Gli abusi di mercato, per la loro pervasività , sono capaci di “inquinare” i mercati finanziari, minandone i meccanismi di funzionamento. Lo ha ben colto l’autorità giudiziaria. Altrettanto non si può dire della Consob, che sembra quasi timorosa di esercitare i suoi poteri. Soprattutto quando gli abusi nascono da comportamenti plurioffensivi, ovvero che hanno altri moventi, come il falso in bilancio. O nel perseguire l’ostacolo alle sue funzioni di vigilanza, come nel caso di una rappresentazione falsa o incompleta di fatti che incidono sulla formazione del prezzo.
Cresce il ricorso al mercato degli enti locali, anche per compensare i minori finanziamenti statali. Finora, le amministrazioni si sono avventurate sui mercati nazionali e internazionali in ordine sparso, ricavandone alti costi dei finanziamenti e pericoli da non sottovalutare. Si potrebbe invece costituire, sull’esempio della Consip, un’agenzia cui gli enti locali siano tenuti a chiedere consulenza e valutazione del rischio. Non è un ritorno alla centralizzazione. E’ un modo per impedire focolai di sofferenza finanziaria nel settore pubblico.
Il cambio della guardia in via Nazionale è stato salutare. Ora servono nuovi segnali di discontinuità perché questa istituzione torni ad occupare il posto che le spetta. La riforma dello statuto approvata dal Consiglio superiore della Banca apre la strada a un ricambio anche nelle posizioni di vertice che è prevista dalla stessa legge di riforma (che lascia peraltro tempo fino al 2010 per rinnovare il direttorio). E’ bene che Mario Draghi e lÂ’esecutivo diano subito lÂ’avvio ad un ricambio deciso, scegliendo fra i non pochi dirigenti di grandissima caratura anche internazionale che la passata gestione aveva colpevolmente messo in ombra. EÂ’ questa la mossa decisiva per riportare la Banca nel solco della sua grande tradizione. Dopo le vacanze bisognerà anche occuparsi di scelte cruciali per il sistema finanziario italiano che sono trattate negli articoli di oggi: dalla concentrazione in atto nei mercati di borsa, allÂ’informazione fornita dalle imprese in occasione del collocamento dei titoli, alla razionalizzazione delle incursioni degli enti locali nelle insidie dellÂ’innovazione finanziaria per finire con la prevenzione e la repressione degli abusi da parte delle autorità .
Pubblichiamo i messaggi di solidarietà a Francesco Giavazzi e Pietro Ichino nella rubrica Per un conflitto più tollerante.
Andrea Boggio replica all’intervento di Alberto M. Musy; Simone Landini e Renato Lanzetti ampliano la discussione sul pubblico impiego.Â
Anche l’Italia sta per recepire la direttiva europea sul “prospetto informativo”. Cruciale soprattutto per le società quotate o quotande. La prima questione è la leggibilità : la legge dovrebbe stabilire un format più comprensibile dai risparmiatori rispetto a quello attuale. Altrettanto importante definire tempi e contenuti dello scrutinio di Cosob, oggi costretta a un lavoro di controllo che va al di là delle sue competenze. Infine, dubbi sulla figura del responsabile del collocamento, prevista dalla delega, ma che non ha corrispettivi in Europa.
Il decreto del ministro Bersani contiene misure controverse per tante categorie (tassisti, farmacisti, avvocati, membri di commissioni ministeriali). In ogni caso, i contrasti – anche accesi – non possono ingenerare episodi di intimidazione, come quello di cui i tassisti milanesi – senza alcuna voce critica da parte dei loro rappresentanti di categoria – hanno fatto oggetto Francesco Giavazzi. Nei giorni scorsi, intimidazioni più felpate ma dello stesso segno sono state destinate dagli avvocati a Pietro Ichino. A entrambi la nostra piena solidarietà .
Il decreto del ministro Bersani contiene misure controverse per tante categorie (tassisti, farmacisti, avvocati, membri di commissioni ministeriali). In ogni caso, i contrasti – anche accesi – non possono ingenerare episodi di intimidazione, come quello di cui i tassisti milanesi – senza alcuna voce critica da parte dei loro rappresentanti di categoria – hanno fatto oggetto Francesco Giavazzi. Nei giorni scorsi, intimidazioni più felpate ma dello stesso segno sono state destinate dagli avvocati a Pietro Ichino. A entrambi la nostra piena solidarietà .
Dai tassisti e dai loro rappresentanti vorremmo sentire al più presto una limpida e incondizionata condanna di tutti gli episodi di violenza, intolleranza e intimidazione. Alle altre categorie chiediamo la capacità di tollerare le posizioni di chi al loro interno non ha condiviso le ragioni della protesta.
La tutela dei consumatori, che sembra strare così a cuore a queste categorie, passa anche attraverso la tolleranza del dissenso.
L’Italia non può permettersi freni alla crescita e all’innovazione. Una considerazione che vale tanto più per le telecomunicazioni e in particolare per lo sviluppo di Internet. E che dovrebbe concretizzarsi in specifiche prese di posizione per una sempre più decisa salvaguardia della libertà della rete. Che passa attraverso la sua neutralità . Senza di questa, un provider di banda larga potrebbe decidere di imporre alcuni servizi e discriminarne o rallentarne altri. E la non neutralità avrebbe riflessi anche sull’evoluzione della convergenza multimediale.
Non servono nuovi controlli nel calcio, che sotto questo profilo rischia la saturazione. Si devono invece disinnescare i tanti incentivi alla collusione che restano anche dopo la sentenza della corte federale. Bene allora il ritorno alla contrattazione collettiva dei diritti televisivi e un ripensamento del settore dei procuratori sportivi. Ma si dovrà anche riformare la Lega e il meccanismo di designazione degli arbitri. Oltre a metter mano all’impianto della giustizia sportiva.
Se indulto deve essere, che sia almeno il più equo possibile: applicato a tutti i reati e proporzionale alla pena già scontata in condizioni di sovraffollamento. Ma ci si dovrebbe chiedere come configurare il condono in modo da eliminare l’eccesso di popolazione carceraria nel periodo necessario per realizzare le politiche risolutive del problema: sostegno agli scarcerati per il loro reinserimento nell’attività lavorativa; ampliamento delle carceri e del personale di custodia, modifica dell’ordinamento, con depenalizzazione o riduzione delle pene.
Nuove regole per il calcio dovrebbero garantire una più corretta competizione sportiva. Perché a diversi incentivi corrispondono differenti livelli di impegno agonistico e con il “girone allÂ’italiana” nelle ultime giornate chi “non ha più nulla da chiedere al campionato” non ha ragione di lottare per il risultato. Nascono anche da questo i comportamenti illeciti. La soluzione potrebbe essere in un meccanismo che lega la qualificazione alla Coppa Italia ai punti conquistati nel girone di ritorno. E apre alla vincitrice le porte della Champions League.