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Sostegni più accessibili se la procedura è semplice*

Spesso le misure di sostegno non raggiungono tutti i possibili beneficiari per la complessità di richiederle. L’erogazione automatica delle prestazioni permette di garantire l’accesso, indipendentemente dalla situazione economica o sociale dei cittadini.

Il vantaggio di semplificare le procedure

Un ampio numero di studi ha documentato come molte politiche sociali presentino un basso take up (ovvero, un limitato numero di richiedenti in rapporto alla popolazione che ne avrebbe diritto) a causa della mancanza di informazioni sulla disponibilità dei programmi, della insufficiente familiarità con le regole di ammissibilità o di altri costi associati alla formulazione della richiesta (si veda qui e qui). Numerose ricerche, d’altro canto, hanno dimostrato che, per vari programmi, l’adozione dell’iscrizione automatica, la semplificazione delle informazioni richieste o la riduzione dei passaggi decisionali necessari per l’iscrizione aumentano significativamente i tassi di partecipazione (si veda qui).

Reddito di cittadinanza e Assegno unico universale

Queste evidenze hanno spinto molti paesi e molti enti a semplificare le procedure di presentazione della domanda e ad aumentare la visibilità dei programmi. Allo scopo di quantificare i benefici che possono derivare da questo sistema volto a semplificare e ridurre i passaggi decisionali finalizzati all’ottenimento di una prestazione abbiamo esaminato il comportamento degli ex-percettori del Reddito di cittadinanza che, cessando di essere beneficiari del Rdc, hanno smesso di ricevere automaticamente anche l’Assegno unico universale (Auu) come integrazione alla misura.

Come descritto nel XXII rapporto annuale dell’Inps, nel 2022 il pagamento dell’Auu veniva erogato in automatico ai percettori del Reddito di cittadinanza. Tuttavia, in caso di revoca o decadenza del Rdc era necessario presentare domanda per continuare a ricevere l’assegno per ciascun figlio. A causa della mancanza di informazioni o di altri ostacoli, la transizione può avere impedito a non pochi di percepire l’Auu per alcuni mesi.

Dei soggetti esaminati (beneficiari dell’Auu che inizialmente lo ricevevano automaticamente e successivamente, a seguito di revoca o decadenza del Rdc, avrebbero dovuto fare domanda), il 65,63 per cento ha presentato immediatamente la domanda senza interruzione nell’erogazione dei sussidi mensili. Tuttavia, come evidenziato in tabella 1, il 15,67 per cento è rimasto scoperto per un mese, che salgono a due mesi per il 6,89 per cento dei beneficiari e a tre mesi per il 5,76 per cento. Il costo in termini di mancato assegno diventa ancora più elevato, equivalente a quattro mesi, per il 3,04 per cento del campione e superiore a quattro mesi per il rimanente 3 per cento.

La carenza di informazioni e di supporto nella compilazione della domanda di Auu sembra essere più rilevante per le famiglie a reddito molto basso. Infatti, suddividendo il campione in base alla situazione economica accertata attraverso la dichiarazione Isee, emerge una relazione decrescente tra la percentuale di individui che non fanno immediatamente domanda di Auu dopo la decadenza/revoca di Rdc e il valore dell’Isee. Come si può notare dal pannello destro della figura 1, la percentuale è di circa il 50 per cento per valori di Isee che ricadono nei primi quattro decili della distribuzione dei percettori di Rdc uscenti (inferiori a circa 4.500 euro), scende a circa il 30 per cento per coloro che presentano un Isee che li colloca al sesto decile e raggiunge valori di circa il 20 per cento per chi si colloca nella parte più alta della distribuzione. Inoltre, come mostra il pannello destro della figura 1, per coloro che non riescono a traslare con continuità da un sistema all’altro, il numero medio di mesi che trascorrono dalla decadenza/revoca fino al momento della richiesta di Auu è pari a circa 2,5 per i beneficiari a reddito più basso e si accorcia a 0,5 mesi per coloro che hanno un Isee che li colloca sopra al sesto decile della distribuzione.

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Figura 1 – Percentuale media di ex-percettori Rdc con mesi di fruizione mancanti e numero medio di mesi mancanti

Le differenze territoriali

Come ulteriore approfondimento, abbiamo analizzato questi aspetti tenendo conto delle aree geografiche di erogazione del Rdc. Per quel che riguarda la distribuzione territoriale, gli individui che perdono alcuni mesi di Auu durante il passaggio dal sistema automatico a quello basato su domanda sono concentrati principalmente nelle province del Nord Italia. Inoltre, il numero medio di mensilità perse è maggiore nelle province del Nord. Ciò potrebbe essere spiegato dal fatto che in quest’area del paese, caratterizzata da una minore incidenza di percettori di Rdc e da un minore take-up dell’Auu, si attiva meno la diffusione delle informazioni tra utenti e, di conseguenza, gli individui impiegano più tempo a espletare gli adempimenti necessari per ottenere l’Auu. Un’altra possibile spiegazione potrebbe riguardare le migliori condizioni economiche che contraddistinguono queste aree, che possono rendere meno urgente la presentazione della domanda.

Le evidenze presentate mettono in luce chiaramente i vantaggi derivanti dalla semplificazione delle procedure e dimostrano come un approccio proattivo, che include l’erogazione automatica delle prestazioni, rappresenti un passo significativo verso l’obiettivo di garantire l’accesso alle opportunità di sostegno offerte dallo stato a tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro situazione economica o sociale.

In coerenza con queste considerazioni, l’Inps ha provveduto a modificare il sistema di erogazione dell’Auu agli ex percettori di Rdc, prevedendo che quanto spettante a titolo di Assegno unico sia accreditato direttamente sulla carta Rdc (mantenuta attiva). Ciò fa parte di una strategia più ampia tesa a semplificare la vita dei cittadini e permettere loro un facile accesso ai servizi, che si è concretizzata con l’attivazione di una serie di funzionalità che consentono la fornitura di varie prestazioni e servizi in modalità proattiva. Questo sistema permette all’Istituto, quando si verifica una circostanza che dà diritto a una prestazione, di comunicare all’interessato la possibilità di presentare domanda; permette altresì di informare gli utenti, che già percepiscono una prestazione, sulle scadenze rilevanti e sulla possibilità di servizi complementari. Si tratta, a nostro parere, di uno sforzo importante mirato a colmare il divario tra i diritti esistenti e la loro effettiva fruizione, assicurando che i benefici sociali raggiungano chi ne ha più bisogno.

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* Questo articolo viene pubblicato in contemporanea su Menabò di Etica ed Economia.

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  1. Savino

    Durante l’epoca covid volevano regalarci, tra l’altro un saturimetro. Ma è di tutt’altro che la gente sconfortata ha bisogno, che i nostri giovani delusi e sconfitti hanno bisogno, che i nostri anziani lasciati soli hanno bisogno. Questo non vuol dire ripugnare la scienza medica, ma vuol dire affrontare i problemi anche medici con un approccio diverso. Aver avuto supporto psicologico durante l’epoca covid e anche prima avrebbe salvato delle vite.

  2. claudio martinelli

    Le funzioni legislative in materia di assistenza sociale sono di competenza esclusiva delle regioni; quelle amministrative sono assegnate ai comuni. Titolo 5 della costituzione. Credo che il Parlamento lo abbia dimenticato.

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