La riforma approvata dal Governo peggiora il quadro normativo per le imprese medie e medio-piccole, costringendole a scegliere tra una disciplina delle società per azioni dai più elevati costi “vivi” e una disciplina delle società a responsabilità limitata che può rivelarsi molto problematica in caso di disaccordo tra i soci.
Le nuove norme su processo societario e mercato finanziario non rispondono appieno alla specificità della materia. Da criticare la scelta di rinunciare alla figura del giudice specializzato. Positiva invece la valorizzazione di forme di giustizia “privata”, anche se i costi elevati potrebbero limitare l’esercizio di alcuni diritti.
La giustizia civile è penalizzata dalle inefficienze di tribunali troppo piccoli e giudici non specializzati. Ma il problema vero sono i vantaggi che il prolungarsi dei processi offre a molte parti in causa. Per risolvere la questione è necessario rivedere la formula che determina le parcelle degli avvocati.
Ricorrere in appello è razionale perché la maggior parte delle sentenze di primo grado viene rivista a favore dell’imputato. Ma la sfiducia generalizzata verso i giudici genera un circolo vizioso che allunga a dismisura i tempi dei processi: per le strategie adottate da avvocati e cittadini e per le richieste alla classe politica di accrescere sempre più le garanzie processuali.
Parliamo di giustizia. Non per unirci a chi discetta di uso politico della magistratura, ma per cercare di capire le cause delle sue lungaggini e inefficienze. Contrariamente a un credo diffuso, la lunghezza eccessiva del processo civile in Italia non sembra dovuta ad una carenza di magistrati, il cui numero è quasi raddoppiato negli ultimi 50 anni. Conta, invece, la normativa sul compenso degli avvocati che pone in essere forti gli incentivi ad allungare i tempi procedurali. Â
Lunghi e in continuo aumento anche i tempi del processo penale. Colpa degli spazi offerti agli imputati per procrastinare il più possibile una decisione definitiva, sperando che, nel frattempo, arrivi la prescrizione? Esempi recenti non mancano. Importante, comunque, ridurre gli incentivi al ricorso e una diffusa sfiducia nei confronti della magistratura.Â
Il nuovo processo societario rafforza la conciliazione stragiudiziale, alleggerendo le controversie giudiziarie. Bene. Ma il nuovo diritto societario ha aperto varchi in cui la “giustizia privata” potrà insinuarsi ritoccando a vantaggio di cha ha più potere di mercato normative che dovrebbero proprio tutelare la concorrenza. Mentre i soggetti più deboli verranno dissuasi dal ricorrere all’arbitrato per via dei suoi costi elevati.
Tra i soggetti più deboli anche le piccole imprese, che rischiano di essere danneggiate dalla riforma del diritto societario. Le costringe a scegliere fra due forme giuridiche –SpA e Srl — che, nella loro nuova veste, potrebbero accrescere, le une, le rendite di posizione dei professionisti contabili, le altre, quelle delle professioni legali. Un’alternativa poco appetibile.
Lavoce.info ha ospitato alcuni interventi sul ruolo degli interessi organizzati con gli interventi di Daniele Checchi, Innocenzo Cipolletta e Marino Regini. A questi si aggiunge un contributo di Tommaso Nannicini sul ruolo della concertazione, vale a dire la prassi più o meno istituzionalizzata di concordare le principali misure di politica economica e sociale con gli interessi organizzati.
Bruno Trentin discute con Pietro Ichino di accordi separati, misurazione della rappresentatività dei sindacati e “modello tedesco” di disciplina dei licenziamenti.
Dopo la polemica a distanza che nei giorni scorsi ha visto contrapposti Bruno Trentin e Pietro Ichino, sulle pagine dellÂ’Unità e poi su quelle del Corriere della Sera nella rubrica di Paolo Mieli, lavoce.info ha promosso una discussione fra i due “contendenti” su due questioni cruciali della politica del lavoro italiana. Ne riportiamo il contenuto essenziale.
L’amministrazione Bush pensa già alle prossime elezioni e incoraggia un ribasso del biglietto verde che non avrà effetti sostanziali sul deficit commerciale americano. Una posizione che potrebbe avere conseguenze molto serie se la ripresa non dovesse arrivare: potrebbe indurre infatti un disinvestimento netto dallÂ’estero.
Il Presidente D’Amato presenta al convegno annuale di Confindustria una relazione da uomo politico, più che da capo di un’associazione di categoria. Politiche anche le cause ultime di molte attuali divisioni nel sindacato. Quando le organizzazioni di datori e lavoratori si dividono e assumono una forte connotazione politica, diventa indispensabile affrontare il problema della rappresentanza. Per quali lavoratori e per quali imprese possono negoziare? A chi si applicano gli accordi sottoscritti da alcune sigle, ma non da altre? Bruno Trentin ne discute con Pietro Ichino.
Il Segretario al Tesoro USA, John Snow, predica il ribasso del dollaro. Anche se la discesa del biglietto verde non ha molto a che fare con le affermazioni di Snow, utile interrogarsi sul ruolo che una ulteriore svalutazione del dollaro può avere nel risollevare le sorti dell’economia americana. Molti i rischi di questa strategia. Anche perchè gli Stati Uniti sono fortemente indebitati a breve.
Il disegno di legge sulla libertà religiosa torna in Parlamento fra mille polemiche. Nessuno sembra porsi una domanda fondamentale: fa bene la competizione religiosa alle Chiese? Molte le ragioni per ritenere che sia proprio così.
Da qualche tempo lÂ’operato dellÂ’Istat è al centro di un dibattito che ha posto in discussione…