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Autore: Desk Pagina 159 di 203

Il desk de lavoce.info è composto da ragazzi e ragazze che si occupano della gestione operativa del sito internet e dei social network e delle attività redazionali e di assistenza alla ricerca. Inoltre, sono curati dal desk il podcast e le rubriche del fact checking, de "La parola ai grafici" e de "La parola ai numeri".

Qualche verità sul cambio lira-euro

1.   Chi predica che il prezzo di 1 Euro avrebbe dovuto essere fissato a 1500 lire dimentica che ciò avrebbe comportato una rivalutazione della lira di proporzioni insostenibili. Pur assumendo che partners commerciali importanti come Germania e Francia avessero fissato lo stesso cambio ora in vigore, le nostre esportazioni verso quei mercati sarebbero crollate in modo vertiginoso. E’ quasi superfluo aggiungere che cosa questo avrebbe comportato per la già comunque asfittica dinamica del Pil italiano.

2.       Si aggiunga, che dopo la svalutazione della Lira del 1992, e l’uscita dallo SME, entrare nella moneta unica era già stato un mezzo miracolo per l’Italia. Si dimentica spesso che uno dei requisiti per l’ingresso nell’Euro era che il cambio della valuta (rispetto al paniere di riferimento europeo denominato Ecu) fosse rimasto, negli ultimi due anni precedenti l’ingresso, stabile entro le bande di fluttuazione previste dallo SME (e riviste dopo il reingresso della lira per riflettere la svalutazione del 1992). Perciò la lira arrivava alla prova di Maastricht con una parità di riferimento sancita dai mercati, ed è questa che è valsa per la fissazione della parità con l’euro. Fissare una parità largamente diversa avrebbe comportato una fortissima pressione all’ apprezzamento delle nostre ragioni di scambio verso i partners commerciali.

3.       In generale, però, sfugge quale sia il legame tra parità iniziale euro-lira e dinamica dell’inflazione in Italia nella fase post-euro. La confusione del dibattito corrente dimentica una serie di fatti sull’inflazione italiana. Vale la pena chiarirli:

(i)  Tipicamente si tende a confondere aumenti una tantum del livello dei prezzi con aumenti generalizzati dell’inflazione, cioè del loro tasso di crescita. Per chiarire, supponiamo che il livello dei prezzi sia stabile e pari a 100 prima dell’euro. In tal caso l’inflazione è zero. Se a cavallo del changeover il livello dei prezzi sale a 102 e poi rimane stabile, l’inflazione ha solo una fiammata temporanea del due per cento, e poi torna a zero, come prima. Non a caso, in Italia, l’Istat ha più volte ripetuto che l’inflazione è rimasta abbastanza stabile dopo il Gennaio 2002.

(ii) Analizzando meglio le statistiche si scopre che l’aumento dei prezzi in Italia si è osservato soprattutto in alcuni settori (i servizi) e molto poco in altri (computer e software, per esempio, in cui i prezzi sono persino diminuiti). Tra i piccoli servizi spiccano i ristoranti, per i quali certamente la percezione della gente non sbaglia. In Italia, rincari si sono avuti anche in servizi di tipo più tradizionale, come le lavanderie e i piccoli alimentari, e soprattutto nelle aree geografiche con meno concorrenza.

(iii) Tutto ciò si spiega solo per la volontà speculativa di molti commercianti? In realtà le spiegazioni esistono. Le attività sopra citate si distinguono per tre caratteristiche. Primo, hanno cosiddetti menu costs. Cambiare la denominazione dei prezzi nei menu dei ristoranti è un costo fisso. Se un ristorante pensava già da qualche mese prima del Gennaio 2002 di aumentare i prezzi, avrà probabilmente atteso la data del changeover per farlo. Secondo, lavanderie e ristoranti usano molto di più il denaro liquido rispetto ad altri esercizi. Perciò, con il passaggio all’Euro, hanno fronteggiato costi di transazione più alti rispetto a settori che usano principalmente le transazioni elettroniche. Terzo, lavanderie e ristoranti basano molto la loro attività su relazioni personali e stabili con la clientela. Perciò, variazioni troppo frequenti dei prezzi sono mal percepite e soprattutto facilmente individuate dalla clientela affezionata. Il passaggio all’Euro ha funzionato così da "scusa" per giustificare gli aumenti agli occhi dei clienti più frequenti. Ma si tratta di aumenti che probabilmente volevano essere introdotti da tempo. Per chiarirci, la stessa cosa sarebbe avvenuta se si fosse chiesto a tutte le lavanderie in Italia di riportare il nome di ogni capo in inglese invece che in italiano. In quel caso avremmo dovuto considerare l’ "Inglese" responsabile del maggior costo della vita?

I rialzi dei prezzi si sono quindi osservati principalmente in alcuni servizi poco (o per nulla) esposti alla concorrenza internazionale e legati ad un contatto diretto e quotidiano con la clientela. Prendiamo una lavanderia: se il cambio euro lira fosse stato fissato a 1500 lire, e quindi il costo in euro di importare dalla Germania fosse stato più basso, quanto di questo avrebbe inciso sulla dinamica dei costi della lavanderia stessa? Presumo molto poco.

Vero o falso?*

In questa campagna elettorale, i politici citano spesso e volentieri i dati dell’economia a sostegno della bontà delle loro idee e dei loro programmi. Numeri allo sbaraglio, che nessuno si prende la briga di controllare. Invece un confronto con i dati reali, magari di Eurostat, non guasterebbe. Perché gli errori fioccano. Anche nel dibattito fra i due candidati per le elezioni.

La replica dell’ufficio stampa della Margherita

Alla c.a. Roma, 13 marzo 2006

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C’è sempre poco da festeggiare

LÂ’otto marzo è la festa delle donne. Nonostante la crescita dei livelli di istruzione, le donne continuano ad essere meno pagate degli uomini e con minori opportunità di carriera. Nel lavoro familiare, le donne sono sempre più oberate di lavoro con scarsi aiuti da parte dei coniugi e del sistema pubblico. Nel Sud d’Europa queste difficoltà di conciliare lavoro e famiglia si traducono nella
scelta di avere meno figli o a rinunciare del tutto al mercato del lavoro.

Sommario 6 marzo 2006

A un mese dal voto cominciamo a mettere in luce le differenze nei programmi delle due coalizioni e a valutarne i costi per la finanza pubblica. Partiamo dalle politiche per la famiglia. Quelle con figli sono meno aiutate in Italia che nel resto d’Europa e a maggior rischio di povertà. La situazione è particolarmente grave nel Mezzogiorno dove cala anche la fertilità. La proposta dell’Unione (2.500 euro per i primi tre anni e poi fino alla maggiore età) prende spunto da esperienze di successo già in atto in altri paesi Europei (reddito minimo e Child Trust). Ma costa tanto: inizialmente 790 milioni e, a regime, 4,7 miliardi. La proposta della Casa delle Libertà propone dei bonus una tantum come quelli varati in questa legislatura con modesti effetti su fertilità e benessere delle famiglie, al costo di circa 700 milioni all’anno. Propone, inoltre, il quoziente famigliare, a rischio di ridurre il gettito fiscale e di scoraggiare l’offerta di lavoro femminile.

Aggiornamenti: Ma la previdenza sociale non sempre scoraggia il lavoro di Alessandro Cigno; Tommaso Monacelli commenta il nuovo rialzo dei tassi di interesse da parte della Bce.
Come cambia la geografia degli investimenti internazionali di Andrea Goldstein. Rimedi contro la psicosi da aviaria di Marcello Basili e Maurizio Franzini.

Sommario 1 Marzo 2006

L’Italia è davvero il malato d’Europa. Mentre a Francoforte si alzano i tassi di interesse, il nostro Paese scivola nella recessione. I dati di consuntivo del 2005 resi pubblici dall’Istat fanno irrompere la realtà in una campagna elettorale dominata sin qui da promesse irrealizzabili.
Non può che essere l’Europa ad affrontare la vicenda Enel-Suez. Anche perché è l’integrazione europea che rende oggi più contendibili le imprese dei diversi paesi. I richiami al protezionismo e ai campioni nazionali possono essere anche letti come un tentativo disperato di resistere alle forze dell’integrazione. Ragione in più per avere una politica europea dell’energia.

Aggiornamento: La grande gara del permesso di soggiorno  di Pier Luigi Parcu.

Sommario 28 febbraio 2006

Il primo compito della politica dovrebbe essere quello di garantire la qualità del settore pubblico, delle istituzioni che lo compongono e del sistema di regole che da esso emanano. Qualità che in Italia, anche a giudicare da molte indagini internazionali, non è affatto soddisfacente e rappresenta uno dei più importanti ostacoli alla crescita. Sono questioni che dovrebbero essere al centro della campagna elettorale. Apriamo un dibattito, pubblicando un primo, possibile decalogo di proposte e iniziando ad approfondire i temi del finanziamento dei partiti, dello spoil system, e delle forme organizzative negli enti locali.
La redazione de lavoce.info auspica che al congresso della CGIL, che si apre in questi giorni, si discuta di riforma della contrattazione senza tabù: accettando un confronto aperto anche con quelle argomentazioni che nella circolare dell’ufficio giuridico vengono liquidate come ‘insidiose’, ma lasciate senza alcuna seria risposta di merito. Saremo lieti di continuare ad ospitare contributi su questi temi.

Franco

Cuccurullo, Presidente del Civr, e Pier Mannuccio Mannucci del gruppo 2003 intervengono nel dibattito sul sistema di valutazione della ricerca universitaria.

Sommario 23 febbraio 2006

In Europa e in Italia persistono fortissime differenze regionali nel reddito e nella disoccupazione, e la politica economica sembra incapace di affrontare il problema. Servirebbe avere un maggiore decentramento della contrattazione? Oppure si tratta di stimolare la mobilità del lavoro? La produttività nel Mezzogiorno è in realtà, negli ultimi otto anni, aumentata più velocemente che nel centro Nord. Un differenziale positivo che non cancella un’amara verità: la crescita della produttività si è quasi azzerata in tutta l’economia italiana. Ciò solleva dubbi sull’efficacia delle politiche pubbliche per lo sviluppo del Mezzogiorno, che avevano posto proprio la crescita della produttività al centro dell’attenzione.
Si discute molto di cuneo fiscale. Prima di intervenire sui contributi previdenziali sarebbe necessario chiedersi se i contributi obbligatori formativi servono davvero a qualche cosa. Se non servono, è bene eliminarli.

Sommario 20 febbraio 2006

A un anno dall’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto e con crescenti problemi di approvvigionamento energetico per il nostro paese, utile interrogarsi su fonti alternative al petrolio. Il nucleare sta vivendo una nuova stagione in tutte le parti del globo. Soprattutto in Italia il contenimento delle emissioni non può che passare attraverso il risparmio energetico da effettuarsi anche con modalità innovative, come i certificati bianchi.

Si moltiplicano i sondaggi elettorali, ma nessuno sa come vengano fatti. Alcuni spunti utili per il lettore e una richiesta pressante: rivelate le metodologie di indagine e campionamento e mettete i dati anonimi a disposizione di chi può controllare la qualità dei dati.
Il 22 febbraio torna a riunirsi il Cicr dopo lÂ’approvazione della nuova legge sul risparmio. Non sarebbe meglio abolirlo?

Andrea Boitani, Marco Ponti e Giuseppe Coco, replicano all’intervento di Gian Maria Gros sulla rete autostradale.

Sommario 14 febbraio 2006

Giovedì 16 febbario il Parlamento Europeo vota sulla nuova versione della direttiva Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi. Il compromesso raggiunto ha annacquato l’impianto originario della direttiva, sottraendo al suo raggio di applicazione un numero crescente di professioni. Questo è il vero oggetto del contendere piuttosto che il principio del paese d’origine, introdotto molto debole già nella direttiva originaria. Al punto che le prestazioni di servizi nei paesi dell’Unione venivano assoggettate agli standard minimi previsti dalla legislazione e contrattazione del Paese di destinazione. Una scheda che compara le diverse versioni della direttiva e precisazioni tecnico-giuridiche su di un provvedimento complesso, su cui tuttora prevale la disinformazione.

Aggiornamenti: La direttiva Frankenstein di Alessandro De Nicola; Il liceo, un’ottima scelta di Enrico Santarelli.
Andrea Boitani, Marco Ponti e Giuseppe Coco, replicano all’intervento di Gian Maria Gros Pietro sulla rete autostradale.

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