Cosa accade quando si liberalizzano i contratti a tempo determinato come nel decreto sul lavoro appena varato, come primo atto del Governo Renzi? L’esperienza della Spagna è molto utile a riguardo. Nel 1984 il governo spagnolo liberalizzò i contratti a tempo determinato eliminando il requisito che l’attività svolta nell’ambito di questo contratto dovesse avere natura temporanea e rendendo ammissibili ripetute proroghe dello stesso contratto.
Il ddl approvato dal Senato non abolisce affatto le province. Si limita a svuotarle senza stabilire a chi andranno le loro funzioni, ripetendo gli errori del federalismo. Difficile superare i 150 milioni di risparmi. E le città metropolitane sono già quindici.
La programmazione delle reti trans-europee è stata rivista di recente. Soprattutto, sono calate le risorse a disposizione dall’Unione. I finanziamenti che restano saranno in buona parte destinati alle infrastrutture ferroviarie. L’Italia e i quattro corridoi.
Tutti o quasi, in Italia, si professano fautori della liberalizzazione del sistema economico: esponenti politici o semplici osservatori. Ma nessuna riforma strutturale è stata fatta. Nel frattempo, il nostro paese precipita nelle classifiche mondiali di libertà economica.
Il numero dei conti online è in crescita, anche in Italia. Ma colossi come Paypal e Google guardano già oltre: sfruttando i big data, potrebbero disegnare servizi bancari su misura per i clienti. Una grande opportunità di crescita, che presenta però qualche rischio per la privacy.
Mentre si rafforzano le spinte alla separazione e alla secessione in Europa, utile guardare all’esperienza della piccola ma molto variegata Confederazione Svizzera. Nel corso del tempo si è sviluppato un processo decisionale pragmatico e condiviso, né ideologico né verticistico e ben diverso dai complicati e oscuri patteggi che si svolgono a Bruxelles.
La questione dei cookie s’inserisce nel dibattito sulla tracciabilità dei dati online: strumenti utili o violazioni della privacy? Vero che gli utenti dispongono già di mezzi per cautelarsi, ma la direttiva europea sull’argomento va rivista. E accompagnata da una maggiore “educazione digitale”.
Gli svizzeri hanno capito che è necessario affrontare i problemi comuni in modo pragmatico e condiviso, pur rispettando le differenze culturali tra le diverse regioni. Un modello valido anche per l’Unione Europea.
La procedura di abilitazione scientifica nazionale per professore universitario di prima e seconda fascia si è praticamente conclusa. Il nuovo sistema di reclutamento riesce a superare la preferenza per i candidati interni rispetto agli esterni? Un primo bilancio.
Lo scoppio della Grande Recessione ha evidenziato, semmai ce ne fosse stato bisogno, tutte le inefficienze del nostro mercato del lavoro e non c’è governo che non sia intervenuto per modificarne il funzionamento.