Il ministro Maria Chiara Carrozza espone la sua visione e i suoi piani su valutazione della ricerca, università, governance degli atenei, scuola e lavoro, fuga e rientro dei cervelli.
L’accordo Indesit allontana i licenziamenti e prevede investimenti in innovazione e mantenimento in Italia delle fasi del lavoro a più alto valore aggiunto. Ma in assenza di un cambiamento negli stili di management e nei contratti di lavoro non ha le gambe per camminare. Anche perchè l’innovazione tecnologica nelle imprese italiane richiede pratiche meritocratiche in ogni rapporto di lavoro, dal più basso al più alto, e maggiore mobilità del lavoro.
Governo e Parlamento continuano ad alimentare voci su interventi sul nostro sistema pensionistico. In un Dossier i più recenti interventi pubblicati su lavoce.info.
L’economia sommersa è la causa principale dell’abnorme pressione fiscale italiana. E la pressione fiscale alta spinge nel sommerso molte attività. Un circolo vizioso che si può spezzare abbassando le tasse.
Quanto è utile per conquistare il voto degli elettori andare a incontrarli per strada? Come usare radio e tv in modo proficuo? Quali fattori determinano le scelte elettorali dei cittadini? L’esperienza dell’ultima consultazione per il sindaco di Roma.
Una lettera del presidente del Consiglio regionale piemontese e la replica di Roberto Perotti, autore di “Piemonte e Veneto, così si esagera”.
Il commento di Chiara Lisciandra, ricercatrice, su “Un modello catalano per la ricerca” di Boeri e Jappelli
Il piano industriale alla base dell’accordo Indesit imbocca l’unica strada percorribile perché l’Italia resti centrale nelle attività delle grandi aziende manifatturiere, mantenendo alti livelli di occupazione. Ma ci sono importanti questioni irrisolte.
L’Italia registra un notevole ritardo nell’adozione dell’Ict. Ridurre la rigidità del mercato del lavoro non è sufficiente se la gestione delle risorse umane all’interno delle imprese resta ancorata a vecchi modelli poco meritocratici. Il male italiano, la cattiva allocazione delle risorse.
Il presidente del Consiglio Regionale del Piemonte, Valerio Cattaneo, solleva 5 obiezioni principali al mio articolo. Ecco le mie risposte. Le asserzioni del presidente Valerio Cattaneo sono tra virgolette.
L’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti è vantaggiosa per una migliore selezione dei candidati, ma rischiosa perché questi possono essere condizionati dai privati. Era necessario dare un segnale sui costi della politica. Ma si tratta davvero di un segnale?
La pressione fiscale in Italia è di cinque punti superiore alla media europea. Ridurla e nello stesso tempo migliorare la finanza pubblica in modo permanente, stimolando la crescita, si può. Ma è necessario affiancare alla diminuzione delle aliquote una politica credibile di lotta all’evasione.
Sono una ricercatrice italiana in filosofia. A settembre mi sono trasferita a Helsinki dopo un dottorato in Olanda con periodi di ricerca presso altre università straniere.
L’Inps ha tutti gli strumenti per fornire ai lavoratori italiani una stima precisa della loro futura pensione. Ma ministero e istituto di previdenza mantengono un silenzio colpevole, penalizzando così i cittadini che più hanno bisogno di quelle informazioni. I rischi per la stabilità del sistema.
La Regione Piemonte risponde
Di punto
il 13/12/2013
in Commenti e repliche, Speciale - Spendere meno si può
A seguito della pubblicazione dell’articolo di Roberto Perotti “Piemonte e Veneto, così si esagera”, del 6 dicembre scorso, le chiedo di voler pubblicare le seguenti precisazioni, limitatamente alla situazione della Regione Piemonte.
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