VENERDì 17 APRILE 2026

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QUANTI SONO I LAVORATORI SENZA TUTELE

Due milioni nello scenario peggiore, un milione e mezzo in quello più favorevole: sono questi i numeri dei lavoratori senza tutele. Gli interventi del governo hanno sì ridotto la platea dei coloro che in caso di perdita del posto resterebbero privi di qualsiasi forma di sussidio, ma sono ben lungi dall’averla annullata. Tanto più che le indennità di disoccupazione e in deroga si esauriscono in fretta, mentre la crisi occupazionale potrebbe essere lunga. Tutto il sistema è da riformare in mercato del lavoro caratterizzato da carriere sempre più frammentate.

STOCCAGGIO DEL GAS: QUI LA CONCORRENZA NON E’ DI CASA

Dopo la liberalizzazione, regole stabilite da Aeeg garantiscono l’accesso allo stoccaggio alle imprese che vendono gas. Ma la burocrazia blocca i nuovi concessionari. Le riserve disponibili sono perciò insufficienti, mentre lo stoccaggio continua a essere monopolizzato di fatto da una controllata di Eni. Si potrebbe ricorrere al razionamento mediante asta. Permetterebbe una redistribuzione a favore dei concorrenti di Eni, purché si pongano limiti alla quantità massima di stoccaggio per singolo operatore. Un intervento necessario anche per l’avvio di una borsa del gas.

COSA CI SARÀ DOPO LA CRISI

E’ la peggiore crisi dagli anni Trenta. Ma è utile guardare più lontano nel tempo, per capire le possibilità del nostro paese, che oltretutto ha beneficiato meno della crescita precedente. Aumenteranno disavanzi e debiti pubblici, in particolare nei paesi avanzati. Si ridurrà la domanda Usa ed è illusorio contare sulla Cina per riavviare un modello fondato sulle esportazioni. Servirebbero una politica fiscale sempre più europea e riforme strutturali. Difficili da realizzare. Ma l’alternativa è una progressiva emarginazione dell’Europa. E dell’Italia.

SE IN EUROPA CONTA DI PIU’ CHI VOTA DI PIU’

Alle ultime elezioni europee ha votato solo il 43,1 degli elettori. Siamo dunque ben lontani da quel Parlamento europeo composto da rappresentanti dei cittadini dell’Unione prefigurato dal Trattato di Lisbona. Come incentivare l’affluenza alle urne? Per esempio, attraverso un meccanismo che assegni più eurodeputati ai paesi che registrano una più alta partecipazione al voto. Le simulazioni indicano che con l’affluenza di questa tornata il numero degli eletti si ridurrebbe nettamente. E potrebbe cambiare anche il peso politico dei diversi paesi.

I MODELLI ECONOMETRICI

Io normal fui da studente,
ma nell’algebra scadente
e i modelli algoritmati
mai li ho padroneggiati.

Forti avevo, irritazioni,
per quell’orride equazioni,
tutto preso dal rovello
pel misterico modello.

Il prodotto e occupazione,
poi l’export e importazione,
tassi in calo ed in aumento
il consumo e investimento,

tutto dentro al computore,
poi pigiando lo startore,
ecco qua un bel risultato,
sul giornale pubblicato.

Tutti i broker ebber modelli
e decisero con quelli,
che però davan ragione
sol se sal la quotazione.

Ha il modello il derivato,
pure il fondo strutturato
anche l’Ocse l’ebbe in più,
mentre il rating dava A+++.

Ma un bel giorno l’esercizio
dimostrò tutto il suo vizio,
che di quello che è accaduto
niente aveva preveduto.

Si trattò di un mega errore,
che pagò il risparmiatore,
ma neppure scusa chiese,
né arrossì ch’il granchio prese.

Ora io non fo questione
su chi fa la regressione,
ma però sul grande crollo
lui dovea volgere il collo.

Ma se tutto va per bene,
il modello non ci preme
e se omise il fortunale,
ancor meno allora vale.

ITALIA A TUTTO GAS

Il gas naturale è diventato in questi anni la fonte di energia di riferimento in Italia. Il balzo dei consumi è stato molto elevato, con un tasso medio di crescita di oltre il 4 per cento. Ancora oggi, nonostante la crisi e la sbandierata volontà di virare sul nucleare, esistono diversi progetti d’investimento che riguardano il metano. E’ dunque arrivato il momento di ragionare sul futuro dell’approvvigionamento di energia nel nostro paese, per impostare una politica energetica e industriale che decida davvero quali fonti sono prioritarie.

IL FUTURO DEI MEDIA? NELL’INFORMAZIONE

I mass media tradizionali, con rare eccezioni, devono affrontare una grave crisi di introiti, che dipende dalla recessione globale ma anche da fattori strutturali, come la concorrenza delle informazioni online. Se si propongono come venditori di conferme rischiano di perdere la battaglia contro il web. Dovrebbero puntare decisamente sul mercato dell’offerta di informazione di alta qualità, sfruttando il vantaggio comparato delle economie di scala. E della propria reputazione storica. A patto, naturalmente, che abbiano saputo costruirsela e utilizzarla.

SORPRESA: L’INDULTO HA UN EFFETTO POSITIVO

Studiato per ridurre almeno temporaneamente il sovraffollamento delle carceri italiane, l’indulto del 2006 è stato tra i provvedimenti più criticati della scorsa legislatura. Perché favoriva i criminali e diminuiva il valore deterrente e la credibilità del sistema penale, sostenevano i contrari. Ma il provvedimento stabiliva che se fossero tornati in carcere per un nuovo reato, i beneficiari avrebbero dovuto scontare anche la pena residua in aggiunta alla nuova. Insomma, ha dato certezza alla pena. E questo ha determinato un calo delle recidive.

È L’IMMIGRAZIONE, BELLEZZA

Perché i partiti socialdemocratici crollano in tutta Europa proprio in un periodo di recessione? La risposta è nei 26 milioni di immigrati nell’Unione Europea negli ultimi anni. I cittadini sono preoccupati per la sostenibilità del welfare state europeo. E se la soluzione sembra essere in più rigide politiche sull’immigrazione e nelle limitazioni all’accesso allo stato sociale, le coalizioni di destra sono decisamente più credibili. Ma sono politiche inattuabili nel lungo periodo. Esistono alternative ben più efficaci. Senza rinunciare alla redistribuzione.

BERLUSCONI: “CASSA INTEGRAZIONE PER TUTTI!”

Oggi non c’è nessuno che perdendo il lavoro non venga aiutato dallo Stato. C’è la cassa integrazione per i precari, così come per i lavoratori a progetto“. Silvio Berlusconi a Porta a Porta (04/06/09).
Si stima che 1,6 milioni di lavoratori dipendenti e parasubordinati non abbiano diritto ad alcun sostegno in caso di licenziamento“. Mario Draghi all’Assemblea della Banca d’Italia, Considerazioni finali (29/05/09).
Questa è un’informazione di Draghi che non corrisponde alle cose che emergono dalla nostra conoscenza della realtà italiana”. Silvio Berlusconi, Radio anch’io (05/06/09).

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