Il blocco dello Stretto di Hormuz ha già provocato rincari di petrolio e gas. Ma gli effetti sistemici della guerra dipenderanno dalla sua durata e dal suo esito. L’unica previsione possibile riguarda un’incertezza globale che appare destinata a durare.

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La situazione spiegata in un’immagine

Le foto satellitari dello Stretto di Hormuz, con i grappoli di navi raccolte nella fascia di mare a Nord e a Sud del collo di bottiglia che nessuna petroliera o portacontainer si arrischia ad attraversare, raccontano in modo sintetico l’effetto che l’attacco degli Stati Uniti e di Israele alla Repubblica Islamica sta provocando sui mercati dell’energia. Per quel braccio di mare, in condizioni normali, passa un quinto del petrolio mondiale, e il Qatar è uno dei maggiori esportatori di gas naturale liquefatto. Questi flussi sono sostanzialmente fermi dall’inizio della guerra, interrompendo un traffico giornaliero che contava circa 80 supertanker di petrolio e 160 tra cargo e portacontainer.

Prezzi in rapido aumento

Per comprendere la portata e l’impatto regionale del blocco è importante tenere conto che circa l’80 per cento del petrolio che transitava dal Golfo Persico si dirigeva verso le grandi economie del continente asiatico, Cina, India, Sud Corea e Giappone. Queste sono quindi le prime a essere colpite direttamente dall’interruzione delle forniture.

Ma il trasporto di petrolio e di gas naturale, avvenendo via mare, si colloca all’interno di un mercato di dimensione mondiale, propagando il forte squilibrio che si è generato per l’insieme delle transazioni globali. Lo si è visto attraverso il rapido incremento del prezzo del petrolio, aumentato in pochi giorni del 12-15 per cento. Il gas naturale ha conosciuto un aumento anche maggiore sul mercato olandese Ttf, prefigurando la possibilità di una nuova crisi del gas dopo quella del 2021-2023 legata all’invasione dell’Ucraina, dove il crollo delle importazioni europee nasceva dalla decisione di tagliare drasticamente gli acquisti dalla Russia.
Parlando di input energetici primari, l’impatto dei rincari potrà propagarsi, se la guerra non terminerà rapidamente, non solo dal punto di vista geografico ma all’interno delle diverse economie, con una spinta inflattiva potenziale attraverso i diversi settori.

La Cina e la perdita di fornitori di petrolio
Gli effetti, peraltro, appaiono più penalizzanti per i paesi e le aree economiche importatrici nette di input energetici, tra cui l’Europa figura in modo marcato, ma che include anche alcuni paesi asiatici, mentre potrebbero avere un impatto di segno opposto per i paesi esportatori di petrolio e di gas che non si trovino vincolati dal blocco dello Stretto di Hormuz, Stati Uniti e Russia in primo luogo. La Cina, in poco più di un mese, ha perso l’accesso a due fornitori importanti di petrolio quali il Venezuela e, ora, i paesi del Golfo Persico e in particolare l’Iran. Pur nell’esercizio difficile di trovare una lungimiranza strategica nelle mosse del presidente americano, questo effetto causato da due scelte unilaterali della Casa Bianca, potrebbe essere una, anche se non l’unica, motivazione.    

L’Europa si trova ancora una volta a fronteggiare una emergenza che mette in luce i limiti di una area economica priva di sufficienti risorse energetiche interne, così come le difficoltà di sviluppare una diversificazione delle fonti che comunque richiede di rivolgersi a un numero limitato di alternative. Ridotti drasticamente i flussi dai gasdotti russi, le importazioni di gas naturale liquefatto, più costoso e legato alle tensioni globali del mercato, hanno visto crescere il peso dei flussi dagli Stati Uniti, proprio in una fase dove, in modo disinvolto, i flussi commerciali vengono usati quale arma di pressione politica. L’importanza degli attuali squilibri e i loro potenziali effetti sistemici dipenderanno in buona parte dalla durata e dall’esito del conflitto, due fattori sui quali oggi non è possibile fare previsioni. Se non quella di un mondo stabilmente caratterizzato da una incertezza elevata, alimentata di mese in mese da nuovi eventi e nuovi protagonisti. 

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