DOMENICA 28 GIUGNO 2026

Lavoce.info

PREMIO COLLEGIO CARLO ALBERTO

"Un’idea per l’Economia"

Il Collegio Carlo Alberto ha istituito il premio "Un’idea per l’Economia" per proposte di policy (riferite all’economia italiana o internazionale) presentate da cittadini europei al di sotto dei 40 anni di età. La miglior proposta riceverà un premio di 5,000 Euro. Il premio ha cadenza semestrale. Le proposte devono essere inviate via email a policy@carloalberto.org entro il 30 maggio 2008 per il premio relativo al primo semestre ed entro il 30 novembre 2008 per il premio relativo al secondo semestre.

Lavoce.info sostiene l’iniziativa del Collegio Carlo Alberto che coincide con lo spirito che anima questo sito: confronto di idee, approfondimento dei problemi, innovazione, spazio ai più giovani.

LA VELTRONOMICS

NellÂ’eterno suo letargo
si rivolta John Maynardo
e con lui pure Pareto,
nellÂ’udir che lÂ’alfabeto.

della scienza economìca
lo declama, e non fatica,
il novello suo cultore,
Veltro assolo corridore.

Sul lavoro e il capitale
ne discorre senza eguale,
di sviluppo assai discetta,
ha pel debito ricetta.

Caro Tito e caro Ichino
ei vi mette all’angolino,
che a precari e inoccupati
ed a quei già pensionati,

oltre a tutti i dipendenti
ed ancora agli incapienti,
pure ai molti fannulloni,
saran dati dei soldoni.

Giù le tasse, su il salario,
di più in tasca il numerario,
ed i prezzi del fornaio,
come pur del macellaio,

scenderanno giù in picchiata,
con la frutta e l’insalata,
mentre canoni ed accise
presto assai verran recise!

Poi le case popolari
ed i treni ai pendolari
ed alfine andremo a Scilla:
guida rapida e tranquilla!

Da Milan s’alza una Voce,
chiede scusa se un po’ nuoce,
butta lì un sfumatura,
"e alle spese copertura??"

Mah!? Nella fretta di partenza,
con la verde diligenza,
le valigie delle entrate
qualcheduno le ha scordate.

 

LA RUSSIA SOGNA UN NUOVO INIZIO

Nel 2007 il tasso di crescita della Russia è di due punti superiore alle previsioni. Il boom non si fonda oggi sulle esportazioni di gas e petrolio. E’ in buona parte dovuto alla trasformazione strutturale del settore dei servizi. Con l’economia legale però cresce anche la corruzione. Tuttavia, la fetta della torta destinata alle clientele putiniane potrebbe diminuire con il calo del surplus commerciale, la diminuzione degli introiti fiscali sulle materie prime e l’aumento degli investimenti pubblici.

DIRETTIVA SUL CONSUMO, MA SENZA MUTUI

Nel complesso la nuova direttiva comunitaria sul credito al consumo è un passo avanti sulla strada della tutela dei consumatori. Propone un’articolata serie di norme sugli obblighi di informazione attraverso i quali il consumatore diverrà più consapevole delle proprie capacità di indebitamento e capace di scegliere le migliori condizioni contrattuali offerte dagli intermediari. Tuttavia, il legislatore comunitario poteva avere più di coraggio e occuparsi anche di una delle principali cause di sovraindebitamento: il mutuo per acquistare la casa.

ROMA SBAGLIA SUI TAXI *

Aumentare il numero delle licenze di taxi e, allo stesso tempo, concedere agli operatori aumenti sulle tariffe, come ha fatto il comune di Roma, può portare a risultati negativi. Lo dimostra una analoga esperienza del Regno Unito. Due scenari si prospettano ora per la capitale italiana: la domanda di servizio cresce e con essa il valore delle licenze. Oppure resta stabile, ma i prezzi di corsa più alti compensano comunque i tassisti. In entrambi, i casi la resistenza a ulteriori future liberalizzazioni sarà ancora più forte.

PROVE TECNICHE DI GRANDE COALIZIONE

Il decreto milleproroghe approvato in fretta e furia dalla Camera è un esempio tangibile di cosa accade quando in Parlamento non c’è una forte opposizione. Estende nel tempo normative in scadenza, ripristina leggi già abrogate e prevede eccezioni ad personam. Nel silenzio totale si sono scientemente smantellati i pochi elementi strutturali di controllo della spesa introdotti nella passata legislatura. Una classe dirigente preoccupata della propria rielezione non avrebbe ceduto alle pressioni dei piccoli centri di potere. Ma in aprile si vota con liste bloccate.

MILLEPROROGHE, MILLEDEROGHE

Il decreto legge 248/2007, meglio noto come “decreto milleproroghe” è stato approvato nei giorni scorsi dalla Camera con l’accordo di maggioranza e opposizione. Dovrebbe essere ribattezzato “ millederoghe” perché contiene una serie di misure ad personam o a favore di specifiche lobby che, annegate in pagine di articoli e commi scritti in linguaggio ostico, non possono essere individuati che da pochi addetti ai lavori. Qui cerchiamo di segnalare alcune di queste disposizioni, ma chiediamo anche ai lettori delavoce.info di aiutarci a scavare nelle pieghe del decreto che sta per essere convertito in legge.

ATLANTIDE: UNA PARABOLA SUL FEDERALISMO*

Diversi stati europei ripensano la loro organizzazione federale. Mentre in Italia si discute dell’istituzione di un senato federale, in Germania si cerca di distinguere in modo più netto tra le competenze del governo centrale e quelle dei länder. In Gran Bretagna si riformula il sistema di finanziamento delle amministrazioni locali. Per valutare questi interventi è però necessario avere un modello comune di federalismo. E se come punto di partenza si considerano gli individui, si scopre che molti problemi istituzionali finiscono per scomparire.

CHI QUOTERA’ LE PMI ITALIANE

Il numero di società quotate in Italia è sostanzialmente immutato da decenni, mentre in Europa è notevolmente cresciuto, spesso grazie alle piccole e medie imprese. Molte quotazioni, però, avvengono sui Multilateral Trading Facilities, oggi regolati dalla direttiva Mifid. Qui, l’ammissione a quotazione ha sempre meno una valenza pubblicistica. E il percorso è meno oneroso e lungo perché la verifica della qualità delle società quotande è delegata a un intermediario. Un modello che si può importare nel nostro paese. A patto di rispettare alcune condizioni.

IL MISTERO DELLA TABELLA SCOMPARSA

Da qualche mese non vengono più pubblicati i prezzi dei carburanti consigliati dalle diverse compagnie petrolifere, in attuazione di un parere dell’Antitrust. L’Autorità paventava il rischio che la diffusione di quei dati favorisse la collusione tra le imprese. Sebbene esistano vari argomenti teorici a favore di questa tesi, non si può dimenticare che in qualsiasi situazione di asimmetria informativa, eliminare un pezzo di informazione pubblica significa semplicemente aumentare il vantaggio relativo di chi dispone già di più conoscenze.

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