Molti sostengono che se si considerano oltre alle indennità anche i rimborsi e tutte le misure di sostegno ai deputati, quelli italiani non costano al contribuente più di quelli europei. Almeno nei confronti dei deputati britannici, questa affermazione è falsa.
La Camera annuncia di “rinunciare” a 50 milioni dallo Stato. Ma se ne fa trasferire 40 da un altro fondo. Annuncia anche tante misure di risparmio: alcune sono minime, molte false. E tace sui tanti aumenti di spesa. Risultato: la spesa continua ad aumentare.
Per la Commissione europea la legge di stabilità non permette di rispettare le regole del patto di stabilità e crescita. Il problema è il debito e non il deficit. Facendo vere privatizzazioni avremo più flessibilità nel gestire il disavanzo.
La Camera dei deputati offre, una volta di più, un pessimo esempio agli italiani. Spende più delle proprie dotazioni, esaurendo il fondo che paga le indennità di fine rapporto. Alla fine dovrà, come sempre, intervenire il contribuente per ripianare il debito che si sta accumulando. Ma la pazienza dei contribuenti rispetto a una classe politica che non sa ridurre i propri costi ha un limite.
Nessuno parla più dei problemi che hanno portato a tragedie come Lampedusa. Bisogna cambiare le politiche d’asilo che oggi permettono di fare domanda solo a chi arriva da noi rischiando la propria vita. E capire che l’Europa ci aiuterà se avremo politiche più sostenibili e trasparenti sull’immigrazione economica.
Luigi Spaventa è scomparso meno di un anno fa e oggi un libro ricorda la sua storia di economista civile, divisa tra impegno accademico, politico e istituzionale.
Un commento di Giorgio Ragazzi all’articolo di Roberto Perotti “La Camera costa due volte e mezzo i Comuni britannici”
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Dopo la tragedia di Lampedusa, in Italia si è discusso di scafisti, progetti di corridoi umanitari e di aiuti dall’UE. Intanto, altri Stati partecipano ai programmi dell’Agenzia Onu per i rifugiati. Che permettono di riconoscere l’asilo a chi si trova provvisoriamente in un paese terzo.
Per anni l’Italia non ha avuto alcuna politica di accoglienza per i richiedenti asilo, mentre verso gli immigrati per motivi economici si è proceduto a colpi di sanatorie. Il regolamento di Dublino era anche la risposta a una sostanziale sottovalutazione del fenomeno. Serve un netto cambiamento.
Esce nelle librerie “Luigi Spaventa, un economista civile”. Per ricordare il grande economista a quasi un anno dalla scomparsa. E per ripercorrere una storia eccezionale, divisa tra impegno accademico, politico, istituzionale e gli affetti. Pubblichiamo qui l’introduzione.
Dopo più di 20 anni di tentativi di riforma costituzionale, il Parlamento ci riprova, e mentre la scena viene occupata dagli inconcludenti temi della riforma elettorale e della forma di governo, sullo sfondo resta la questione della Pubblica Amministrazione.
Il taglio dei tassi deciso dalla Bce la scorsa settimana è stato definito storico. Ma le borse non hanno festeggiato e i tassi di mercato a breve sono scesi di poco. Non è da qui che ripartirà la domanda nell’Eurozona. Le scelte che l’Unione dovrebbe fare per il bene dell’Europa.
Dopo l’analisi dei conti di Montecitorio, ecco la seconda puntata della nostra inchiesta sui costi della pubblica amministrazione. Questa volta andiamo a vedere come la Corte Costituzionale spende i soldi dei contribuenti. Male, a cominciare dagli stipendi d’oro ai giudici: circa tre volte quelli dei loro colleghi degli Stati Uniti. E ci sono molti altri pagamenti in natura assai poco trasparenti per una istituzione che dovrebbe essere cristallina.
Bene il taglio dei tassi della Bce. Ma la riduzione non serve ad allontanare lo spettro della deflazione. Perché il vero tasso che conta per l’allentamento della stretta creditizia è l’overnight sul mercato interbancario, cioè il vero costo della liquidità. E lo fissa il mercato.
Mentre Twitter quotata in borsa fa scintille, si diffonde sempre più questo strumento di comunicazione nella politica italiana. Vediamo quali partiti lo usano in modo più efficace.
Si continua a parlare con grossolanità di interventi sulle pensioni in essere, argomento molto delicato, facendo tra l’altro riferimento agli importi delle pensioni e non a quanto ricevuto complessivamente dai diversi pensionati. Pubblichiamo una tabella utile quanto meno a una discussione più informata.
Siamo sicuri che la vendita delle partecipazioni dello stato nelle imprese quotate contribuirebbe a ridurre il debito pubblico? Alcuni dati fanno riflettere. Apriamo il confronto.
Stipendi dei parlamentari: un primato italiano
Di Giorgio Ragazzi
il 15/11/2013
in Commenti e repliche
L’Istat, sotto la guida di Giovannini, aveva avuto l’incarico, ai sensi di una legge voluta da Tremonti, di calcolare i livelli retributivi dei parlamentari dei paesi europei con l’intento di adeguare le remunerazioni dei nostri alla media europea.
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