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Tag: fondo sociale europeo

I comuni alla sfida del Pnrr

I comuni dovranno gestire ingenti risorse del Pnrr. L’analisi dei progetti finanziati dal Fondo sociale europeo rivela che quelli troppo piccoli e quelli grandi, specie al Sud, hanno difficoltà a spendere i fondi. Servirebbe una struttura di sostegno.

Come aiutare i comuni a spendere 43 miliardi

I comuni dovranno gestire direttamente 43 miliardi nell’ambito del Pnrr. Ma l’esperienza del Fse ci dice che non tutti hanno le capacità di realizzare i progetti. Cosa fare per mettere anche il Mezzogiorno nelle condizioni di spendere le risorse.

Il Punto

La strage presso la sinagoga di Pittsburgh riporta ancora l’attenzione sulla diffusione delle armi negli Usa. Tema che ora riguarda anche l’Italia, dove il governo Lega-M5s ha recepito in modo estensivo una direttiva europea. In nome della sicurezza, ma a vantaggio dell’aggressiva lobby dei detentori di pistole e fucili.
Dopo la bocciatura della Ue arriva finalmente il testo della manovra. Il mancato rispetto degli impegni di deficit viene ascritto dall’esecutivo al rallentamento dell’economia in atto da mesi e di cui solo ora si è accorto anche il governo. Ma l’effetto espansivo previsto verrebbe compensato in negativo dal rialzo dei tassi d’interesse dovuti all’aumento dello spread. Si illude chi – tra ministri e politici della maggioranza – ritiene che il problema spread svanirebbe se solo la Bce si mettesse a comprare titoli pubblici italiani. Non può farlo in modo incondizionato ma solo con un intervento su un’economia in grave crisi e soggetta a un severo programma di risanamento. Tra le misure fiscali in arrivo ci sono tasse al 15 per cento per le piccole imprese e lo sconto fiscale per chi crea occupazione e investe in macchinari. Ma scompaiono la deduzione Ace, che favoriva la capitalizzazione delle piccole e medie imprese, e l’Iri, l’imposta sul reddito imprenditoriale, che avrebbe comunque ridotto le aliquote sugli utili.
Tanti bei proclami sui “problemi dell’occupazione”, ma poi rischiamo di perdere quasi 1 miliardo del Fondo sociale europeo a disposizione delle regioni per le politiche attive del lavoro. Perché non sono state usate risorse nel 2014 e nel 2015. Intanto un miliardo andrà a rafforzare i burocratici centri per l’impiego proprio mentre l’automazione cambia la natura del lavoro, eliminando certe mansioni e richiedendo nuove competenze. Un processo con cui nessun paese riesce a tenere il passo.

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