Si avvicina il primo anniversario della scomparsa di Marco Onado. Non è stato solo un maestro generoso per i suoi studenti. Economista dalla forte coscienza civica e dalla profonda conoscenza storica, era prima di tutto un uomo di grandissima cultura.
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L’Italia ha un immenso patrimonio culturale. Allo stesso tempo, deve affrontare il problema di come finanziare nel prossimo futuro le pensioni. Ecco come attivare un meccanismo che permetta di utilizzare i ricavi dei musei per politiche demografiche.
Gli stereotipi sono una componente insidiosa di disuguaglianze di genere così persistenti nella nostra società . Se liberarsene è impossibile, prenderne coscienza e cercare di limitarne gli effetti è doveroso, anche perché aumentano tra i più giovani.
Aumenta la percentuale di over65 coinvolti in incidenti stradali. Il fenomeno richiede una spiegazione a livello demografico, culturale e comportamentale. Ma in definitiva non sembrano salire il numero di quelli in cui sono responsabili solo gli anziani.
La riforma del bonus cultura riapre il tema di quali destinatari si vogliono raggiungere. Una misura precedente ha beneficiato soprattutto chi ha un background socio-economico meno favorevole. Proprio coloro che ora rischiano di rimanere esclusi.
La cultura è un pilastro della partecipazione sociale, ma in Italia i dati mostrano luci e ombre. La spesa pubblica per funzioni culturali resta sotto la media europea, e le famiglie del Mezzogiorno destinano meno del 3 per cento dei consumi a cultura, sport e ricreazione. Il cinema, però, continua a essere la forma di intrattenimento più diffusa, con un terzo degli italiani che vi si reca almeno una volta l’anno e un’offerta concentrata soprattutto al Nord.
Sei grafici per mettere a fuoco la geografia della cultura in Italia ed Europa, i consumi delle famiglie e il ruolo centrale, ma fragile, del settore cinematografico.
Il Rapporto Istat 2025 conferma che il grado di istruzione e cultura è cruciale per la qualità della vita, come mostrano gli indicatori su reddito e salute. In Italia, però, si investe poco e spesso male in entrambi i settori. I rischi per la democrazia
Il settore culturale genera varie opportunità di lavoro tra i più giovani nei paesi a reddito basso e medio-basso, riducendo le migrazioni. L’Italia potrebbe agire per rendere il continente africano un partner strategico nella produzione creativa.
Tutti i principali partiti citano le politiche culturali nel loro programma. Ma le proposte sono slegate dai veri bisogni del settore e molte volte si sovrappongono agli obbiettivi del Pnrr. Spesso contengono più retorica che soluzioni strutturali.
Partecipare o fruire delle attività culturali favorisce la formazione di competenze trasversali sempre più richieste nel mercato del lavoro. E dunque facilita l’integrazione economica. Le politiche culturali si rivelano così politiche di welfare.