Dopo i recenti sbarchi, e naufragi, sulle coste siciliane, si è molto discusso delle soluzioni ipotizzabili per “contrastare” l’immigrazione extracomunitaria. Ma è poi vero che gli immigrati sono sempre e solo un costo per l’economia e la società che li ospita? L’evidenza delle aree con piena occupazione, come quella della provincia di Brescia, sembra smentire questo luogo comune, confermando invece l’apporto vitale dell’immigrazione per gli equilibri del mercato del lavoro.
Ridurre della metà il numero di persone che vivono sotto la soglia di povertà entro il 2015: È uno dei punti dei Millennium Development Goals. Difficile raggiungerlo, soprattutto se i Paesi ricchi continueranno a “proteggere” i loro mercati, mentre i più poveri eliminano ogni barriera tariffaria. E per una “globalizzazione non selvaggia” sono necessarie anche regole su mercati finanziari e investimenti di lungo periodo.
Le due facce della globalizzazione: da una parte, vuol dire maggiore incertezza sulla durata del proprio lavoro; dallÂ’altra è sinonimo di opportunità di formazione e avanzamento di carriera. Studi recenti su di un campione di imprese indiane svelano che questo secondo effetto potrebbe essere molto rilevante. Mentre chi soffre davvero è chi — come in Mozambico — rimane ai margini della globalizzazione.
Il Ministro Bossi sostiene che gli immigrati non servano a nulla. Non la pensano così i cittadini della Padania. A Brescia, in 9 casi su 10, gli immigrati svolgono mansioni che nessun residente sembra più intenzionato a svolgere. Inauguriamo la rubrica “Pro e contro” con un confronto sullÂ’accesso al welfare da parte degli immigrati. Sullo sfondo l’allargamento a Est dell’Unione Europea
Vice Presidente della Convenzione Europea ed ex Presidente del Consiglio italiano 4 luglio 2003 Mi unisco agli auguri di compleanno per lavoce.info e lo faccio per tre ragioni, tre ragioni di mia personale soddisfazione per la sua esistenza e per il lavoro che ha svolto egregiamente in questi mesi. La prima ragione è per la dimostrazione che essa sta dando dello specifico contributo che può dare all’informazione quotidiana l’expertise degli studiosi; che non devono trasformarsi, a mio avviso, in santoni tuttologici, pronti a offrire l’opinione del “professore” su qualunque argomento, ed abusando in tal modo del titolo quanto più diventano dei generici soppesatori del più e del meno. Sugli argomenti che conoscono essi sanno qualcosa in più, perché lo hanno studiato, perché lo stanno studiando, perché hanno sott’occhio esperienze straniere e testi stranieri che altri possono non conoscere. E’ questo che essi democraticamente possono mettere a disposizione degli altri e questo è appunto ciò che fanno, puntualmente, i collaboratori di lavoce.info. La seconda ragione, in qualche modo consequenziale, è la ricchezza degli apporti che quotidianamente leggiamo e che coprono con mirabile efficacia i temi economici via via sollevati dalla cronaca. Su tutti ci viene offerto quel qualcosa in più, di background, di spunti comparativi, di implicazioni non immediatamente percepibili, che servono a orientarsi e a capire. La terza ragione è il fondo comune che lega i collaboratori, quella cultura della concorrenza di cui è capitato a me di essere stato missionario in anni passati e che ancora oggi è più un culto ammesso che una religione di Stato. Non aspiro a nessuna religione di Stato. Ma pensando alle potenzialità inespresse della concorrenza in Italia, non posso che sentirmi unito a chi cerca ogni giorno di metterle in luce.
Direttore Generale del Tesoro italiano 3 luglio 2003 Lavoce.info si legge gratis, costa poco, ha finanziamenti minimi, trasparenti e pubblicati sul web. A mio parere è caso classico di un servizio il cui valore per la società non viene catturato dal mercato ma è importante. Un’esternalità positiva. Nel suo libro sulla Libertà (The future of freedom, Norton, 2003), Fareed Zakaria dedica grande attenzione a questo tipo di media: di alta qualità , sostenuti su base volontaria, destinati a pochi lettori, ma tuttavia essenziali nel gioco democratico. Grazie dunque a Francesco, a Tito e a tutti quelli che contribuiscono con passione e intelligenza. Quando leggiamo e riflettiamo, anche quando dissentiamo, hanno fatto un buon lavoro. Un consiglio: perché non creare una sezione sui libri: non recensioni, ma brevissimi consigli di lettura?
Presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas 4 luglio 2003 Lavoce.info è uno strumento utilissimo di apprendimento e aggiornamento. Se ne ricava un’informazione ricca e abbastanza oggettiva. Col tempo si potranno evidenziare anche meglio le diverse opinioni cercando le origini delle differenze (diversità di analisi o di obiettivi politici o di pesi assegnati ai vari obiettivi o di orizzonte temporale e così via). Vorrei che continuasse a crescere, organizzando i suoi contenuti in modo sempre più sistematico, per la consultazione.
Segretario generale della CISL 4 luglio 2003 Conosciamo e abbiamo apprezzato più volte, vivamente, il lavoro informativo e formativo de lavoce.info, uno strumento utile e stimolante per tutto il mondo il lavoro. Naturalmente, per un sindacalista, è doveroso ammettere che a volte siamo stati d’accordo con le frequenti analisi economiche della rivista, mentre in altre occasioni lo siamo stati meno. Ma questo è il bello della democrazia, perchè è proprio da questo libero ed autonomo intreccio di posizioni, pareri, analisi, che scaturisce il dialogo tra i vari soggetti sociali e si concretizzano le necessarie riforme sociali ed economiche . Per queste ragioni, auguro Buon Compleanno al Vostro sito, nella certezza che il Vostro lavoro sia ancora più proficuo ed utile ,di quanto già lo sia, per tutto il mondo dell’informazione.
Capo dell’unità Italia, Spagna, Irlanda 1 Luglio 2003 In un anno lavoce.info ha saputo imporsi come “required reading” per gli osservatori dell’economia e della cosa pubblica italiane, in Italia e fuori d’Italia. Non tutti i giorni mi riesce di scorrere la stampa italiana, ma non manco mai di gettare un occhio all’ aggiornamento degli interventi su lavoce.info.
Direzione generale affari economici e finanziari, Commissione europea,Bruxelles
European Commission – DG Economic and Financial Affairs, Public Finances
8 luglio 2003
Non posso che unirmi ai complimenti. Trovo lavoce.info un modo per tenermi
rapidamente informato, anche e sopratutto sui temi che non seguo
quotidianamente per lavoro. Quando apro il sito, so che trovero’ buona
informazione, competenza e soprattutto liberta’ di opinione.
Amministratore Delegato della Laterza Editori 2 Luglio 2003 Mi sono iscritto alla mailing-list di lavoce.info abbastanza presto e ho trovato subito l’iniziativa utile e necessaria. Utile per la velocità di elaborazione, l’equilibrio e l’indipendenza di giudizio dei commenti e interventi sui principali temi del dibattito politico ed economico. Necessaria perché tutela uno spazio di discussione in cui il pluralismo delle opinioni e degli orientamenti è messo a valore. Cosa non funziona? Mi sembrano pochi e sporadici i «commenti sulla notizia»: gli utenti della mailing list non manifestano l’esigenza di uno spazio di confronto. Poco funzionali, infine, gli invii che raccolgono interventi su due o più temi: non consentono di indicare come sarebbe auspicabile un unico «oggetto» in intestazione e rendono frammentaria la lettura e, soprattutto, l’archiviazione personale dei materiali.