Lavoce.info

Autore: Desk Pagina 162 di 208

Il desk de lavoce.info è composto da ragazzi e ragazze che si occupano della gestione operativa del sito internet e dei social network e delle attività redazionali e di assistenza alla ricerca. Inoltre, sono curati dal desk il podcast e le rubriche del fact checking, de "La parola ai grafici" e de "La parola ai numeri".

Sommario 8 maggio 2006

I problemi del mercato del lavoro non sono solo quelli legati alla legge 30 (detta anche legge Biagi), ma certamente il nuovo governo dovrà affrontare il “dualismo contrattuale” del mercato del lavoro. Occorre superare il muro contro muro di chi oggi considera la legge 30 intoccabile o da cancellare. Offriamo 3 proposte. La prima, parte di una più ampia e organica proposta di riforma, suggerisce di creare un sentiero ben definito di ingresso al mercato e valido per tutti, con tutele che crescono nel tempo. La seconda si ispira alla recente riforma tedesca, e prevede un’incentivazione dellÂ’accordo economico tra le parti per la cessazione del rapporto di lavoro. La terza offre all’impresa la possibilità di sperimentare il lavoratore, ma pone seri paletti affinchè di vera sperimentazione si tratti. Alcuni dati e informazioni istituzionali sullo stato di attuazione della legge.

Segnaliamo ai nostri lettori il primo festival dell’economia che si terrà a Trento dal 1 al 4 giugno 2006. Quella de lavoce.info sarà, per una volta, una presenza non solo virtuale.

Maurizio Benetti e Gabriele Olini (Cisl) ritornano sul tema della riduzione del cuneo contributivo.
Aggiornamenti:  I rischi di una timida ripresa di Riccardo Faini; Avvisi ai naviganti di Pierluigi Morelli e Lisa Rodano.

Sommario 2 maggio 2006

La spesa pubblica al netto degli interessi è aumentata di oltre due punti di Pil dal 2001 al 2005. Falliti i vari tentativi di frenare la crescita della spesa messi in atto nella scorsa legislatura come pure le riforme attuate nella seconda metà degli anni ’90.  L’applicazione di un regime privatistico alla dirigenza pubblica ha fatto impennare le retribuzioni degli alti dirigenti senza che si sappia quanto guadagnano. Continuano le pratiche di lottizzazione politica, soprattutto nella sanità. Qui una possibile soluzione è la separazione completa tra finanziamento e produzione delle prestazioni. La spesa sanitaria – cresciuta molto negli ultimi anni – è ancora in gran parte assorbita dagli ospedali. Per ridurre sprechi e inefficienze occorre intervenire sulla dimensione degli ospedali e sugli incentivi derivanti dai meccanismi di rimborso. Qualche utile insegnamento può venire dalle esperienze straniere. Alla fine del 2005 il dibattito mediatico sulla sanità si è concentrato sulla legge 194. Il Parlamento decise un’indagine conoscitiva. Non se ne è più parlato. Quali risultati ha prodotto?
Marco Ponti commenta l’intervento di Giorgio Ragazzi sulla gestione diretta dellÂ’Anas. Carlo Altomonte commenta l’intervento di Tito Boeri sul dopo voto. Molti i libri usciti nelle ultime settimane: alcune schede per orientarsi meglio.

 

Sommario 26 aprile 2006

La fusione tra la spagnola Abertis e l’italiana Autostrade allarma molti politici nostrani, timorosi di perdere un altro campione nazionale. Ma invece di preoccuparsi dei “campioni” nazionali o europei che siano, bisogna tutelare il mercato, e regolare in modo stringente il settore, sia quando gli operatori sono nazionali che quando sono multinazionali. Intanto, Anas decide sul rinnovo di due concessioni autostradali senza ricorrere a una trasparente procedura di gara. E Il Comune di Bologna si accinge ad introdurre il “ticket” di ingresso nel centro storico, che, anziché regolare efficacemente il traffico, sembra un regalo a chi ci vive. E non si tratta di ceti popolari.

Molte preoccupazioni dallÂ’estero sui nostri conti pubblici. Non rischiamo di uscire dall’euro, ma ci vuole un governo subito per far risalire lÂ’avanzo primario. Qualche innovazione istituzionale (spacchettamento del Ministero dellÂ’Economia, indipendenza dellÂ’Istat, rafforzamento del servizio bilancio del Parlamento) può servire mentre non c’è bisogno di una commissione anche con nomi altisonanti.

Rifacciamo due conti sul voto. Non sono aumentati i votanti. Solo i voti validi.

Sommario 20 Aprile 2006

Non è per niente preoccupante il fatto che il paese sia spaccato in due. Avviene in tutti i sistemi bipolari. Il problema è che la legge elettorale ci ha consegnato una maggioranza che non ha i numeri per governare con tranquillità in una delle due Camere. Bisogna tornare al maggioritario. La finanza pubblica non permette al nuovo governo di sterilizzare con tagli fiscali gli effetti del caro-petrolio. In ogni caso è meglio liberalizzare il settore e procedere a un riodino organico della tassazione dell’energia.

L’agenda del nuovo governo sarà dominata dalla necessità di emendare i non pochi difetti della legge di tutela del risparmio e di recepire la controversa direttiva europea in materia di offerte pubbliche di acquisto. Tra i temi che dovranno essere affrontati: l’importanza del microcredito in un mondo che tende sempre più ad essere dominato dai grandi conglomerati finanziari, le perplessità sollevate dalle recenti norme anti-scalata che i difensori ad ogni costo dei privilegi nazionali vorrebbero mantenere o addirittura rafforzare. In ogni campo, ma soprattutto in quello finanziario, l’autodisciplina è tanto importante quanto le norme imperative. E’ una partita che si gioca sul nuovo codice di autodisciplina delle società quotate, su come la corporate governance delle banche può tutelare i risparmiatori da conflitti di interesse sempre più ampi e pervasivi e sul comportamento delle associazioni di categoria di fronte alle violazioni di loro associati.

Andrea Montanino commenta “Dopo il voto” di Tito Boeri, proponendo al governo di rinegoziare il Programma di stabilità.

Sommario 13 Aprile 2006

Una volta di più, chi ha cambiato le regole elettorali all’ultimo momento ha perso le elezioni.  Prendendo gli stessi voti, con le vecchie regole, avrebbe vinto.  Nonostante questa nuova legge elettorale che promuove l’ingovernabilità e impedisce ai cittadini di selezionare la classe politica, abbiamo un vincitore. Avrà una maggioranza risicata al Senato e di fronte a sè un compito molto difficile: far ripartire l’economia riducendo ii disavanzo strutturale dei conti pubblici. Lo scenario internazionale potrebbe agevolare il compito, ma sono molte le insidie legate al caro-petrolio. Mentre una Grosse Koalition rischierebbe di paralizzare l’azione riformatrice con veti incrociati. 

Il primo voto degli italiani residenti all’estero è stato decisivo. Ma è giusto che chi non paga le tasse sia rappresentato in Parlamento? A proposito di tasse, non si è parlato d’altro sul finire della campagna elettorale. Ma non è detto che la maggioranza degli italiani preferisca pagarne di meno, rinunciando ai servizi pubblici finanziati con il loro gettito.

Nei giorni scorsi abbiamo superato i 35.000 iscritti alla newsletter. Per meglio gestire i contatti con i lettori, ci siamo spostati su di una piattaforma più grande. Ci scusiamo per eventuali disagi che il trasloco del sito ha causato. Continuate a sostenerci!

Aggiornamento: Andrea Montanino commenta “Dopo il voto” di Tito Boeri.

Italians

Noi siamo quelli che sparano al vicino

Che aspettan solo la domenica del derby

Pronti a schierarci col Guelfo o il Ghibellino

In sala il busto di Uguccione deÂ’ Monterbi.

 

Guardando indietro vedo un popolo rissoso

Appassionato a contese di cortile

Che si dirà profondamente religioso

Senza vergogna per l’ingiuria più incivile

 

In questa trama, unÂ’unica eccezione

Con lÂ’inclusione di tutte lÂ’ali al centro

Della Balena Bianca la stagione

E i nostri umori a macerarsi dentro

 

Tolto quel tappo, caduto il triste muro

Con la stagione del maggioritario

Ci sentimmo moderni di sicuro

Ma sfoderammo il vecchio armamentario

 

Due mezze Italie arroccate su se stesse

LÂ’un lÂ’altra ostile, guardandosi in cagnesco

Pronte a emigrare, un piede sul calesse:

LÂ’altrui vittoria ad accettar non riesco.

 

E la politica come cataclisma

Ognun si attende i barbari alle porte

Rozzezza estrema nella patria del sofisma

La vita che combatte con la morte.

 

Lo dico, ma io stesso son così,

passion politica come malattia

torcibudella, spirito maudit

col fiato corto e senza più allegria.

 

E so che mentre penso questa cosa,

di là si provan gli stessi spasmi urlati

come due specchi che rifrangon senza posa

una figura vista da due lati.

 

Come vorrei un paese più normale

Dove lÂ’altro non ti evoca barbarie 

Dove il giorno dello spoglio elettorale

Non finisci a rischiar le coronarie.   

Doppio sguardo prima del voto

Finalmente si vota, anche se gli elettori possono scegliere solo i partiti, non i deputati. Speriamo che da martedì si discuta di proposte concrete per rilanciare l’economia del paese. Per aiutare i lettori a valutare l’azione del Governo Berlusconi, riassumiamo i principali dati macroeconomici delle due ultime legislature. E per il futuro mettiamo a confronto gli impegni contenuti nei programmi. Le nostre stime dicono che il programma della Casa delle libertà costa tra 36 e i 101 miliardi di euro all’anno, tra 2,5 e 7 punti e mezzo di Pil. Quello dell’Unione tra i 20 e i 24 miliardi, tra 1,4 e 1,7 punti di Pil.

Quattro passi nella concorrenza

Il rilancio della competitività passa anche dall’assetto del settore dei servizi pubblici locali a rilevanza industriale. La situazione attuale infatti non pare aver realizzato alcun intervento a favore della concorrenza “per il mercato” e neppure a favore di quella “nel mercato”. Si rischia così di accrescere le inefficienze a danno dei cittadini. La via da percorrere è la creazione di fondazioni che permettano la completa separazione tra gestione del patrimonio con finalità pubbliche e gestione delle imprese industriali con finalità imprenditoriale.

I programmi elettorali ai raggi X

Forniamo ai lettori, in un unico documento, tutte le schede di confronto tra i programmi delle due coalizioni che abbiamo pubblicato nel corso dell’ultimo mese. Per chi volesse, pubblichiamo anche i Pdf delle singole schede

Sommario 6 Aprile 2006

Domenica e lunedì (fino alle 15) si vota. Finalmente. Per valutare parole, promesse e omissioni dei programmi elettorali offriamo ai nostri lettori un doppio sguardo: sul passato, riassumendo i dati macroeconomici delle ultime due legislature. E sul futuro, confrontando il costo degli impegni presi (fin qui) dalle due coalizioni. E riproponiamo tutte le schede di analisi dei programmi elettorali. Una ricerca mostra, peraltro, che c’è un eccesso di ottimismo nelle valutazioni dei cittadini sulla situazione dell’economia e su quella loro personale. 

La rubrica “Vero e falso” si arricchisce di nuove “perle” in queste ultime ore di campagna elettorale.  E vi proponiamo un gioco sulla scelta dei candidati.

Da martedì dobbiamo tornare a occuparci di proposte concrete per rilanciare l’economia del paese. A partire da un nuovo assetto del settore dei servizi pubblici locali.

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