Lavoce.info

Autore: Desk Pagina 170 di 203

Il desk de lavoce.info è composto da ragazzi e ragazze che si occupano della gestione operativa del sito internet e dei social network e delle attività redazionali e di assistenza alla ricerca. Inoltre, sono curati dal desk il podcast e le rubriche del fact checking, de "La parola ai grafici" e de "La parola ai numeri".

Sommario 2 maggio 2005

Non possiamo dare ad altri le colpe per la bassa crescita della nostra economia. Facciamo peggio di tutti in Europa.  E i provvedimenti sulla competitività approdano in Aula solo a fine legislatura. Persi per strada pezzi importanti, come la riforma delle professioni. Ci sono più di 1.100 emendamenti, come una legge finanziaria, quasi la metà provengono dalle fila della maggioranza e dallo stesso Governo. La conversione in legge deve avvenire, a pena di decadenza, entro il 15 maggio. Non c’è tempo per discuterne. Proviamo comunque ad offrire spunti utili per un dibattito che avrà luogo forse soprattutto al di fuori delle sedi istituzionali. Che spazio c’è per attuare riforme a costo zero? Possono, in particolare, incentivi normativi che non comportano né sussidi nè sgravi fiscali stimolare lÂ’economia, facilitare il ricambio generazionale delle imprese italiane e incoraggiare il finanziamento di nuovi progetti imprenditoriali? Può la direttiva Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi ridare slancio alla nostra economia? E perchè nessuno tiene conto del fatto che le importazioni dalla Cina vogliono dire anche costi più bassi per i nostri consumatori?

Tra una newsletter e l’altra abbiamo pubblicato un intervento sull’oscura vicenda Antonveneta-Popolare di Lodi.

IRAP

Il rischio di bocciatura dell’Irap da parte della Corte di Giustizia Europea, per quanto immotivato dal punto di vista giuridico ed economico, ha riportato alla ribalta il dibattito su come sostituire la terza imposta del nostro ordinamento.
Fra le opzioni che sono discusse negli articoli che seguono, alcune puntano a preservare le caratteristiche dell’Irap (ipotesi dello “spacchettamento”), altre considerano imposte alternative, sui redditi o sui consumi. Fra queste, assumono particolare interesse quelle che garantiscano autonomia impositiva alle regioni, e sono meno sperequate sul territorio. Su un tema così delicato è comunque fondamentale evitare l’improvvisazione.

Sommario 25 aprile 2005

Il nuovo governo Berlusconi ha giurato. Nel bis non c’è più il terzo taglio delle aliquote Irpef. I primi due erano stati, in ogni caso, largamente rimangiati dal fiscal drag, l’aumento delle tasse dovuto all’inflazione, soprattutto per quanto riguarda i contribuenti più poveri. Il fronte si sposta ora sull’Irap anche in previsione della bocciatura della Corte di Giustizia europea. Ma non sarà facile sostituire la terza imposta del nostro ordinamento. Bene fare di necessità virtù evitando improvvisazioni. Se si rinuncia a interventi come lo “spacchettamento”, che tolgono base imponibile all’Irap preservando le caratteristiche del tributo, è bene studiare imposte alternative che garantiscano autonomia impositiva alle regioni essendo meno sperequate sul territorio dell’Irap e della stessa Irpef.

Aggiornamenti:
Antonveneta, i paradossi di una battaglia, di Giuseppe Montesi, 28-04-2005

Comunicato di risposta da parte dell’ISTAT

Egregio Direttore,

in merito alla presentazione e agli articoli pubblicati nellÂ’ultimo numero di lavoce.info, dedicati al tema del rafforzamento dell’autonomia e dellÂ’indipendenza dellÂ’Istat, abbiamo apprezzato la volontà di aprire un confronto costruttivo sullÂ’architettura del sistema statistico italiano, sulla normativa che lo sorregge e sulla proposta di “costituzionalizzare” la statistica pubblica. Abbiamo constatato, tuttavia, che né gli articoli né il testo che li introduce presentano alcun riferimento alle numerose occasioni in cui l’Istat e il Sistan hanno posto al centro del dibattito pubblico gli aspetti e le problematiche istituzionali collegate a questi temi cruciali. A tal proposito, desideriamo ricordare che il Presidente dellÂ’Istat e gli organismi tecnici della statistica ufficiale hanno ripetutamente sollevato queste questioni in ambito nazionale e internazionale.
Tali problematiche, inoltre, sono state al centro del confronto nel corso della
Settima Conferenza Nazionale di Statistica, organizzata dallÂ’Istat e dal Sistan nel novembre scorso. Il titolo stesso della conferenza, “Statistica ufficiale. Bene pubblico”, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di una statistica ufficiale autonoma, trasparente, adeguata a soddisfare i vecchi e i nuovi bisogni informativi, capace di rappresentare un valido supporto per le decisioni pubbliche ai vari livelli territoriali e in grado di dotare la collettività di strumenti adeguati per valutare le politiche implementate. La Conferenza ha dedicato uno spazio significativo anche al tema della responsabilità dei media nel processo di costruzione della credibilità della statistica ufficiale. Ricordiamo infine che il 16 febbraio si è tenuto un seminario pubblico dal titolo Sistema statistico nazionale, modifiche costituzionali ed Europa.

Il Direttore della comunicazione ISTAT
Patrizia Cacioli

Il soufflè

Se uno prova ad alzare un poÂ’ la testa
Dal concitato succedersi di eventi
Che in queste ore tra sgarbi e ira funesta
Stanno agitando il sonno dei potenti

Se uno prova a comprendere Follini
Da cui tu non ti aspetti certi azzardi
Tutto impegnato, su invito di Casini,
Ad espiantare dal Governo il Giovanardi

Se uno prova a farsi una ragione
Del perché Gianfranco è ancora al palo
Voce ferma ma eterna indecisione
Se il gioco è duro si fa triglia più che squalo.

Se uno prova a guardar con disincanto
La caduta degli Dei in tono minore
Il fuggi fuggi, lo sconcerto, a volte il pianto
LÂ’ammiccare al futuro vincitore

Se uno prova a ascoltare il Cavaliere
Che farfuglia dei prossimi sondaggi
Mentre teme di accettare anche un bicchiere
Da chiunque gli si aggiri nei paraggi

Mi sorprendo perché adesso che è successo
Quel che mai avrei pensato così in fretta
Non esulto, non mi vien da fare il fesso
Suonare il clacson, disegnare una vignetta

QuellÂ’alchimia da vero illusionista
Che univa la Padania e Miccichè
Dopo mesi di travaglio in bella vista
Si è sgonfiata quasi fosse un bel soufflè

Ecco da capo lÂ’italica alternanza
Le coalizioni che non duran cinque anni
Vincono, litigano e lasciano la stanza
Senza concludere e lasciando anche dei danni

Una preghiera a quelli dellÂ’Unione
Non vorrei una proposta accattivante
Non la pensate per la televisione
Non il cerone usate, ma il collante

Trovate un modo per stare tutti assieme
Che non vorrei nei tempi che verranno
Assistere a quello che uno teme
Parti invertite ma copione di questÂ’anno.

Sommario 18 aprile 2005

In un paese in cui si tende a non credere alle statistiche, la nomina del nuovo Presidente dell’Istat è un’occasione importante per riformare un’istituzione che deve diventare più efficiente e più indipendente al tempo stesso. Vanno sottratti alla Presidenza del consiglio i poteri di vigilanza e di nomina e vanno rafforzati i compiti e l’indipendenza della commissione di garanzia. La nuova ISTAT dovrebbe anche definire degli “indicatori chiave”, largamente condivisi, per la società italiana, da considerare come strumento fondamentale per aiutare il paese a valutare dove si trova e a capire dove vuole andare. Un maggiore accesso ai dati da parte dei ricercatori servirà a migliorare la qualità delle indagini e delle statistiche oltre che a permettere una ricerca attenta ai problemi del nostro paese.

L’Istat risponde a lavoce.info con un comunicato stampa. Giovanni Barbieri, Direttore centrale per la diffusione della cultura e dellÂ’informazione statistica dell’Istat, commenta l’articolo di Andrea Ichino; la controreplica dell’autore.

Un’indipendenza da rafforzare

Indipendenza, trasparenza, imparzialità, integrità, credibilità sono fondamentali per rendere effettivo un sistema statistico e ottenere la fiducia degli utilizzatori e dei cittadini. Anche alla luce delle nuove strategie della Ue, i principi e l’indipendenza dell’Istat dovrebbero essere inseriti nella Costituzione. In ogni caso, è auspicabile che l’Istituto e la commissione di garanzia divengano Autorità amministrative indipendenti. E le nomine dovrebbero spettare alla presidenza della Repubblica, mantenendo i vincoli di competenza tecnica.

Sommario 12 aprile 2005

Il disegno di legge sulla tutela del risparmio torna al Senato e si riapre il dibattito tra le ragioni di chi controlla le imprese – e teme troppe ingerenze nella gestione – e chi si preoccupa soprattutto degli investitori di minoranza – anche limitando le possibilità della maggioranza di disporre dell’impresa come vorrebbe. Finora gli amministratori indipendenti, scelti dal management, sono stati spesso una finzione. E’ giusto che siano le minoranze a nominarli? Il dibattito è molto acceso… Anche le proposte sulla responsabilità degli amministratori e sul bilanciamento tra regolazione dei mercati e auto-regolazione degli operatori suscitano perplessità: un impianto di controlli troppo macchinoso rischia di essere del tutto inefficace. Il disegno di legge ora in discussione prevede che chi colloca i bond delle imprese se ne faccia garante insieme alle imprese stesse. Il rischio di rendere impossibile l’emissione di tali obbligazioni è sostanziale.

 

Aggiornamenti:

Come si elegge un Papa, di Riccardo Puglisi e Gianluigi Vernasca, 15-04-2005

 

Guido Fantoni, Presidente dell’Aran, commenta l’intervento di Carlo Dell’Aringa sui contratti dei dipendenti pubblici.

I costi di un’alternanza annunciata

I dodici mesi che ci separano dalle elezioni politiche rischiano di lasciarci in eredità un disavanzo del 6 per cento, un saldo primario negativo dopo 15 anni di avanzi e un debito pubblico per la prima volta in aumento dopo 10 anni.  Non è solo colpa del ciclo politico. C’è il rischio che il governo intenzionalmente lasci in eredità al successore una situazione dei conti pubblici ancora peggiore di quella attuale per pregiudicare l’operato del nuovo governo. E un Patto di Stabilità spuntato non è più in grado di tutelarci contro questi costi di un’alternanza annunciata.

Sommario 5 aprile 2005

Con il voto del 3-4 aprile, gli italiani hanno eletto i governatori di 13 regioni. Ma non sappiamo ancora quali compiti avranno e su quali risorse potranno contare. E’ ora che finisca la farsa delle riforme che stabiliscono i poteri regionali solo sulla carta. I cittadini devono sapere di cosa ritenere responsabili i loro governatori e su cosa giudicare l’operato del governo nazionale. E’ una questione di democrazia.

Governo e sindacati tornano ad incontrarsi per discutere dell’interminabile contratto del pubblico impiego. Per appropriarsi di concessioni fatte in passato ai pubblici dipendenti, il Governo ha di fatto esautorato l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Autorità (Aran) di qualsiasi funzione.  E’ un’altra autorità indipendente vittima dalla politica. Rischia di rimpiasngerla perchè adesso si trova esposta in prima persona mentre i conti pubblici non consentono deroghe ai tetti fissati dalla Finanziaria.

Continua il nostro esame del pacchetto competitività che presto approderà in Parlamento. Quella del diritto fallimentare non è una vera riforma. Ma è certamente meglio che lasciare le cose come stanno.

Tra una newsletter e l’altra abbiamo pubblicato una scheda che spiega i compiti e la governance della Banca Mondiale.  L’appello per cambiare le procedure di nomina dei dirigenti delle organizzazioni internazionali ha raccolto più di 300 adesioni ed è stato ripreso, tra gli altri, dal Financial Times.

Aggiornamenti:
Un ottimismo ingiustificato, di Giuseppe Pisauro, 06-04-2005
I costi di un’alternanza annunciata, di Tito Boeri, 06-04-2005.

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