Sono tassista, non per diletto viaggio, lui che a chi fiero indossa la divisa Pure incolparon me vecchio artigiano, Assurge il bollo e al Bot la trattenuta, Intanto, improvvida la Spa municipale Dal disincanto siam presi e malcontenti, e dalle bocche un urlo s’alza in aria Se questo è il novo della seria Unione,
dico al Bersan che a me arrecò solo svantaggio,
e noi, del foco vigili e dÂ’ordine custodi,
con la sirena biasimiamo il Prodi,
ha dato, avaro, un obolo da suscitar le risa,
nel mentre a scuola prodestan come matti
anche se più non regna la perfida Moratti.
che nel lavoro lesta va la mano,
di grave accusa, dÂ’essere evasore,
io, che a faticar son uso giorni ed ore.
guai se a bottega sÂ’omette la battuta
ed anco accade, in quel di Mirafiori,
sullÂ’Epifano piovere fischi e schietti malumori.
innalza il prezzo per chi sul busse sale,
dÂ’acqua e di gas aumenta la bolletta
e pure l’Ici lo farà di fretta.
ma come fa Tommaso a rider coÂ’ suoi denti?
Monta tempesta nel mar delle proteste,
nellÂ’urbe marcian due milion di teste
per contestar lÂ’ottusa finanziaria;
ché se si deve riquadrare i conti
lo posson far lÂ’entrate di Tremonti.
la nostalgia mÂ’assal, del Berluscone!
Caro Tito, coll’invenzione de lavoce.info hai prodotto una delle innovazioni più straordinarie nel giornalismo economico italiano. Citarti è il meno che uno possa fare. Un abbraccio da uno che crede ancora nel Partico democratico.
Appendice da pag. 337 a pag. 357 di Tutte le tasse di Prodi & C. Una finanziaria contro gli italiani.
a cura di Vittorio Feltri e Renato Brunetta
“In questa appendice sono riprodotti alcuni interventi, di analisi e commento sulla Finanziaria 2007, tratti dal sito www.lavoce.info. La voce.info è un sito di informazione economica, creato e gestito da autorevoli economisti italiani, diretto al lettore non specializzato, con l’obiettivo di pubblicare articoli quanto più possibile semplici e chiari su temi che possono sembrare ostici, come la politica fiscale. Il tutto in assoluta indipendenza e senza etichettature di parte.
Qui di seguito proponiamo gli interventi di approfondimento sulla manovra Finanziaria 2007 di Tito Boeri e Pietro Garibaldi; un esame a firma di Agar Brugiavini e Tito Boeri sul trasferimento del TFR dalle imprese ad un
fondo creato ad hoc presso l’Inps, con un faccia a faccia tra gli economisti de lavoce.info e il Ministro del Lavoro Cesare Damiano; infine un articolo di Francesco Daveri sugli effetti della Finanziaria in termini di crescita e
sviluppo economico.”
Gli articoli che vengono pubblicati sono:
Un rientro dal lato sbagliato (Tito Boeri e Pietro Garibaldi)
Un tavolo senza i giovani (Agar Brugiavini e Tito Boeri)
Operazione Tfr: le risposte del ministro Damiano (Agar Brugiavini e Tito Boeri)
Quant’è avara la Finanziaria con il signor V.A. (Francesco Daveri)
La lezione è servita? A tre anni dal default Parmalat, mentre sono ancora in corso le indagini e i processi per accertare le responsabilità , ricostruiamo la vicenda e ci interroghiamo sulla capacità di reazione del nostro sistema. La legge sul risparmio contiene luci ed ombre, ma occorre agire soprattutto sui controlli preventivi per evitare che quanto è successo si ripeta. C’è ancora molto da fare, poi, sul piano della tutela penale della trasparenza e veridicità dell’informazione societaria. Così come bisogna trovare strumenti di più facile e rapido accesso alla giustizia dei risparmiatori (la class action). E le regole sulla crisi di imprese devono essere razionalizzate e sottratte al controllo della pubblica amministrazione. Ma le norme non bastano. Ci vogliono incentivi microeconomici, che spingano i protagonisti del mercato finanziario a produrre efficienti sistemi di governance e a controllare i conflitti di interesse.
A tre anni dal default Parmalat, le misure introdotte per evitare il ripetersi delle crisi e ridare fiducia ai risparmiatori ci rimandano un bilancio di luci e ombre. La legge sul risparmio aumenta il grado di tutela del risparmiatore. Rimane però la questione di come attivare strumenti di vigilanza pubblica in grado di verificare tempestivamente situazioni di allarme e realizzare adeguati interventi preventivi. Non è soltanto un problema di regole. L’educazione all’investimento è altrettanto importante di un efficace apparato di protezione.
La risposta agli scandali finanziari è stata tardiva e non ha corretto i maggiori limiti del nuovo diritto societario. E’ intervenuta sul malfunzionamento del sistema di governance mediante il ricorso a norme di tipo imperativo a tutela della minoranza. Eppure anche in Parmalat vigeva il rispetto formale delle migliori regole di governo societario. Dietro il quale, però, l’azionista di controllo esercitava un potere assoluto. Bisogna favorire il disegno di adeguati incentivi microeconomici capaci di tenere sotto controllo il pervasivo conflitto di interesse.
Fino al dicembre del 2003, l’Italia aveva un apparato di regole sufficientemente moderno per le imprese che, pagando regolarmente i creditori, erano governate dai loro azionisti. Per un eventuale crisi, scattavano però regole la cui origine era rintracciabile nel medioevo. Un panorama sconfortante, cambiato sotto i colpi di maglio del caso Parmalat. Ora occorre fare tesoro di quest’esperienza, unica e che tale deve restare, e razionalizzare la normativa per tutte le imprese, grandi, piccole e medie.
Mentre gli Usa introducevano sanzioni molto severe per colpire false informazioni e frodi nella gestione delle società commerciali, in Italia la riforma dei reati societari rendeva molto più difficile perseguire penalmente gli autori di simili reati. Anche la legge sulla tutela del risparmio non contiene nessuna significativa novità , se non un inutile aumento delle pene per gli illeciti penali e amministrativi. Serve invece una disciplina penale societaria ed economica ispirata a serietà ed equilibrio. Come ribadito dalla Corte di giustizia europea.
Sono in discussione in Parlamento alcuni progetti di legge per introdurre anche in Italia una forma di class action. Si fondano, per lo più, su una logica differente da quella del modello americano: la legittimazione ad agire è attribuita solamente alle associazioni dei consumatori, alle associazioni dei professionisti e alle camere di commercio, ma non ai singoli danneggiati. Anche per alcuni vincoli imposti dalla Costituzione e dal diritto italiano. Che però potrebbero essere superati. Per esempio attraverso una clausola di “scadenza”, come in Germania.
Il dissesto Parmalat ha cause finanziarie profonde che mettono in evidenza alcuni vizi strutturali del capitalismo privato italiano e di molte banche. E’ perciò utile ripercorrere la vicenda, per ricordare le cifre fondamentali del clamoroso crack. A partire da una crescita basata solo sui debiti. E’ troppo semplice attribuire tutto alle frodi: queste sono state lo strumento per coprire una situazione sempre più squilibrata e ovviamente hanno dovuto diventare sempre più grandi e sempre più sofisticate.