Cambiano le regole sulla minimum tax globale. L’accordo “Side-by-Side” introduce una flessibilità che potrebbe portare a passi indietro nel coordinamento tra paesi. Ma potrebbe anche rivelarsi uno stimolo per una risposta strategica e coordinata della Ue.
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La Commissione dovrebbe definire un nuovo regime opzionale di diritto europeo, senza affidarsi all’armonizzazione di quelli nazionali, aperto a tutte le imprese e non solo a quelle innovative. Dovrebbe anche prevedere regole semplici e ben formulate.
Da strumento per casi eccezionali, il golden power si è trasformato in un meccanismo strutturale di controllo sugli investimenti. Come si è visto nel settore bancario. Non va cancellato, ma va ridimensionato rispetto a operazioni interne alla Ue.
Il Parlamento europeo ha fermato l’accordo Ue-Mercosur ricorrendo alla Corte di giustizia europea. Un verdetto definitivo arriverà forse fra due anni. Intanto, si possono calcolare i costi diretti e indiretti del rinvio. Anche quelli per l’Italia.
Nel lungo periodo le nostre finanze pubbliche potrebbero risultare meno squilibrate di quelle Usa. Ma serve un consolidamento, altrimenti l’onere sulle generazioni future sarà assai gravoso, complici calo demografico e ristagno della produttività.
La Commissione europea si appresta a rivedere le linee guida sulle concentrazioni, con l’obiettivo di aumentare la competitività delle sue industrie. Nel farlo dovrebbe concentrarsi su tre concetti chiave: produttività, innovazione e resilienza.
Bruxelles definisce il quadro regolatorio più avanzato al mondo per l’IA, ma le industrie dell’Unione rischiano di rimanere indietro. Alla competitività servono investimenti in capitale umano, reti digitali, apertura ai mercati e condivisione dei dati.
Il nuovo impianto di bilancio europeo sposta il baricentro verso difesa e sicurezza energetica. A farne le spese sono politiche regionali e agricoltura. Con il rischio di indebolire il progetto comunitario e alimentare l’euroscetticismo dei territori.