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Il desk de lavoce.info è composto da ragazzi e ragazze che si occupano della gestione operativa del sito internet e dei social network e delle attività redazionali e di assistenza alla ricerca. Inoltre, sono curati dal desk il podcast e le rubriche del fact checking, de "La parola ai grafici" e de "La parola ai numeri".

LETTERA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Raccogliendo il disagio diffuso per lo stato dell’Università italiana, gli studenti di Alternativa Democratica hanno cercato di far sentire la loro voce sull’argomento, approfittando dell’occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico in Bocconi. Il risultato della mobilitazione ha visto come soluzione la proposta, da parte dell’Università, di consegnare una lettera firmata da tutti i rappresentanti degli studenti nelle mani del Presidente della Repubblica. Questa iniziativa, che per la natura delle proposte come per i metodi messi in atto, avrebbe avuto per lo meno il merito di rappresentare una prospettiva riformista sull’argomento, è stata trattata dalla stampa con una certa superficialità. Invitiamo tutti i lettori al workshop che si terrà all’Università Bocconi il 14 novembre.

LA RISPOSTA DI RENATO BRUNETTA

Con la rilevazione pilota di luglio 2008 il Ministero per la pubblica amministrazione e lÂ’innovazione ha voluto fornire un primo monitoraggio degli effetti della nuova normativa, introdotta con il decreto legge n. 112 (Legge 6 agosto 2008, n. 133), sulle assenze per malattia dei dipendenti pubblici, a poche settimane dalla sua approvazione.
Certo: vi era la consapevolezza che l’assenza di un vero campione statistico poteva comportare il rischio (improbabile, a dire il vero) di distorsioni. Ma in quel momento l’obiettivo prioritario era capire – fin da subito – se la strada imboccata era quella giusta, e non solo quantificare con precisione gli effetti dell’intervento. In questi mesi, però, il nostro lavoro non si è fermato. Ad agosto, grazie al contributo fornito dall’Istat, il piano di indagine utilizzato per il monitoraggio delle assenze per malattia è stato ridisegnato sotto il profilo metodologico e operativo.
A partire dal mese di settembre, l’Istat ha provveduto a definire i disegni di campionamento per le amministrazioni pubbliche più numerose, con specifiche procedure per il trattamento delle mancate risposte, finalizzate a eliminare gli eventuali fenomeni di autoselezione. I risultati delle nuove rilevazioni sono disponibili alla pagina:

http://www.funzionepubblica.it/ministro/pdf_home/Monitoraggio_AgoSet08.pdf

Ringraziamo il ministro Brunetta per la risposta. Approfondiremo, nei prossimi giorni, i dettagli dell’indagine e la metodologia con cui è stata realizzata.

VERO O FALSO: I MIRACOLI DI SAN BRUNETTA

“In pochi mesi si è registrata una diminuzione di quasi il 50 per cento e non sono un taumaturgo” Renato Brunetta, Ministro per la pubblic amministrazione e l’innovazione nel corso della trasmissione “Faccia a faccia” su Radio3. Dichiarazione riportata nell’articolo “Brunetta: io meglio di Padre Pio apparso su La Repubblica”, 3 ottobre 2008;
Siamo più verso il 50% delle assenze in meno rispetto al settembre del 2007 che verso il 40%”,. ”E’ un miracolo?” ha chiesto Massimo Giletti. Brunetta: “Son diventato un taumaturgo, son diventato San Brunetta”. Domenica in” 5 ottobre 2008.

LA CRISI FINANZIARIA EUROPEA: UN INVITO AD AGIRE

Pubblichiamo, insieme con altri siti internazionali consorziati con noi, un appello alle autorità politiche dei paesi europei e della UE perchè fronteggino la crisi finanziaria che sta contagiando pericolosamente il continente con misure tempestive, adeguate e trasparenti. Sono promotori di questo appello alcuni economisti europei che invitano tutti i colleghi economisti che lo condividono ad aderirvi inviando una e-mail all’indirizzo appelloeconomisti@lavoce.info dichiarando la volontà di sottoscriverlo e indicando la propria affiliazione professionale.

IL COMMENTO DI SUSANNA CAMUSSO, SEGRETARIO CONFEDERALE CGIL, ALL’INTERVENTO DI BOERI E GARIBALDI

Ovviamente su lavoce.info la valutazione del documento di Confindustria, parte dall’ipotesi degli economisti su quale futuro per il modello contrattuale. Per noi non può che partire invece dalla piattaforma di Cgil Cisl Uil e dalla nostra valutazione di come si affronta la “questione salariale”.
Un punto di condivisione forte con gli autori, c’è il bisogno di rilanciare la contrattazione di secondo livello, per noi senza sacrificare la funzione di tutela del potere d’acquisto delle retribuzioni contrattuali. Certo nella definizione del documento di Confindustria l’indicatore previsionale appare poco trasparente, manca la definizione, ma si precisa la depurazione, ma soprattutto perché senza verifica e conguaglio in caso di scostamento si produce una programmazione della riduzione del salario, ulteriormente aggravata dalla scelta di determinare una nuova base di calcolo, inferiore a quella definita nei CCNL.
Qualora l’indicatore invece corrispondesse all’inflazione realisticamente prevedibile – così l’abbiamo definita in piattaforma – proprio per evitare che ci siano effetti dilatori abbiamo proposto che l’erogazione degli aumenti corrispondesse alla scadenza del contratto precedente.
Sull’elemento di garanzia, mentre noi ipotizziamo che siano le categorie, nei contratti, a definirne le caratteristiche, il testo Confindustria delimitandolo a coloro che non hanno mai avuto nessun aumento oltre i minimi contrattuali, in verità lo rende assolutamente residuale, superabile da una qualunque politica salariale unilaterale e proprio per questo inefficace in termini di incentivo alla contrattazione di secondo livello.
Nell’articolo è definito che l’insieme delle procedure è molto complesso, e finalizzato ad evitare il ritardo nei rinnovi. Ebbene è proprio in queste procedure che sta il “carattere” della posizione di Confindustria. Quell’infinito elenco di procedure costellato di sanzioni, arbitrati, diventa un insieme di divieti che limita la contrattazione soprattutto al secondo livello. La limita, anche perché la consegna alla stessa formulazione del 23 luglio ’93 – l’attuale prassi – non innovando in nessun modo neanche il dove si può fare; ne limita i contenuti, e lo stesso premio di risultato finalizzato solo ad ottenere sgravi fiscali, non ad intervenire in relazione all’organizzazione, innovazione, produttività e professionalità.
In sintesi diventa una proposta che ha paura della contrattazione, che per delimitarla propone macchinose modalità finalizzate ad attuare divieti, vincoli, controlli. Un insieme di regole che leggono la contrattazione oggi, come barbarie, allora meglio non diffonderla, in questo sì il contrario di ciò di cui l’Italia ha bisogno.

LA REGIONE SICILIA E LA RIFORMA CALDEROLI

Gregorio Arena Uff. Stampa Regione Sicilia

Su queste colonne e su Repubblica del 14 settembre, in un articolo a firma di Tito Boeri e Massimo Bordignon, è scritto che (secondo la bozza Calderoli) l’accisa sui carburanti sarebbe una tassa esigibile all’atto dell’immissione al consumo con la conseguenza che “i bolognesi e genovesi le pagano e i soldi vanno in parte o tutte ai siciliani”. Nella realtà accade invece che le accise sui carburanti attualmente pagate dai siciliani vengano assegnate alle Regioni a Statuto ordinario ai sensi di due leggi (la 449/97 e1a244/07). Infine l’affermazione secondo la quale “la Sicilia è la Regione che già prende più trasferimenti dallo Stato con una percentuale pari al 20% di tutti i trasferimenti erariali alle Regioni” è smentita dal Ministero dell’economia (dati anno 2006) dai quali risulta che l’incidenza della spesa statale in Sicilia è pari al 7.54%.

CRISI FINANZIARIA, UNA DOMANDA A… MARCO ONADO

Bear Stearns, Fannie Mae, Freddie Mac, Lehman Brothers e Aig: nei meccanismi della finanza qualcosa è saltato. Dove bisogna cercare le cause di questa crisi senza precedenti? E come giudicare gli interventi delle autorità americane?

 

LA RIVOLUZIONE SICILIANA

Gentile Sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia,

voglio esprimere tutto il mio sostegno all’iniziativa promossa dal suo Comune che prevede sgravi d’imposte comunali, per chi denuncia i tentativi di estorsione subiti. Questa scelta si somma ad altre – dello stesso segno civile – realizzate dal Comune di Gela, dall’emittente locale Telejato e dalla Confindustria regionale guidata Ivan Lobello e tutte insieme fanno sperare a tanti cittadini come noi, che amano la vostre splendida terra – che una stagione di cambiamento si stia lentamente avviando.

Lei e la sua Giunta onorate la splendida Sicilia. Complimenti e continuate così.
Un caro saluto

Massimo Marnetto – Roma

***

Il provvedimento del sindaco di Vittoria si ricollega idealmente allÂ’iniziativa lanciata da lavoce.info per chiedere alle forze politiche di prendere impegni concreti contro la criminalità organizzata. EÂ’ unÂ’iniziativa lodevole quella di Giuseppe Nicosia. In una società malfuzionante, è questo  il miglior uso che si possa fare del denaro pubblico: offrire un premio per indurre un cittadino a fare qualcosa che beneficia enormemente centinaia di persone. Ma vi è un secondo effetto, forse anche piuÂ’ importate di questo incentivo meccanico: l’uso dei soldi pubblici come premio per i siciliani che aiutano la giustizia denunciando le estorsioni mafiose legittima quella azione, legittima la gente a parlare, a denunciare, contrapponendosi direttamente alla cultura dellÂ’omertà.
Mettendo a disposizione di chi parla risorse della comunità, la comunità stessa, guidata da chi ha responsabilità di governo, segnala ai suoi membri ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
Di questo bisogna, come fa il nostro lettore, essere molto grati al Sindaco di Vittoria che assume su di sé la responsabilità della decisione: ci vuole coraggio per fare una cosa del genere in Sicilia dove il rischio che corre quest’uomo è alto, molto alto. EÂ’ questo si spera lÂ’inizio di una rivoluzione, una rivoluzione siciliana
.

IL GOVERNO MASTRO LINDO

Ecco una teglia incrostata di unto
Grigia di anni e di tanto calcare
Niente paura, nessun disappunto
C’è Mastro Lindo e torna a brillare.

Non devi stare a grattare per ore,
con la paglietta e il panno abrasivo
la crema magica, niente sudore,
toglie i problemi, rimedio fattivo.

Noi questo spot lo vediamo la sera
Quando finisce il telegiornale
Ma a ben guardare ‘sta tiritera
Ci è già arrivata in subliminale

Prodi ci lascia un paese in rovina
Pien di migranti, gli sbarchi alle porte,
non c’è più un filo di fieno in cascina
prezzi alle stelle e vuote le sporte.

Ma senza tregua il Governo, dÂ’estate,
con decisione, più svelto di un treno,
tante questioni da tempo incistate
prende e risolve in un battibaleno.

Certe fobie non risparmian nessuno,
mÂ’hanno strappato la borsa di mano!
Centocinquanta soldati ciascuno,
ha sistemato Roma e Milano

Un nuovo anno, si torna tra i banchi
vecchi edifici, le crepe nel muro,
tanti i problemi, i maestri son stanchi
qui ci giochiamo davvero il futuro.

Niente paura, si cambia la rotta
non più giudizi ma voti in pagella
maestro unico,  voto in condotta,
torna il grembiule con la cartella

Il carovita falcidia il salario?
C’è Robin Hood nel nostro Governo
ecco che arriva in perfetto orario
per banche e benzine è giunto l’inverno.

Il 10 per cento andrà agli indigenti
la riedizione del tempo che fu
un’annonaria  a combatter gli stenti
ma social card, che fa molto più cool.

C’è l’Alitalia già pronta a fallire
dopo che han fatto scappare i francesi
nella cordata nessun vuol salire
e i viaggiatori son già tutti scesi

Niente paura, annuncia felice
questa scommessa l’abbiamo già vinta
c’è BancaIntesa col Piano Fenice
basta soltanto una piccola spinta

Tutte le perdite ai contribuenti
un monopolio per Catricalà
seimila esuberi, non c’è altrimenti,
ma quel che è salva è l’italianità.

Ma quel che lascia esterefatti
è la supina platea dei commenti
opinionisti forse distratti
un tempo critici, ora ferventi

Non gli si chiede nulla di eroico:
fare il mestiere per cui son pagati.
La schiena dritta è qualcosa di stoico?
Non solo i pro andrebbero dati.

Qui ci vorrebbe il vero Fantozzi
che con quellÂ’aria tra seria e furbesca
urli alla gente con modi un poÂ’ rozzi
la Robin Tax è una cagata pazzesca.

Potemkin

Quello che avremmo voluto sapere su Alitalia, ma nessuno osa chiedere

Sette domande per Corrado Passera, Roberto Colaninno e Augusto Fantozzi, gli uomini che si adoperano per trovare una soluzione alla vicenda Alitalia. Nascono dai punti vaghi, oscuri, contraddittori di un’operazione che invece deve essere condotta con il massimo della trasparenza. Siamo certi che vorranno risponderci.

 

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