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Occupati-output, un puzzle di difficile soluzione

Dalla metà del 2021 Pil, ore lavorate e occupati non seguono lo stesso andamento, allontanandosi anche dal periodo pre-Covid. L’analisi dei dati porta a molte ipotesi e a una certezza: ora il mercato del lavoro è più dinamico e meno precario di prima.

I mercati del lavoro di Nord e Sud Europa restano ancora diversi

La convergenza della disoccupazione tra paesi del Nord e Sud Europa è una buona notizia. Ma rischia di mascherare differenze che restano profonde. I paesi meridionali devono migliorare occupazione e partecipazione, in particolare tra donne e giovani.

Per un 28° regime che aiuti le imprese*

La Commissione dovrebbe definire un nuovo regime opzionale di diritto europeo, senza affidarsi all’armonizzazione di quelli nazionali, aperto a tutte le imprese e non solo a quelle innovative. Dovrebbe anche prevedere regole semplici e ben formulate.

L’intelligenza artificiale e il lavoro: lezioni dagli Stati Uniti

Negli Usa l’adozione dell’IA ha rallentato la crescita dell’occupazione. Ha colpito soprattutto i lavoratori senza laurea e i settori tradizionali e ha favorito quelli con competenze tecniche, accentuando la polarizzazione del mercato del lavoro.

Il doppio lavoro non va più di moda

Nel 2024 in Italia il numero di lavoratori con più di un lavoro è sceso per la prima volta sotto l’1 per cento. Tra le grandi economie è il valore più basso. L’identikit di chi ha più probabilità di svolgere lavori multipli riserva qualche sorpresa.

Il contributo all’economia di un’immigrazione in cambiamento

Un’immigrazione ben gestita e regolata può aiutare ad arginare il calo demografico. I lavoratori stranieri restano però confinati in lavori a bassa qualificazione. Se fossero più valorizzati, ci sarebbero vantaggi per Pil, consumi ed entrate statali.

Le competenze prima di tutto

In Italia la formazione non formale è sottovalutata. Andrebbe invece valorizzata perché in un periodo di grandi trasformazioni acquistano sempre più importanza le competenze delle persone, indipendentemente da dove o come siano state acquisite.

Programma Gol: solo un modello di rendicontazione?

A fine anno scade il termine per il raggiungimento di tre obiettivi associati alla riforma delle politiche attive finanziata dal Pnrr. La carenza di dati certi e il continuo cambiamento delle regole rendono molto difficile valutarne andamento e risultati. 

L’occupazione tra congiuntura e trasformazioni strutturali*

La crescita dell’occupazione degli ultimi anni si deve anche alla diffusione dei servizi avanzati. Per continuare su questa strada, bisogna affrontare problematiche complesse, dall’invecchiamento della popolazione alla carenza di laureati nelle materie Stem.

Salari minimi e contrattazione collettiva: cosa è successo in quarant’anni

La contrattazione collettiva è spesso chiamata a rispondere dei bassi salari italiani. Uno studio sui contratti nazionali di importanti categorie rivela però che in quarant’anni sembra aver tutelato le retribuzioni dei lavoratori, almeno quelle orarie.

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