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Autore: Desk Pagina 140 di 203

Il desk de lavoce.info è composto da ragazzi e ragazze che si occupano della gestione operativa del sito internet e dei social network e delle attività redazionali e di assistenza alla ricerca. Inoltre, sono curati dal desk il podcast e le rubriche del fact checking, de "La parola ai grafici" e de "La parola ai numeri".

La risposta del Ministro Giulio Santagata

Gentile Redazione,

ieri, sul sito lavoce.info e ripreso dal quotidiano La Repubblica, Tito Boeri e Pietro Garibaldi hanno emesso una sentenza lapidaria sul disegno di legge finanziaria appena approvato dal Governo Prodi: la loro opinione è che il 2007, dal punto di vista del risanamento finanziario, rappresenta l’anno della grande occasione sprecata. Ma ne siamo certi?

Rispetto a poco più di un anno fa le finanze pubbliche italiane sono pienamente tornate sotto controllo. Dopo quattro anni consecutivi di sforamento dei parametri europei, nel 2007 il disavanzo pubblico è finalmente rientrato sotto la soglia del 3% del PIL, su un valore (2,4%) che risulta essere il migliore risultato da sette anni a questa parte. Anche più contenuto di quanto recentemente concordato in sede europea. L’avanzo primario – il saldo di bilancio al netto della spesa per interessi – praticamente annullato dal precedente Governo, risale al 2,5% del PIL. Il debito pubblico rispetto al PIL, dopo due anni di aumenti, riprende a calare. Quest’inversione di tendenza netta è frutto di un serio e costante lavoro di contrasto all’evasione fiscale e di un rinnovato controllo sulle spese. Certo, se non avessimo restituito ai cittadini più poveri parte dell’extra gettito o se avessimo limitato le spese per investimenti, i saldi per il 2007 potevano essere ancora migliori. Nella costruzione della manovra, però, abbiamo tenuto conto di una fase congiunturale che non consigliava un intervento di finanza pubblica orientato unicamente in senso restrittivo, della necessità di sostenere i redditi più bassi e di investire sul futuro concentrando più risorse sulle infrastrutture.

Boeri e Garibaldi valutano l’andamento delle spese in relazione al forte recupero di gettito fiscale e considerano realizzata la loro previsione che «le maggiori entrate avrebbero finito per legittimare nuove spese». Dalla tabella da loro riportata (sul sito www.lavoce.info) emerge chiaramente, invece, che nel 2007, a fronte di una pressione fiscale salita di 0,8 punti (a parità di aliquote e esclusivamente grazie al recupero di evasione), le spese correnti primarie sono rimaste immutate al 39,9% del PIL. Le maggiori entrate si sono tradotte in un aumento dell’avanzo primario: proprio come ogni buon libro di economia suggerirebbe.

Facciamo un passo indietro: nella scorsa legislatura la spesa corrente primaria è cresciuta inesorabilmente anno dopo anno dal 37,3% del 2000 al 39,9% del 2005. Ridurre progressivamente e soprattutto riqualificare le nostre spese pubbliche, rendendole più rispondenti alle esigenze di lavoratori, famiglie e imprese, costituisce un obiettivo centrale del Governo. Essere riusciti a fermare una dinamica di aumento insostenibile (e quasi incontrollata) delle spese è un primo risultato importante. E anche l’intervento sui residui passivi previsto dalla finanziaria – che affronta una delle questioni centrali della capacità di spesa effettiva delle amministrazioni, sottolineata dalla presenza nel bilancio pubblico di residui passivi per decine di miliardi di euro – comporta una riduzione strutturale dei volumi di spesa.

Secondo i due economisti, «se il provvedimento a favore delle famiglie più deboli può essere desiderabile e opportuno, è ipocrita classificarlo come riduzione di tasse». E perché mai regole contabili europee sistematicamente utilizzate in altri paesi dovrebbero non essere applicate all’Italia?

Per concludere: nella nuova finanziaria vi sono misure strutturali di semplificazione e razionalizzazione sul piano fiscale (riduzione delle aliquote Ires sulla base di un modello già sperimentato anche in Germania). Un autentico esempio delle tanto invocate riforme strutturali i cui effetti positivi sullo sviluppo saranno assai più chiari ed evidenti di quanto oggi possano ritenere Boeri e Garibaldi.

Corsi e ricorsi: Via l’Ici sulla prima casa?

A volte ritornano. Dal governo in affanno riemerge la proposta dell’abolizione dell’Ici lanciata, prima delle elezioni, dallÂ’allora Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Giusto quindi ricordare quanto scrivemmo in quell’occasione.”

Dossier: l’Opa europea

L’Italia recepisce la direttiva sulle offerte pubbliche. Arriviamo con un anno di ritardo rispetto al termine posto da Bruxelles e dopo che tutti gli altri paesi europei hanno già provveduto a cambiare i loro ordinamenti. Ma anche dopo un dibattito vivace in cui si sono confrontate proposte di riforma e difesa delle norme del Testo unico della finanza che (una volta tanto) sono fra le più liberali d’Europa. Ecco gli interventi su lavoce.info di Filippo Cavazzuti, Salvatore Bragantini, Marco Onado, Alfredo Macchiati, Renzo Costi.

Sommario 11 settembre 2007

Il Libro verde sulla spesa pubblica del ministero dell’Economia è una ammissione di impotenza nel tagliare la spesa pubblica. Bene allora chiedersi come verranno coperti i 14 miliardi di spese eventuali. Speriamo che non ci siano nuove una tantum.
Sta per essere recepita la direttiva europea sull’Opa. La Spagna ci ha preceduti a luglio, con un provvedimento che merita di essere preso ad esempio. Borsa Italiana ha appena introdotto nuove regole per ostacolare i gruppi piramidali. Ma immediatamente una società ha varato un’operazione che aggira la norma. Forse l’unico strumento efficace, in questo caso, è quello fiscale.
Come mai la Gran Bretagna può diventare un paradiso fiscale per Valentino Rossi e per altri campioni dello sport? L’elusione delle imposte si basa sulla distinzione tra residenti e residenti non domiciliati. Ma il fisco italiano ha qualche strumento per contrastarla.

Aggiornamento: Il buon maestro è severo di Stefano M. Iacus e Giuseppe Porro; Scuole, voti e competenze di Valentino Dardanoni, Salvatore ModicaAline Pennisi.
Il “taglia e duplica” del Ministero dell’Ambiente di Giovanna Landi.

La crisi nata dai Subprime

Pubblichiamo una raccolta di interventi pubblicati in seguito alla crisi dei mercati finanziari innsescata dai subprime. Interventi di Luigi Spaventa, Francesco Vella, Tommaso Monacelli, Tito Boeri e Luigi Guiso, Stephen Cecchetti, Marco Onado.

Sommario 5 settembre 2007

A poco più di un anno dall’ultimo indulto documentiamo un forte incremento dei crimini: le rapine in banca sono aumentate fino al 70 per cento. Non è la prima volta. Alle scarcerazioni per sovraffollamento delle prigioni segue inevitabilmente un forte incremento dei crimini; poi le carceri tornano rapidamente a ripopolarsi. Se non si vogliono costruire nuove carceri, si pensi almeno a essere più selettivi nelle scarcerazioni, non estendendole a crimini e detenuti recidivi. Chi sono i terroristi? Il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso dalla mafia 25 anni fa, aveva capito che i terroristi sono tutt’altro che dei disperati. Si tratta di fanatici, sospinti dall’ideologia. L’analisi delle biografie dei terroristi in molti paesi conferma questa intuizione.
Gli incendi devastano il nostro paese non solo perché il patrimonio forestale è stato abbandonato, ma anche perché serve a fare aumentare gli addetti e la burocrazia della forestale. Poi, come in Sicilia, queste strutture vanno in vacanza proprio nei mesi degli incendi.
L’esenzione dall’Ici crea un privilegio un privilegio per la Chiesa in contrasto con il Trattato dell’Unione Europea e con la politica della Commissione di Bruxelles sugli aiuti di Stato. Perché in Italia nessuno ne parla?
In Francia si discute come riformare il mercato del lavoro. Ecco una proposta in quattro punti per ridurre la disoccupazione e stimolare la crescita economica. Alcune indicazioni sono valide anche per lÂ’Italia.

Sommario 29 agosto 2007

L’altra faccia della crisi finanziaria: il popolo dei subprime, coloro che non hanno requisiti di solvibilità, sottoscrivono contratti con clausole molto penalizzanti senza saperlo. Importante investire non solo nell’alfabetizzazione finanziaria ma anche nell’assistenza e consulenza nei confronti dei mutuatari. La crisi sembra di tipo estensivo-benigno: un rischio limitato sparso su un grande numero di paesi ed investitori. Le iniziali reazioni dei mercati forse segnalano la novità della crisi piuttosto che la sua oggettiva gravità. Anche se le banche potrebbero essere piu’ esposte di quanto si ritenga perche’ fino a 200 miliardi di dollari di loro crediti (per lo piu’ a private equity) sono a rischio.
Come i fondi pensione possono servire allo sviluppo di un mercato finanziario: l’esperienza dell’Australia. Bene prendere nota. Cresce la concentrazione e il potere di mercato nell’editoria scientifica. Così nonostante le innovazioni tecnologiche che abbattono i costi, i prezzi continuano a salire.

In ricordo di Bruno Trentin, scomparso nei giorni scorsi, riproponiamo un suo dialogo con Pietro Ichino di grande attualità.

Aggiornamento: Ici, Chiesa e privilegi, di Andrea Carinci e Thomas Tassani 

Sommario 21 agosto 2007

Vengono al pettine i nodi della politica dei bassi tassi d’interesse seguita per troppo tempo da Alan Greenspan, ex-presidente della Federal Reserve. E’ questa, infatti, la causa principale dell’attuale crisi dei mercati finanziari. Speriamo che Bernanke non ripeta lo stesso errore. Per meglio capire il terremoto originato dai prestiti subprime, una serie di domande e risposte su come intervengono le banche centrali. Una dieta del credito era necessaria, ma quelli che pagheranno il conto più salato rischiano di essere gli investitori finali, non le banche che negli anni passati hanno realizzato profitti da record.
I manager d’impresa americani lavorano meglio di quelli europei: la loro attività ha un forte impatto sulla produttività delle aziende. Di qui una delle cause della maggiore crescita degli Stati Uniti. Ci sono invece tre miti sulla ricerca in America che vanno sfatati per impostare correttamente il dibattito sulla ricerca in Italia.
Il Governo ha rimesso mano al dossier sul federalismo fiscale. Ne uscirà una buona legge? Ecco i pro, i contro e i rischi del nuovo progetto.

Sommario 7 agosto 2007

Rischiano di essere i giovani i grandi esclusi dalla previdenza complementare dopo la scadenza della scelta sulla destinazione del Trattamento di fine rapporto (Tfr). Si può riparare a questo paradosso aprendo i fondi contrattuali e incentivando le adesioni collettive ai fondi pensione aperti. Il contratto di lavoro intermittente, o lavoro a chiamata, è uno dei più controversi. Quanto viene utilizzato? In quali forme e in quali settori? I dati disponibili (sul Veneto) aiutano a rispondere e danno informazioni su un oggetto quasi misterioso.
Sulla gestione regionale della sanità Moody’s valuta positivamente i meccanismi sanzionatori automatici e i piani di rientro dai deficit. Ma non nasconde qualche diffidenza. Bisogna capire se lo Stato interverrà sempre e comunque a coprire le perdite.
Perché le economie di paesi senza democrazia, come la Cina, crescono e altre no? Non tutte le autocrazie sono uguali: le buone politiche si sviluppano generalmente dove il sistema di potere è articolato in gruppi forti e saldi e non dove tutto dipende solo da un dittatore.
E’ opinione diffusa che gli investimenti esteri in Italia siano pochi. Leggendo le classifiche, però, si può scoprire in quali settori effettivamente scarseggiano, in quali no e dove vengono avversati. Le imprese italiane fanno anche acquisizioni oltre frontiera: come Mediaset, che ha comprato Endemol, società di elaborazione di format televisivi. Ma cos’è esattamente un format? E come è tutelato giuridicamente?

Aggiornamento: Crisi dei subprime: cosa non funziona di Marco Onado

Sommario 1 agosto 2007

I lavoratori delle grandi imprese hanno scelto a maggioranza di destinare il Trattamento di fine rapporto alla previdenza integrativa. Ma non quelli delle piccole imprese, in cui sono concentrati i piu’ giovani, quelli che hanno maggiore bisogno di crearsi una previdenza integrativa.  Ecco il primo bilancio, parziale, della decisione sul Tfr che scadeva il 30 giugno scorso.
Conviene ridurre le tasse sul lavoro straordinario, come ha fatto Sarkozy in Francia e come propone il protocollo d’intesa firmato il 23 luglio scorso in Italia? Molti i dubbi a riguardo.
Lo sportello unico per le imprese non ha funzionato. Ora sono all’esame del Parlamento alcune norme di semplificazione dello start-up di attività produttive. Che cosa promettono e a quali condizioni funzioneranno.
Una tradizionale regola antitrust americana vietava l’imposizione da parte del produttore di un prezzo minimo alla distribuzione. La Corte Suprema l’ha cancellata. Ora si valuterà caso per caso. Come si tutelano meglio i consumatori? E che orientamento prenderà l’Europa?
C’è una forte differenza tra regione e regione nei test d’ingresso alla facoltà di Medicina. Forse sarebbe più equo e conveniente fare un’unica graduatoria nazionale. Per il reclutamento dei ricercatori universitari il ministro Mussi vuole cambiare le regole. Bene alcune innovazioni sul modello anglosassone. Ma non bastano e in tutto l’impianto si coglie la diffidenza verso il mercato.

Aggiornamento: Il passaporto delle imprese italiane di Emilio Roncoroni
Quando il lavoro è intermittente di Bruno Anastasia

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