Liberarsi dalla tutela americana pare una necessità per l’Europa, vista la crescente inaffidabilità dell’alleato. Il Piano proposto dalla Commissione è forse un primo passo, ma appare inadeguato. Più promettente l’ipotesi di un gruppo di volenterosi.
Negli ultimi anni c’è stato un aumento significativo della spesa in contributi pubblici alle imprese, dovuto alla pandemia e alla crisi energetica. Un’analisi accurata della loro destinazione può servire a indirizzarli in modo più efficace, ora e in futuro.
Non ci sono molte squadre del Sud nel campionato di calcio di quest’anno. L’analisi dei bilanci di Roma, Napoli e Lecce rimanda tre diversi modelli di business. Complessa la situazione dei giallorossi, mentre per i partenopei c’è spazio per crescere.
Dieci anni fa c’è stata una riorganizzazione della geografia giudiziaria. La dimensione media dei tribunali è aumentata, come per i cittadini la distanza dagli uffici giudiziari. Il risultato? È diminuita la domanda di giustizia, ma è migliorata l’offerta.
Dopo le parole della presidente del Consiglio in Parlamento, infuriano le polemiche sul Manifesto di Ventotene, scritto nel 1941 da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni. Se può essere letto come la base del capitalismo europeo, oggi appare di particolare attualità la soluzione che il documento propone per evitare possibili conflitti futuri: la creazione di uno stato federale europeo. Mentre si tratta per la formazione del nuovo governo, in Germania il parlamento in uscita è chiamato a votare un pacchetto di misure per difesa e infrastrutture che segna un superamento del freno al debito sancito dalla costituzione tedesca. Ne deriverebbero benefici anche per gli altri paesi europei. Ma l’approvazione finale resta incerta. Nuove aliquote Irpef, riduzione dei contributi sociali per molti lavoratori dipendenti e Assegno di inclusione sono al centro dell’analisi del Rapporto Istat 2024 sulla redistribuzione del reddito. Se nei trasferimenti monetari non siamo lontani dai livelli degli altri paesi europei, è nelle forme di redistribuzione attraverso servizi che siamo molto indietro. La svolta anti-globalizzazione non riguarda solo l’amministrazione Trump, caratterizza tutte le più importanti democrazie avanzate. È il contraccolpo della globalizzazione, che ha creato vincitori e vinti nelle società occidentali e ha determinato un progressivo spostamento di elettori e partiti verso posizioni sempre più protezioniste e isolazioniste. Il 22 marzo si celebra la giornata mondiale dell’acqua. Cambiamenti climatici e scarsità della materia prima impongo ai sistemi idrici del nostro paese investimenti notevoli, con probabili aumenti della bolletta. Un’indagine sulla disponibilità dei consumatori a pagare di più per un servizio migliore rivela un paradosso. Invecchiamento della popolazione e allungamento della vita lavorativa richiedono nuovi approcci alla gestione delle risorse umane. Se ne trova un esempio interessante nel contratto collettivo “funzioni cruciali” della pubblica amministrazione, che prevede misure di age management per favorire un ambiente di lavoro più inclusivo, flessibile e sostenibile per le diverse fasce d’età.
Spesso un grafico vale più di tante parole: seguite la nostra rubrica “La parola ai grafici”.
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È in edicola e sul web il numero di marzo di eco dedicato alle discriminazioni e in particolare a quelle di genere: non sono solo profondamente ingiuste, ma ci privano di risorse umane importanti, minano la coesione sociale e peggiorano il benessere di tutti. Eppure, i programmi Dei – diversità, equità, inclusione – sono finiti sotto la scure dell’amministrazione Trump. eco, il mensile di economia diretto da Tito Boeri, vuole riprendere nella carta stampata la missione che lavoce.info svolge nel web: promuovere analisi basate sui dati, usando un linguaggio comprensibile, ma senza mai banalizzare la complessità dei problemi. Lavoce.info contribuisce regolarmente a eco con la rubrica “Grafico del mese”. Nell’uscita di marzo si concentra sul doppio carico di lavoro delle donne: quello retribuito nel mercato del lavoro e quello non retribuito, svolto tra le mura domestiche.
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In un Bundestag ridisegnato dalle elezioni di febbraio le modifiche costituzionali al “freno al debito” sono difficili. L’escamotage è far approvare un pacchetto per difesa e infrastrutture dal parlamento uscente. Ma la decisione finale è ancora in dubbio.
La voglia di protezionismo e isolazionismo non riguarda solo gli Usa di Trump. La si vede in molte democrazie occidentali, dove le conseguenze della globalizzazione e della crisi finanziaria hanno modificato il posizionamento di elettori e partiti.
Il servizio idrico integrato ha davanti a sé sfide difficili, che richiedono investimenti e dunque aumenti della bolletta. Con un paradosso sui consumatori disposti a pagare di più. Serve più informazione su cosa significa oggi gestione dell’acqua.
Il Rapporto Istat sulla redistribuzione del reddito dà il quadro della situazione dopo i cambiamenti su imposte, contributi e trasferimenti alle famiglie. Non abbiamo però dati sui trasferimenti sotto forma di servizi, oggi importanti come quelli monetari.