GIOVEDì 20 AGOSTO 2026

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MONDO NUOVO, FONDO NUOVO

Non c’è solo il G20. Altri eventi potenzialmente non meno rilevanti si verificano in questi giorni. Primo fra tutti l’annuncio dell’apertura di una nuova linea di credito di 47 miliardi di dollari da parte del Fondo monetario in favore del Messico. La novità è che sono soldi concessi dall’Fmi solo sulla fiducia, senza condizioni e senza basarsi sui giudizi delle società di rating, come avveniva in passato. Dopo la crisi, il mondo sarà davvero molto diverso.

SI FA PRESTO A DIRE AMERICA

L’accordo di Fiat con Chrysler non è privo di rischi, ma si inserisce in un piano coerente di sviluppo di lungo periodo, in una fase di profonda ristrutturazione del settore. Se funziona, permetterà alle due imprese di sfruttare le economie di scala di R&S e di condividere le reti distributive. Se non funziona, i costi per la casa italiana saranno limitati, a patto che la partnership non duri a lungo. Ma per Fiat rappresenta solo un passo, seppur importante, del processo di riposizionamento. Che richiederà altri capitali, finanziari e manageriali.

UNA NUOVA FRONTIERA TRA STATO E MERCATO

Obama ha annunciato che non lascerà fallire Gm e Chrysler. Ma il salvataggio non è senza condizioni, anche se negli Usa resta forte l’avversione verso la gestione pubblica delle imprese. Diversa la situazione in Europa, dove i cittadini sono più abituati a un intervento statale nella sfera economica. Per questo sarebbe opportuno indicare limiti temporali precisi alla partecipazione pubblica nelle aziende in difficoltà. Perché sarebbe una vera beffa se il lascito più duraturo della crisi fosse il ritorno al vecchio capitalismo di Stato.

APPUNTI PER IL G20*

La riunione del G20 non dovrebbe cercare di risolvere tutti i problemi, ma concentrarsi sulle decisioni più urgenti. Prima fra tutte, una nuova architettura della regolamentazione. Che dovrebbe fondarsi su una completa trasparenza del sistema finanziario e sul rafforzamento delle regole prudenziali per le banche ma in modo chiaro e semplice: “Keep it simple” come il titolo delle proposte di policy. Lo studio analizza le cause macroeconomiche della crisi e fornisce proposte per risolvere gli squilibri nei pagamenti internazionali, anche attraverso un ruolo rafforzato delle istituzioni internazionali. In materia di regolamentazione finanziaria, la vigilanza dovrebbe essere organizzata per obiettivi. E in Europa concepita come l’attuale sistema delle banche centrali.

LA LOTTA ALL’EVASIONE

Terra di artisti, terra di scienziati,
terra di santi e di navigatori,
terra di poeti e grandi letterati,
tutti, comunque, abili evasori.

Ogni governo nel programma assume
l’ imperativo, fuori discussione,
di usar la forza, insieme con l’acume,
nel perseguir la lotta all’evasione.

Ma quella bestia dove si nasconde ?
Dentro a fortezza armata da espugnare ?
O tra l’umana gente si confonde,
con volto ignoto e senza alcun collare ?

Onde stanarla e farla venir fuore
c’è chi s’adopra a metter per iscritto
astruse norme, anche di settore,
che all’aria danno un vago odor di fritto.

C’è chi il cappello e la divisa afferra
e in campo avverso compie un’irruzione,
per poi riempire un bollettin di guerra,
nella speranza… d’una promozione.

Nell’inventarne poi d’ogni colore
van sparacchiando grandi risultati,
che a’ pochi onesti crean stizza e furore
mentre s’ingrassan torme di avvocati.

C’è chi condanna il crimine e il malvezzo,
di cui discetta o scrive sul giornale.
Ma nel cestino finirà quel pezzo
se, come è ver, nessuno se ne cale.

Quel ch’è di bello, poi, è che ciascuno
s’indigna sol dell’evasion degli altri,
non ritenendo utile e opportuno
dar dimission dal branco degli scaltri.

Già l’Evangel nel segno avea ben colto
quando dicea “ chi onesto appar nel poco
senza alcun dubbio lo sarà nel molto,
ed ugualmente se rovesci il gioco “.

V’è da sperar sol che ognuno guardi
nell’occhio suo al mattin dentro lo specchio,
per ripulirlo, a costo di far tardi,
da qualche trave andata giù parecchio.

Ma se sperare in ciò è vana attesa
in questa terra dove alberga il male,
non ci rimane che appellar la Chiesa
acché ci dia un condono…universale.

MUSICAL CHAIRS NELL’INFORMAZIONE

Il valzer di nomine che ha portato De Bortoli al Corriere della Sera e Riotta al Sole-24ore trae anzitutto origine dagli scarsi risultati della carta stampata. L’esito del giro di poltrone appare politicamente equilibrato. Ma non è finito: è ora vuota la casella della direzione del TG1. Un incarico di grande peso se si considera che l’insieme dei principali giornali indipendenti raggiunge un pubblico comparabile con solo uno dei telegiornali principali. E che il capo del governo ha sempre fatto del controllo delle televisioni, un suo punto di forza.

A PICCOLI PASSI VERSO NUOVE REGOLE

La riunione del G20 punta a riscrivere le regole sulla finanza internazionale. Innumerevoli le proposte contenute nella mole di rapporti che l’accompagna. Ma sarebbe meglio partire dalle misure già da tutti condivise, dal loro stato di avanzamento per indicare i necessari, ulteriori, passi da fare. Il capitolo sul quale il vertice di Londra può incidere di più è quello del rischio. L’importante è ricordarsi che non esistono né i miracoli né le regole perfette, soprattutto quando la loro elaborazione coinvolge sistemi e culture giuridiche molto diversi.

CASSA INTEGRAZIONE TRA POLITICA E LOBBY

L’Unione Europea è assolutamente contraria agli interventi volti al mantenimento dell’occupazione, equiparandoli sostanzialmente agli aiuti al funzionamento delle imprese. Ma non pone limitazioni di sorta agli aiuti economici e all’offerta di servizi per i lavoratori espulsi o temporaneamente sospesi dal lavoro, in quanto aiuti alla persona. L’ordinamento italiano dovrebbe quindi andare in questa direzione, per ragioni di equità sociale e di efficacia degli ammortizzatori sociali. Ma anche per conformarsi ai dettami del diritto comunitario.

MA CHI CI GUADAGNA DA UNA RAI SENZA SPOT?

Il ministro Bondi ha avanzato l’ipotesi di una Rai senza pubblicità, sull’onda di una recente riforma francese. Ma in Francia ci si proponeva almeno di redistribuire le risorse pubblicitarie tolte al servizio pubblico a canali privati, radio, stampa e nuovi media. Un progetto fallito per l’insorgere della crisi. E che ora si trasforma in un impoverimento di tutti i media, pubblici e privati. In Italia, le perdite per la tv pubblica sarebbero ben più consistenti e avrebbero conseguenze ancora più negative sull’intero sistema televisivo nazionale.

UN’EUROPA POLITICA PER AIUTARE L’ECONOMIA

L’Europa si trova di fronte a un bivio: o arriva a una più stretta integrazione politica in grado di sostenere l’integrazione economica oppure vedrà disintegrarsi i mercati europei, e la conseguenza sarà la caduta degli standard di vita e il sorgere di tensioni politiche internazionali. Non sarebbe la prima volta che una crisi costringe l’Unione Europea a passi avanti sulla strada di una maggiore cooperazione. Anche di questi problemi si parlerà al Festival dell’Economia di Trento (29 maggio – 1° giugno) dedicato al tema “Identità e crisi globale”.

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