Dai risultati del primo turno delle elezioni presidenziali francesi si possono già trarre alcuni insegnamenti. I francesi tornano a occuparsi di politica e confermano la fiducia al sistema presidenziale. In un momento crisi si affidano ai grandi partiti, rinunciando al voto di protesta. Si rinnova anche la contrapposizione destra-sinistra, sempre più orientata verso il bipartitismo. Quanto agli elettori di centro, chiedono pluralismo e lanciano un appello di modernizzazione e di apertura alle due formazioni principali.
Autore: Desk Pagina 152 di 210
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Sulle morti bianche una marea di ipocrisie. E’ un problema antico e non servono nuove leggi, ma l’applicazione di quelle esistenti. Basta la mobilità nella pubblica amministrazione per dotarsi di un corpo di ispettori del lavoro in grado di effettuare molti più controlli a costo zero per lo stato. Ma il sindacato si oppone.
Domenica prossima primo turno elettorale per le presidenziali in Francia. I programmi economici di Nicholas Sarkozy e Ségolène Royal a confronto. Molti temi in comune con le nostre campagne elettorali: il declino economico, i pessimi rapporti tra le parti sociali, gli ammortizzatori sociali costosi e inefficaci, la crisi del sistema pensionistico, il sistema universitario malato, lÂ’accesso dei giovani al mondo dei lavoro. Si parla poco dell’Europa, forse perché la Francia conta meno che in passato a livello comunitario.
In Austria si diventerà presto elettori a 16 anni. Anche in Italia non mancano i buoni motivi per abbassare l’età di voto, ma dobbiamo sapere che è un provvedimento di valore simbolico e di impatto limitato.
Primo concorso fotografico opensource de lavoce.info. L’esposizione al Festival dellÂ’Economia di Trento. Il programma allo stand de lavoce.info.
Aggiornamenti: Fino all’ultimo miglio di Stefano Micossi
Qualità a nord est di Francesco Daveri
E’ passato quasi un anno e far sì che a concorrenza Ma il ministro un po’ stempiato al settore dell’impiego che per scarso rendimento Il ministro riformista mentre al figaro sancì e per nulla m’è cambiata Sale la tariffa ferroviaria, e se vengo processato
dal decreto del Bersanno,
che promise mari e monti
circa i costi cui far sconti
più nessun restasse senza,
onde il pio consumatore
del mercato sia signore.
lÂ’obiettivo ha inver sbagliato
ché col fare suo beffardo,
lui non volse mai lo sguardo
che fa capo, ora lo spiego,
alla pubblica gestione
dove regna il fannullone
mai subì licenziamento,
ove spreco e incuria impera
ed il merito dispera.
riformò solo il tassista,
e di tutti i nostri guai
dette colpa ai benzinai,
che stia aperto il Lunedì.
Io però mi sono accorto
che il lenzuolo è proprio corto
la mia vita travagliata.
Cresce lÂ’imposizion locale
e quanto costa la spa municipale!?
del politico la diaria,
fa difetto competenza,
sempre aspetto lÂ’efficienza
dal solerte magistrato,
io nel nostro tribunale,
ci festeggioÂ…. il decennale!
Vent’anni fa, il 15 aprile 1987, Federico Caffè scompariva senza lasciare traccia della sua presenza fisica. Ha lasciato invece tracce incisive nella memoria dei suoi allievi, del mondo degli economisti, di chi lo ha conosciuto. Lo ricordiamo pubblicando un suo articolo tratto da un libro che esce oggi per le edizioni manifestolibri, “Federico Caffè. Scritti quotidiani” (160 pagine, euro 7,90), una raccolta di interventi di Caffè pubblicati su il manifesto tra il 1976 e il 1985. Il libro è curato da Roberta Carlini e ha una prefazione di Pier Luigi Ciocca. Lo scritto, del 25 settembre 1984, commenta criticamente la decisione del governo Craxi di studiare l’introduzione della “lira pesante”. Le sciocchezze si ripetono nel corso del tempo: dalla lira pesante alla moneta da un euro.
Gli americani di At&t vogliono acquisire Telecom e subito nasce da più parti la proposta di scorporare le infrastrutture di rete e porle sotto il controllo pubblico. Ha senso unÂ’operazione del genere? O non è altro che una pillola avvelenata per gli “stranieri”? Il vero nodo di cui discutere, in realtà , è la disponibilità a investire nella rete. Il suo sviluppo richiede per il futuro da 12 a 14 miliardi di euro in un quadro chiaro di regole. Il caso Telecom riporta lÂ’attenzione sugli effetti perversi delle piramidi societarie, che accentuano la divaricazione fra diritto di controllo e partecipazione alla creazione di valore dell’impresa, frenando la crescita del mercato azionario. In attesa di una nuova disciplina sugli assetti proprietari, lÂ’autoregolamentazione può fare qualcosa. Vengono al pettine i nodi delle privatizzazioni fatte senza favorire lo sviluppo del mercato dei capitali e la nascita di investitori istituzionali.
Vent’anni fa Federico Caffè scompariva senza lasciare traccia della sua presenza fisica. Lo ricordiamo con un suo articolo del 1984 critico sul progetto di lira pesante. Un intervento de lavoce.info del 2002 riecheggia il tema.
Il programma de de lavoce.info al Festival dellÂ’Economia di Trento.
Primo concorso fotografico opensource de lavoce.info. L’esposizione al Festival dellÂ’Economia di Trento.
Tre stralci dellÂ’ultimo World Economic Outlook del Fondo monetario internazionale; vengono trattati temi di particolare rilievo per gli sviluppi dellÂ’economia mondiale nei prossimi mesi: dalle possibili variazioni nei tassi di cambio, anche in considerazione di una riduzione del deficit della bilancia commerciale statunitense, alle conseguenze della frenata dellÂ’economia americana. Infine, gli effetti della globalizzazione della forza lavoro, unita a rapidi cambiamenti tecnologici, e le politiche necessarie per governare il fenomeno.
Non dobbiamo troppo temere il rallentamento dellÂ’economia americana perchè ha effetti sul resto del mondo meno rilevanti di quanto si pensi. Quando si rinuncia alla flessibilità nel tasso di cambio, come nei paesi dell’Euro, ci vogliono economie più flessibili e reti di protezione sociale. Anche perchè la globalizzazione sta penalizzando i lavoratori poco qualificati dei paesi sviluppati: sono loro il nuovo ceto medio del mondo.
Convertito in legge il decreto contro la violenza negli stadi, rimane aperto il problema di chi finanzierà le spese per la sicurezza all’interno degli stadi. Ci vuole maggiore concorrenza nell’industria del calcio: servirà anche a riportare interesse attorno al nostro Campionato. Una proposta prima che si giochino le partite di ritorno dei quarti di finale della Champions League: e se i rigori venissero battuti prima dei supplementari? Lo spettacolo forse potrebbe guadagnarci.
Il tavolo sulle pensioni si è aperto clandestinamente e senza i giovani. Nessun ministro ne vuole parlare. Eppure un esperimento controllato dimostra che informare in modo neutro sui termini del confronto servirebbe anche ad aumentare il consenso al completamento della riforma della previdenza. Mentre i sindacati non informano i lavoratori su cosa fare del loro Tfr. C’è anche bisogno di più cultura statistica: pochissimi conoscono i dati sulla disoccupazione, l’inflazione e il debito pubblico nonostante se ne parli spesso anche in TV. Neanche i giovani sembrano accorgersi dei loro interessi, alle misure di equità che consentano di non spostare tutto il peso dellÂ’invecchiamento sulle generazioni giovani e future.
Siamo allÂ’ennesimo atto della vicenda Telecom Italia e questa volta si riaffacciano gli appelli per la conservazione dellÂ’italianità delle grandi imprese. Ma non ha senso erigere barriere alla mobilità dei capitali e bisogna invece creare le condizioni perchè le attività economicamente interessanti restino nel paese. Varata all’ultimo Ecofin, la direttiva comunitaria sulle acquisizioni del capitale delle banche cerca di impedire alle autorità nazionali di abusare dei poteri di autorizzazione. E incide anche sul nostro ordinamento.
Parte il primo concorso fotografico opensource de lavoce.info. L’esposizione al Festival dellÂ’Economia di Trento.
In vista del Festival dell’Economia (Trento, 30 maggio-3 giugno 2007) invitiamo i lettori a partecipare al I° concorso fotografico opensource de lavoce.info.
Il tema del concorso è “Generazioni sovrapposte”, un’occasione per mostrare conflitti, problemi e successi di giovani e di anziani a confronto, nel mondo del lavoro e nella vita quotidiana.
Spedite le vostre foto in formato digitale all’indirizzo redazione@lavoce.info con oggetto: FOTO I° CONCORSO.
Le immagini devono pervenire in formato digitale entro e non oltre il 21 Maggio.
Le fotografie, titolate, devono essere accompagnate dal nome dell’autore e città di residenza; è possibile aggiungere una didascalia di massimo 100 battute, spazi inclusi. Dimensione e formato digitale completamente liberi. Le 20 migliori immagini, selezionate dalla redazione, verranno stampate ed esposte presso lo stand de lavoce.info a Trento nei giorni del Festival con l’indicazione dell’autore.
Grazie al voto del pubblico di Trento e dei lettori, verrà eletta la foto vincitrice. Verranno inoltre inserite nel sito www.lavoce.info. Inviando le fotografie, il lettore accetta implicitamente le condizioni sopra esposte.
5) “Padre e figlio” di Ida d’Alessandro 6) “Anziano vs gioventù” di Alessandro Chetta 7) “Dopo il mercato” di Filippo Ceredi 
1) “Scontro tra generazioni”, di Emilio Mola
Il sangue accanto alle mimose è quello di un’anziana donna travolta da un uomo in auto che accompagnava in ospedale la moglie incinta in preda alle doglie. 
2) “La pace sull’asfalto”, di Ramazzotti Marco
In un mondo dove la sofferenza e il dolore sono stesi sull’asfalto di grandi metropoli, esiste uno spazio per la pace che crese sull’odio come le margherite crescono sull’asfalto.
3) “La curiosità di una bimba”, di Giuseppe Galbiati
4) “Microcredito, strumento di Pace”, di Stefano Santucci
Un omaggio a YUNUS Muhammad, Premio Nobel per la Pace, 2006. Mi auguro che anche le nuove generazioni, alle quali appartengo, ci portino persone cotanto illuminate.
Vietnam, Nui Coc, 2003
Il vecchio mago che fa e disfà ticket di viaggio contro gli utenti
– i “giovani” – al di là del vetro

8) “Generazioni sovrapposte” di Giuseppe Larghi
Alberobello 2005
9) “Giorgia e Rita” di Giuseppe Larghi
ottobre 2006
10) “Serenità ” di Giuseppe Larghi
dicembre 2006
11) “Parlando ascoltando” di Stefano De Francisci
12) “
13) “Tempo” di Andrea Mattei
14) “Il tempo che passa” di Pietro Dallari
Il contadino a piedi con in mano ciò che in Emilia chiamano “forca”. A fianco un John Deere, trattore di ultima generazione, serie 8000.

15) “Overlapping Generations” di Giovanni Mastrobuoni

16) “Finite Time Horizon” di Giovanni Mastrobuoni

17) “Spaccapietre” di Lorenzo Maria dell’Uva
In Nepal moltissime famiglie vivono come spaccapietre. Il pesantissimo lavoro si tramanda purtroppo di generazione in generazione.

18) “Gaudì guarda Guess” di Alberto Cavaliere
Barcellona: Casa Batllò si sovrappone allo stilista contemporaneo; un’inattesa armonia, ma lo sguardo fugge altrove.

19) “Sguardo” di Andrea Mattei

20) “Home, sweet home” di Stuozzo

21) “Contrasti” di Mario Lavezzi
New York, gennaio 2006, non lontano dalla Columbia University

22) “Tre generazioni, un solo gesto” di Roberta Ferrari

23) “Confronti in controluce” di Valentina Clavenzani
Giovane e agile gabbiano si riposa su di una vecchia e grande aquila di pietra: simili, ma diversi

24) “Lavatrice indiana” di Valentina Clavenzani
Nell’ipertecnologico 2000, Bombay è piena di lavatrici umane

25) “Nonno & Nipote” di Andrea Dondi
“Il futuro appartinene a coloro che trasmettono alle prossime generazioni motivi per sperare” Teilherard de Chardin

26) “Generazioni a confornto” di Jesper Storgaard Jensen

27) “I pittori e la modella” di Stefano De Francisci

28) “Lavori di strada” di Stefano De Francisci

29) “Generazioni sovrapposte” di Alessio Gherardini

30) “Letture sovrapposte” di Michela Biagini
Ognuno di noi si presta a più “letture”: bambino, ragazzo, adulto

31) “Farsi una casa, solo per gioco” di Michela Biagini
Giovani adulti costretti ad essere un po’ bambini: vivere ancora in famiglia, sognando una casa

32) “Confini immaginari” di Stuozzo

33) “Stagioni” di Fiorella Sanna

34) “Donne, sesso forte” di Daniela Crocco
Giovani e vecchie, entrambe e indifferentemente, portano carichi di CEMENTO agli uomini che lavorano

35) “Lavoro e riposo” di Daniela Crocco

36) “Nell’attesa” di Daniela Crocco
Negli ultimi anni in Valle d’Aosta è mancato il contributo delle piccole e medie aziende del made in Italy, in particolare quelle legate all’abbigliamento sportivo e alla montagna, che avrebbero potuto giovarsi delle interazioni tra domanda sofisticata e capacità artigianale consolidata. Come è avvenuto dall’altro versante del Monte Bianco, dove il distretto dell’Haute Savoie conta ormai duecento imprese specializzate. Anche perché si è puntato sulle infrastrutture, sulla ricerca e sulle risorse umane.