Un regolamento europeo in attesa di approvazione permetterà di limitare gli affitti brevi. Darà un sollievo temporaneo alla questione abitativa. Per affrontarla in modo strutturale servono però interventi e politiche per le famiglie meno abbienti.
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Alla fine del mese clou di un anno che avrebbe dovuto essere eccezionale, a partire dal Giubileo, le informazioni sul nostro turismo continuano a essere lacunose e contraddittorie. Senza dati veri, detta la linea la ripetizione di termini e parole-chiave.
Il mercato degli affitti brevi ha determinato un rialzo dei prezzi delle abitazioni in molte città d’Italia. I rincari sono ancora più alti dove prevale il turismo d’affari e quando la locazione si avvicina a una vera e propria attività produttiva.
Il turismo di massa, favorito dalle piattaforme, ha causato forti aumenti nei prezzi delle case e lo spopolamento dei quartieri storici di città come Venezia e Firenze. Potrebbe essere arrivato il momento di imporre serie limitazioni agli affitti brevi.
Per chi ha da due a quattro abitazioni destinate all’affitto breve l’aliquota della cedolare secca sale. Minimo il vantaggio per le casse dello stato. Anche perché provvedimenti di questo tipo non risolvono il problema generale delle locazioni in nero.