MERCOLEDì 14 OTTOBRE 2026

I TAGLI

Quant’è iniqua la manovra,
da nessuno la si approva,
che si vuole tremontare,
donne e uomini tosare.

Ha ragione la regione,
no alla legge del taglione,
che punì l’ente locale,
pretendendolo frugale.

Son vicino al magistrato:
non può esser tagliato
va protetto l’ermellino,
come foca od un delfino.

L’accademico docente?
Io con lui  son connivente,
trovo giusto, o luminare,
fare il giovane aspettare.

La feluca pur protesta,
Io sostengo chi l’ha in testa
per difendere il buon nome,
del nostrano stivalone.

Anche ai fiacchi calciatori,
che non colgono gli allori,
si cancelli quel messaggio,
di ridurre il loro ingaggio.

A chi siede in Parlamento,
cui si infligge un decremento,
si provveda a conguagliare
e un gettone ad assegnare.

Non si tagli il mezzo busto,
della RAI, sarebbe ingiusto,
e il mendace invalidato
non sia mai che sia tagliato.

Qui mi sa che va a finire
che sol io dovrò patire,
di trovarmi un po’ potato,
quale albero sfrondato.

L’obesità parte da lontano

Nel mondo più di un miliardo di adulti sono sovrappeso e 300 milioni sono clinicamente obesi. Ma l’epidemia di obesità si è diffusa, almeno negli Stati Uniti, molto prima di quanto comunemente si pensi: per la popolazione bianca se ne vedono le avvisaglie già dopo la prima guerra mondiale, per coinvolgere i neri dopo il secondo conflitto mondiale. Dunque ben prima degli anni Ottanta, considerati la data di nascita ufficiale del problema. Le tabelle di riferimento oggi utilizzate non sono perciò corrette e sono in realtà sovrappeso anche persone che pensano di avere un peso normale.

BASILEA III: MOLTO RUMORE PER POCO

Banche e industriali sono per una volta d’accordo: Basilea III avrà un impatto restrittivo sull’economia, con il rischio di fermare sul nascere la ripresa. In realtà, l’effetto restrittivo sarà di breve periodo e limitato. Anche perché è previsto un lungo periodo di transizione. Semmai, l’accordo raggiunto domenica tra i governatori delle banche centrali è fin troppo prudente, permettendo così che elevati rischi di instabilità continuino a essere presenti ancora per molti anni nel sistema finanziario mondiale.

Federalismo: a che punto siamo?

In allegato la presentazione tenutasi, il 15 settembre 2010, al convegno a porte chiuse per i sostenitori de lavoce.info

Infrastrutture, costi alti, tempi lunghi, utilità incerta

In allegato la presentazione tenutasi, il 15 settembre 2010, al convegno a porte chiuse per i sostenitori de lavoce.info

L’autunno della finanza

In allegato la presentazione tenutasi, il 15 settembre 2010, al convegno a porte chiuse per i sostenitori de lavoce.info

la crisi: numeri, previsione e media

In allegato la presentazione tenutasi, il 15 settembre 2010, al convegno a porte chiuse per i sostenitori de lavoce.info

Informazione economica: la crisi nella crisi

In allegato la presentazione tenutasi, il 15 settembre 2010, al convegno a porte chiuse per i sostenitori de lavoce.info

Il costo dell’instabilità politica

La fase di conflittualità e di incertezza politica registrata negli ultimi mesi potrebbe avere effetti assai gravi sui delicati equilibri della finanza pubblica. Abbiamo analizzato la relazione tra una misura di conflittualità e la variazione del tasso a lungo termine sui titoli del nostro debito pubblico a dieci anni. Ad esempio, alle polemiche dell’affaire Montecarlo di agosto si associata un aumento del tasso a lungo termine di circa 5 punti base. Che, se dovesse perdurare indefinitamente, potrebbe equivalere a oltre 830 milioni di euro di maggiori oneri di interessi.

Se il campionato si ferma per sciopero

La minaccia di uno sciopero pende sul campionato di calcio. In discussione c’è il nuovo contratto di lavoro e due sono i punti di disaccordo: il diritto dei calciatori che non rientrano più nei piani delle società di allenarsi insieme al resto della rosa e la rescissione del contratto in caso di rifiuto del trasferimento a un altro club nell’ultimo anno di contratto. E se non è facile per i normali cittadini comprendere le ragioni dei giocatori, è anche difficile avere simpatia per chi ha liberamente sottoscritto un contratto e vorrebbe poi uscirne senza pagare le conseguenze.

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