Mentre l’Italia si concentra sui libri dei sogni elettorali, tedeschi e francesi si confrontano sul futuro delle regole dell’Unione monetaria. Si parla di ridurre il cortocircuito tra bilanci bancari e detenzione di titoli pubblici e di limitare la discrezionalità della Commissione. Rischiamo di subire i dettagli di accordi dannosi e poco capiti.
Con le elezioni, alla Camera troveremo 232 collegi uninominali e 386 posti assegnati col proporzionale a candidati di liste brevi e bloccate; al Senato stesso sistema ma con metà dei posti. Spicca la possibilità di candidature plurime nelle quali lo stesso candidato figura nell’uninominale e nelle liste proporzionali. Per proteggere candidati da tutelare dal rischio di non entrare in Parlamento, tra cui alcuni politici “eccellenti”.
Preso nella foga della campagna elettorale, il candidato premier del M5s Di Maio accusa Renzi di aver “ritirato” il bonus da 80 euro a 1 milione e mezzo di lavoratori dopo averglielo erogato. Non è esattamente così, come risulta dal fact-checking de lavoce.info.
Dopo il drammatico incidente ferroviario di Pioltello, tutti reclamano più investimenti per la sicurezza dei pendolari sui treni. Giusto. Ma nell’allocare i finanziamenti non si può dimenticare che è sulla strada che si contano 2.400 morti all’anno (contro 5 sui binari).
Una delle ultime leggi approvate dal Parlamento uscente protegge le talpe aziendali (whistleblower in inglese) che segnalano un illecito del proprio datore di lavoro. Da noi non sono previsti premi in denaro, nel timore di incoraggiare la calunnia. Negli Usa, invece, gli incentivi monetari funzionano bene.
Gli scioglimenti di comuni per infiltrazioni mafiose (se ne contano 204 dal 1991) non hanno dato i risultati sperati. Bisogna sostituire gli interventi di urgenza con verifiche periodiche e sanzioni progressive. Colpendo non solo i piccoli centri, com’è accaduto finora, ma anche le grandi città.
Dall’alternanza scuola-lavoro – una novità della Buona scuola per le superiori – alcuni docenti si sono sentiti impoveriti nel loro ruolo e alcuni studenti si sono sentiti sfruttati dai loro temporanei datori di lavoro. In realtà a questo appuntamento si sono presentati impreparati sia gli istituti scolastici che le imprese.
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Lo scioglimento dei comuni per infiltrazioni mafiose è uno strumento che non ha dato i risultati sperati. Andrebbe riformato uscendo dal paradigma dell’urgenza e con una progressione degli interventi, così da agire in modo preventivo ed evitare ricadute.
Le autorità Usa dell’era Trump abbandonano la net neutrality, cioè il principio secondo cui gli internet provider devono trattare utenti e fornitori di contenuti allo stesso modo, senza discriminazioni di prezzo. Consumatori e imprese americani pagheranno di più ma forse arriveranno maggiori investimenti sulla rete.
Molti pensano che le fonti fossili di energia siano sul viale del tramonto. Errore: a livello mondiale la loro quota è rimasta stabile all’80 per cento negli ultimi 25 anni. Siamo di più e più ricchi e questo non aiuta, eppure il processo di decarbonizzazione, sebbene tortuoso, è ormai avviato.
Per documentare “l’invasione dei clandestini”, Matteo Salvini usa dati scelti con furbizia chirurgica (i primi 15 giorni dell’anno). Ma guardare agli arrivi su periodi troppo brevi porta conclusioni affrettate. Come mostra il fact-checking de lavoce.info, il dato solido è che in un anno gli sbarchi sono diminuiti del 34 per cento. E non è neanche vero che ci sono oltre 183 mila stranieri ospitati in albergo. Un approccio serio al problema dell’accoglienza è invece investire in politiche d’integrazione, come prevede il piano del ministero dell’Interno per insegnare a chi arriva lingua italiana, diritti e doveri.
Rinunciano alla loro autonomia i candidati del M5s per essere, una volta eletti, strumenti operativi del movimento. Ma questo impegno non è giuridicamente valido: in realtà non gli si può imporre un mandato e devono unicamente servire quelli che ritengono essere gli interessi del paese.
Se le amministrazioni pubbliche facessero i loro acquisti con competenza, avremmo riduzioni di costo e accorciamento dei tempi di esecuzione dei contratti. Uno studio sulle agenzie federali Usa quantifica i potenziali risparmi nell’ipotesi che tutte avessero la professionalità della Nasa.
Nel’Italia dei 10 mila campanili, si fanno strada (poche) fusioni di comuni. Vanno meglio le unioni di comuni, in cui ci si mette d’accordo solo per spendere insieme. E da uno studio condotto in Emilia-Romagna viene fuori che i risparmi sono decisamente significativi. Rimangono aperti, intanto, i dossier sul regionalismo differenziato. Quello di Lombardia ed Emilia-Romagna che si stanno confrontando con il governo per ottenere maggiore autonomia e quello del Veneto che vuole diventare statutariamente regione autonoma. Non sono del tutto chiare, però, le posizioni delle varie forze politiche nei confronti di queste iniziative.
In alcuni casi i contributi al Fondo di solidarietà comunale finiscono per minare la capacità delle amministrazioni locali di fornire servizi ai propri cittadini. Queste situazioni paradossali si possono evitare con un leggero aggravio per lo stato centrale.
Scarse le risorse per i comuni nel disegno di legge di bilancio. Ci vorrebbe di più per mettere in sicurezza edifici e territorio. Almeno si potrebbero abolire i vincoli sul lato delle entrate. Invece, a parte Tari e imposta di soggiorno, rimane il blocco delle aliquote. Se un sindaco voleva dare nuovi servizi alla città dovrà rimandare. L’equo compenso ai professionisti è un modo per reintrodurre le tariffe minime professionali, già abolite senza rimpianti. Alla sua riproposizione nella legge di bilancio si oppone preventivamente l’Autorità garante della concorrenza. Nella “finanziaria” arrivata alla Camera c’è anche la web tax che anticipa la normativa Ue allo studio. Il rischio è che la norma scivoli proprio sulle regole europee generali perché potrebbe prevedere trattamenti diversi tra le imprese stabilite in Italia e quelle che operano dall’estero.
Con 85 euro mensili di aumento si chiude il contratto del pubblico impiego? No. Rimane in ballo la complessa parte normativa, dall’assenteismo al part-time. E in più, oltre ai 2,8 miliardi per l’aumento ai dipendenti delle amministrazioni centrali, se ne dovranno trovare altrettanti per quelli degli enti locali.
In un anno in Italia gli occupati a tempo indeterminato sono saliti dello 0,3 per cento, quelli a termine del 14. Tutto il contrario di quanto succede nel resto d’Europa. Se però la mobilità è oggi la prima caratteristica del mercato del lavoro, è arrivato il momento di rimodulare le protezioni dei lavoratori, come stanno facendo in altri paesi.
Al suo addio da ministro, Wolfgang Schäuble lascia in eredità all’eurozona lo stop all’assicurazione comune dei depositi. Al suo posto un meccanismo di prestiti ai sistemi nazionali di assicurazione che ne abbiano bisogno. Forse, dal 2022. Un bel dietrofront rispetto alle proposte della Commissione di due anni fa.
Introdotto per fare cassa (poca) nel 2011, il superticket potrebbe essere soppresso nella prossima legge di bilancio. Oggi ha vari difetti. Disincentiva l’uso del Ssn. Se applicato, la sua entità è diversa tra regioni. Ed è percepito come una tassa, e non come una partecipazione alla spesa sanitaria.
Campagna elettorale infarcita di inesattezze e bufale quella per i referendum di Lombardia e Veneto per una “maggiore autonomia”. I residui fiscali, argomento centrale della propaganda, sono in realtà ben difficili da stimare e non cambiano con più competenze trasferite dallo stato all’ente locale, come chiedono i promotori. Urne in vista anche per 15 referendum in cui si chiede ai cittadini di 43 comuni se approvano la fusione con altri (uno o più). Salvo un caso, si tratta di aggregazioni di piccola-media dimensione, peraltro incoraggiate con incentivi significativi. Se in alcuni casi precedenti la popolazione ha risposto “no” è perché mancano progetti chiari sul che fare una volta uniti. I comuni che hanno sperimentato il metodo dei fabbisogni nelle assunzioni di personale possono essere un buon esempio per il resto della Pa dove si annuncia a breve un vero e proprio esodo per anzianità. Un’occasione per un riequilibrio tra gli uffici sottodimensionati e quelli pieni di nullafacenti. Il governo saprà coglierla?
La scarsa diffusione della cultura finanziaria pesa sul portafoglio delle persone ma ha anche forti ripercussioni nella sfera sociale del paese. Chi ne ha qualche nozione capisce meglio i problemi economici generali e valuta con più attenzione e pragmatismo i costi e i benefici delle riforme.
Gli amministratori migliori vengono rieletti? Dipende. I cittadini con un alto livello di capitale sociale ricompensano i bravi sindaci più di quanto non facciano quelli con un livello più basso. Si spiega così il divario socio-economico tra Nord e Sud?
La crisi infinita di Alitalia ha una semplice spiegazione: l’ex compagnia di bandiera non regge la concorrenza. Con pochi voli intercontinentali, esita a trasformarsi in una linea low cost, l’unica opzione che (forse) potrebbe garantirle un futuro. Sullo sfondo tante tensioni sindacali, l’unica costante della sua storia.
Le esportazioni italiane approdano sempre più lontano dall’Europa. Merito soprattutto delle Pmi che hanno saputo sfruttare nuove nicchie di mercato, compensando il crollo della domanda interna degli ultimi anni. Un tesoro da preservare, contro chi da noi scimmiotta Trump inneggiando al protezionismo. I successi degli esportatori non cancellano lo stagnante andamento della produttività italiana. La cui modesta crescita degli ultimi anni è stata il risultato di un processo darwiniano di eliminazione dal mercato delle imprese meno produttive.
Arriva al Senato la legge sugli home restaurant, cucine casalinghe che aprono le porte a commensali sconosciuti a condizioni contrattate su una piattaforma digitale. Una nuova manifestazione della sharing economy, simile a Blablacar e Airbnb. Che per ora vale meno dell’1 per mille del mercato della ristorazione.
Grazie alle fusioni, continua a ridursi il numero dei comuni italiani. Dal 2011 oltre 109 in meno, quasi tutti al Centro-Nord, uno solo a Sud di Toscana e Marche. Anche per incoraggiare i recalcitranti, varrebbe la pena compiere una seria valutazione dell’utilizzo degli incentivi e degli effetti sulla vita dei cittadini.
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Dal 2018 i sindaci non potranno più utilizzare gli oneri di urbanizzazione per pareggiare i bilanci comunali. Lo prevede la legge di bilancio per il 2017. Ed è una buona notizia perché un freno al loro uso improprio può limitare la spinta alla costruzione di immobili oltre le reali necessità.
Il neo-presidente Trump accusa la Cina di manipolare il cambio delle valute. Sbaglia. Il relativo deprezzamento dello yuan rispetto al dollaro non è frutto delle politiche di Pechino. Deriva piuttosto dal ruolo di assicuratore dei portafogli mondiali svolto dalla moneta Usa.
Risorge la Sen, Strategia energetica nazionale, rimasta quasi lettera morta dal 2013 e adesso in parte superata. Giusto riproporla, tenendo conto di vari elementi di novità: il proliferare di imprese private nel settore, i vincoli europei, l’altalena dei prezzi, lo sviluppo tecnologico.
Con l’Italicum si può votare subito, dice la Consulta che boccia il ballottaggio e mantiene il premio di maggioranza per chi prende almeno il 40 per cento dei voti. Problemino: la coesistenza tra il Consultellum così disegnato per la Camera e il proporzionale senza premio di maggioranza vigente al Senato.
Le polemiche sui rifugiati offuscano i numeri veri dell’immigrazione in Italia. I profughi sono 175 mila mentre gli stranieri regolari sono 5 milioni. Il saldo tra quanto beneficiano dal welfare e quanto pagano di tasse è positivo, per le casse dello stato, tra 1,8 e 2,2 miliardi di euro. Ma in Tv si sente dire che approfittano di noi.
A lungo è prevalsa la convinzione che il made in Italy a basso contenuto tecnologico bastasse a garantire benessere. Così ci ritroviamo un’industria manifatturiera in affanno rispetto al resto dell’Europa. Diventa cruciale recuperare il divario tecnologico, specie per le Pmi. Il programma Industria 4.0 cerca di farlo.
La rigida applicazione del patto di stabilità interno ha portato gli enti locali a tagliare drasticamente gli investimenti (-17 miliardi rispetto al 2009). Ora le varie iniziative legislative del passato governo danno maggiori spazi di azione, ma finanziare il necessario rilancio delle spese in conto capitale rimane difficile.
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