Un nuovo decreto chiarisce alcune regole del Testo unico sulle società a partecipazione pubblica e detta regole più precise per quanto riguarda la gestione del personale e la reinternalizzazione dei servizi. Ma alcuni snodi rimangono problematici.
Una nuova forma di decontribuzione è allo studio del governo per la legge di bilancio 2018. Si tratterebbe di sgravi fiscali per le imprese che assumono giovani a tempo indeterminato. La misura è già rodata e per questo è fondamentale non ripetere gli errori del passato.
Il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli propone di alzare l’obbligo scolastico a 18 anni. Bisogna ricordare che individui più istruiti formano una società migliore. Ma non è scontato che più anni di istruzione formeranno individui con più competenze.
Per sostenere l’occupazione giovanile il governo vuole finanziare con risorse pubbliche i contributi in busta paga dei giovani neo-assunti a tempo indeterminato. Un incentivo che nel recente passato ha aumentato i posti di lavoro. Poi però, come si è visto, l’effetto finisce. A meno che le misure temporanee non diventino permanenti. Ai giovani pensa, ovviamente, anche la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli che lancia la proposta di estendere l’obbligo scolastico ai 18 anni di età . Bella idea se il tempo aggiuntivo sarà speso bene, con l’aiuto di insegnanti validi e motivati.
A Jackson Hole, al ritrovo annuale dei banchieri centrali, Mario Draghi ha parlato d’altro: di come rafforzare la crescita senza alzare steccati tra paesi. Tra le righe ha però anche fatto intendere che, pensando al Qe, il tema è come estenderlo, non come farlo finire sul più bello.
Mentre l’Europa invecchia, diversi paesi del Sud del mondo continuano a registrare tassi di natalità impressionanti. Da anni si parla poco del controllo demografico, eppure il problema è destinato a esplodere, annodato com’è con quelli di povertà , cooperazione allo sviluppo e migrazioni.
Un disegno di legge approvato dalla Camera e presto sottoposto al Senato diminuisce il rigore nei confronti del debitore inadempiente. Non vuole essere una scelta buonista, ma mirata all’efficienza economica. Che ha però un rovescio della medaglia e potrebbe produrre effetti negativi.
Convegno de lavoce.info
Il convegno annuale, con una parte riservata agli affezionati amici/donatori de lavoce, si terrà la mattina di lunedì 18 settembre a Milano presso l’Università Cattolica. Parleremo di banche italiane, populismo e Brexit. E anche di una ricerca sull’identikit dei nostri finanziatori. Ecco il programma. Vi aspettiamo!
Il discorso di Mario Draghi nel tradizionale incontro dei banchieri centrali a Jackson Hole ha deluso molti commentatori. Che si aspettavano indicazioni precise sulla fine del Qe. Ma a ben vedere, qualcosa di importante a riguardo è stato detto.
Mentre l’Europa e molti paesi occidentali sono alle prese con l’invecchiamento demografico, la popolazione mondiale continua a crescere. Il tema non è certo nuovo, ma va affrontato nell’ambito di politiche di sviluppo basate sulla crescita economica.
Nel progetto di riforma della legge fallimentare è evidente un atteggiamento di crescente favore per le tecniche di esdebitazione del debitore insolvente. Ma è una scelta normativa che suscita perplessità per gli effetti negativi che potrebbe produrre.
Nel secondo trimestre 2017 accelera la crescita in Italia e in Europa. In corso da dieci trimestri, quella del nostro paese è la più lunga ripresa degli ultimi 25 anni. Ma è una ripresa lenta che lascia l’economia italiana ancora lontana dai livelli pre-crisi.
Nel processo di ricerca, da parte di Fca, di una dimensione minima di sicurezza, si affaccia un nuovo scenario. Quello di essere acquisita da Great Wall Motors, produttore cinese di auto. Evento improbabile, sia per motivi di sostenibilità economica che di politica europea.