Si possono fare alcuni passi per rendere più efficaci le raccomandazioni del semestre europeo a livello regionale. A patto di non dimenticare che in zone diverse gli effetti sono diversi e che il territorio non coincide con le regioni amministrative.
Tag: Ugo Fratesi
Le politiche per aumentare la competitività dell’Europa dovranno tener conto delle forti differenze territoriali. Bisogna evitare il rischio di concentrare le attività economiche solo in alcune regioni, attraverso meccanismi che rafforzino la coesione.
Le elezioni europee si avvicinano, ma in Italia nessuno discute del futuro delle politiche europee per la coesione territoriale, benché abbiano un peso notevole per le regioni. Servirà avere una posizione chiara su obiettivi che appaiono contrastanti.
Il tema del caro affitti si ripresenta periodicamente, specie a Milano. Il problema è aggravato da interventi pubblici che limitano l’accesso alla città. Ripensare radicalmente la governance urbana e la definizione stessa di città può essere una soluzione.
Troppo spesso negli ultimi anni ai tecnici sono state affidate decisioni che spetterebbero alla politica. Gli esperti possono svolgere molteplici ruoli per migliorare la gestione della cosa pubblica, senza sovrapporsi alle funzioni proprie dei politici.
Attraverso le politiche pubbliche non si possono ottenere contemporaneamente tutti gli obiettivi auspicabili. Si deve quindi cercare il migliore bilanciamento possibile tra le diverse alternative, con decisioni che andrebbero comunicate in modo chiaro.
L’esperienza con i Fondi strutturali europei può aiutarci a utilizzare nel modo migliore le risorse del Recovery Fund. Per garantire la crescita, gli investimenti dovranno tener conto di complementarietà, sistematicità, addizionalità e radicamento.