avere effetti diffusi e persistenti.

Sei grafici sul ruolo del gas in Europa e Italia

La sicurezza energetica europea è tornata al centro del dibattito con le tensioni in Medio Oriente e il blocco delle forniture attraverso lo Stretto di Hormuz, uno snodo cruciale per il commercio globale di petrolio e gas.

Negli ultimi anni l’Unione europea ha profondamente trasformato il proprio sistema di approvvigionamento energetico. Dopo l’invasione dell’Ucraina ha ridotto drasticamente la dipendenza dal gas russo, sostituendolo in larga parte con gas naturale liquefatto (GNL), soprattutto dagli Stati Uniti e, in misura minore, dal Qatar e da altri paesi.

Questo cambiamento ha aumentato la diversificazione dei fornitori ma ha anche modificato la natura della vulnerabilità europea. Il maggiore ricorso al GNL lega infatti l’Europa alle rotte marittime globali e la espone a nuove fonti di rischio: tensioni geopolitiche, competizione internazionale per i carichi e volatilità dei prezzi.

In questo contesto, l’Italia rappresenta un caso particolarmente esposto. Pur avendo ridotto quasi completamente le importazioni di gas russo, ha aumentato il peso del GNL nel proprio mix energetico, rafforzando la dipendenza da forniture via mare e da snodi strategici come lo Stretto di Hormuz. Sei grafici per raccontare come sono cambiati i flussi di gas verso l’Europa e l’Italia, quali sono i nuovi equilibri tra i fornitori e perché la sicurezza energetica resta una questione aperta.

Undici grafici per la Giornata internazionale della donna

La Giornata internazionale della donna rappresenta l’occasione per fare il punto sui progressi della parità di genere in Italia.

Nonostante un percorso accademico brillante e voti mediamente più alti anche nelle materie scientifiche, per le donne italiane il mondo del lavoro resta un terreno difficile da conquistare. Il lavoro domestico e la maternità restano un peso costante sulla partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Se nei consigli d’amministrazione le quote di genere hanno aperto un varco, il potere reale è ancora lontano: le donne amministratore delegato sono appena il 2,2 per cento. Tra stipendi ridotti e una bassa rappresentanza politica, i numeri mostrano che c’è ancora tanta strada da fare per raggiungere l’uguaglianza di genere.

Undici grafici per spiegare questo e molto altro.

Nove grafici sulla sanità in Italia

La sanità non si misura solo in termini di spesa, ma anche nella capacità di garantire cure accessibili, tempestive e di qualità. Guardare ai dati consente di capire dove l’Italia si colloca rispetto agli altri paesi europei: quante risorse investe, come sono distribuite tra pubblico e privato, quante persone lavorano negli ospedali e quante, invece, rinunciano alle cure o sono costrette a spostarsi da una regione all’altra. Il quadro che emerge è fatto di divari territoriali profondi e di vincoli strutturali persistenti, ma anche di risultati che sono, nel confronto internazionale, sorprendentemente solidi.

L’approfondimento in questa serie di grafici.

Nove grafici per il 25 novembre

Il 25 novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, una violazione dei diritti umani ancora oggi diffusa e in larga parte sommersa, tra silenzi, stigmatizzazione e scarsa denuncia.

In questa serie di grafici riportiamo alcuni dei principali numeri della violenza sulle donne in Italia, anche in confronto ad altri paesi europei: dal dato sugli omicidi di donne, in gran parte commessi da partner o ex partner, ai fondi destinati a combattere il fenomeno, alle chiamate al 1522 e alle regioni da cui più spesso provengono.

Quattro grafici sull’eredità

Le imposte di successione e donazione regolano il trasferimento della ricchezza tra generazioni e riflettono scelte diverse in termini di equità e redistribuzione. Franchigie, aliquote e gettito fiscale variano sensibilmente tra i paesi Ocse ed europei, delineando sistemi più o meno incisivi nella tassazione dei patrimoni. In Italia il prelievo risulta particolarmente leggero, grazie a soglie di esenzione elevate e a imposte contenute, con conseguenze rilevanti sia per il contributo al bilancio pubblico sia per il peso delle eredità nella formazione della ricchezza familiare.

L’università in Italia ed Europa in 6 grafici

Il livello di istruzione terziaria è fondamentale per crescita e innovazione, ma in Italia i laureati sono ancora pochi: solo il 20 per cento dei lavoratori, con forti differenze tra settori. Il vantaggio economico di una laurea magistrale rispetto alla triennale è presente, ma meno marcato che in altri paesi europei e molto variabile a seconda delle discipline. Anche l’attrattività internazionale delle università resta bassa: meno di cinque studenti su cento provengono dall’estero. Sul fronte del dottorato, l’Italia si colloca a metà classifica europea, con prevalenza di percorsi in ambito STEM.

Ne parliamo in questa serie di grafici.

Nove grafici sulla scuola

L’inizio del nuovo anno scolastico riporta l’attenzione sulle risorse che i paesi europei destinano all’istruzione, mettendo in luce una criticità strutturale del nostro paese, che riserva al settore la quota di spesa pubblica più bassa d’Europa. A incidere sulla qualità dell’istruzione concorrono anche altri fattori, come le dimensioni delle classi, che influenzano direttamente insegnamento e apprendimento, e la qualità delle infrastrutture: dall’efficienza energetica degli edifici alla disponibilità di mense e palestre, fino al superamento delle barriere architettoniche, rispetto ai quali si registra un marcato divario tra Nord e Sud.
Parlare di scuola, tuttavia, non significa guardare solo agli studenti. C’è anche la condizione degli insegnanti, che in Italia percepiscono salari tra i più bassi d’Europa e devono affrontare carriere molto lunghe per raggiungere il massimo stipendio. Nove grafici raccontano la situazione della scuola in Italia e in Europa.

Sei grafici per parlare di cultura

La cultura è un pilastro della partecipazione sociale, ma in Italia i dati mostrano luci e ombre. La spesa pubblica per funzioni culturali resta sotto la media europea, e le famiglie del Mezzogiorno destinano meno del 3 per cento dei consumi a cultura, sport e ricreazione. Il cinema, però, continua a essere la forma di intrattenimento più diffusa, con un terzo degli italiani che vi si reca almeno una volta l’anno e un’offerta concentrata soprattutto al Nord.

Sei grafici per mettere a fuoco la geografia della cultura in Italia ed Europa, i consumi delle famiglie e il ruolo centrale, ma fragile, del settore cinematografico.

Pagina 1 di 11

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén