Troppi luoghi comuni animano il dibattito sulla globalizzazione. Benessere, democrazia e libertà personale sono variabili che si rinforzano reciprocamente. Per battere disuguaglianza e povertà, allora, di integrazione economica ne serve di più e non di meno. E può essere utile uno sguardo alla percentuale di popolazione mondiale che vive con meno di un dollaro al giorno, anche per capire a che punto siamo con il raggiungimento dei Millennium Goals. E poi una analisi sullintreccio tra mafia, legalità debole e sviluppo del Mezzogiorno; infine una riflessione sul significato della democrazia, sul suo legame con la natura delluomo e della società umana. Quattro letture estive suggerite da Luigi Cavallaro, Jacopo Allegrini, Amy Heyman e Stefano Tasselli.
Autore: Desk Pagina 174 di 211
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Nel nostro paese non si applicheranno le regole sin quando non vi saranno authority forti, in grado di vigilare sulla loro applicazione. Forti non solo per le norme che ne determinano i poteri, ma anche e soprattutto per la qualità, lintegrità e lindipendenza delle persone chiamate a dirigerle–come purtroppo dimostra la triste vicenda della Banca dItalia. I danni che Antonio Fazio sta arrecando alla credibilità internazionale dellItalia crescono di ora in ora. Ma il governo pare non accorgersene e rinvia il problema a dopo lestate. Ancora una volta il ministro dellEconomia deve incassare una bruciante sconfitta.
Quanto allantitrust, lamministrazione Catricalà propone la concertazione e moral suasion nei confronti delle imprese, mentre la gestione Tesauro utilizzava sanzioni contro i comportamenti devianti, ribadendo la distinzione dei ruoli tra imprese e autorità. Due modelli che nascono da una diversa visione del processo concorrenziale e del ruolo dellintervento antitrust. Che può servire a contenere i prezzi come mostrato dalla segnalazione dellantitrust sul recente decreto del ministero della salute.
Si riunisce il Board della Bce; non dobbiamo sperare in una riduzione dei tassi di interesse, ma non è loro la colpa della stagnazione europea.
Linda Lanzillotta, membro del consiglio damministrazione dellEnav, commenta larticolo di Marco Ponti sulla vicenda Enav Vitrociset.
Aggiornamenti: Le regole violate di Marco Onado.
Le regole sulle competenze, la governance e la durata dei mandati di Banca d’Italia andavano modificate da tempo, come proposto su lavoce.info anche quando ridimensionare i poteri di Banca d’Italia o criticare il Governatore era considerato da molti economisti quasi un tradimento. Riproponiamo ai nostri lettori alcuni degli interventi apparsi su questo tema.
E’ un problema personale e di regole al tempo stesso quello che sta minando alle basi la credibilità di Banca d’Italia, un’istituzione fondamentale per il nostro paese. Il Governo non può stare con le mani in mano. Basta applicare le stesse regole oggi in vigore per la BCE in quanto a durata del mandato, collegialità delle decisioni e competenze della banca.
Milioni di italiani partono per le vacanze. Non sanno che l’Enav, l’agenzia che si occupa del traffico aereo, pur di evitare una gara d’appalto, ha acquistato coi soldi dei contribuenti un’azienda appaltatrice ad un prezzo molto elevato. Chi si muove in macchina non potrà passare per il Frejus, di cui andrebbe raddoppiato il tunnel autostradale. Dubbi sul fatto che la patente a punti serva a ridurre gli incidenti stradali.
Torniamo sul Dpef. Per porre tre interrogativi sullle spese per interessi, investimenti e dipendenti pubblici. Il quadro di finanza pubblica per il 2006 ne potrebbe risultare significativamente deteriorato. E laggiustamento spostarsi sugli anni successivi.
Il Dpef è molto vago anche sui contenuti della manovra per il 2006. Una delle poche cose chiare è che lintervento sullIrap avrà un ruolo cruciale. La natura dellintervento e le sue finalità non sono però ancora specificate, a parte un generico intento di escludere progressivamente il costo del lavoro dalla base imponibile. Le diverse opzioni possibili andrebbero attentamente valutate, sotto il profilo degli incentivi a investimenti e occupazione, del recupero di competitività e della diversa ripartizione degli sgravi fiscali tra settori e tipi di imprese.
Cerchiamo di offrire un contributo di analisi e proposte. Se si vuole ridurre il costo del lavoro, la strada preferibile è lesclusione degli oneri contributivi dallimponibile. Ma per riequilibrare il carico fiscale sul lavoro e sul capitale si potrebbe anche ampliare limponibile, tramite linclusione degli ammortamenti, e ridurre contestualmente laliquota. Qualsiasi ipotesi va poi accuratamente valutata per gli effetti sul gettito, la cui riduzione pone delicati problemi sia per la copertura finanziaria della manovra, sia per la coerenza complessiva del sistema di prelievo, sia per i riflessi sullassetto del federalismo fiscale.
In vista del tavolo con le parti sociali, riproponiamo una serie di interventi sul decreto del Governo relativo al trasferimento del Tfr ai fondi pensione.
In vista del tavolo con le parti sociali, riproponiamo ai lettori una serie di interventi che lavoce.info ha dedicato al decreto del Governo in tema di trasferimento del Tfr ai fondi pensione.
Non ho mai scritto a lavoce.info, né per lavoce.info. Ma vi faccio ricorso sempre più spesso. Viene spontaneo rivolgersi a questo strumento di dibattito informato, approfondito ma scorrevole, sovente appassionato e sempre civile. Rallegramenti di cuore, e grazie, a chi ha inventato lavoce.info, a chi la tiene chiara e forte, a chi dà vita a questa comunità di dibattito e di proposta. Una comunità che si sforza di capire e che aiuta a capire. Auguri!
Segue con molto interesse quello che appare su lavoce e trovo molto interessante il progressivo allargamento dei temi di discussione. Avere un luogo che permetta di discutere in modo razionale i problemi enormi e incartapecoriti che abbiamo di fronte e’ un grande valore aggiunto.
Non c’e’ che dire, una visita a lavoce.info migliora il clima.
Lavoce.info è divenuta in poco tempo un punto di riferimento preziosissimo per l’informazione e l’analisi di questioni economiche e di politica economica e un esempio che forse non ha uguali in altri paesi. Qualità dell’analisi, tempestività, scelta dei temi, indipendenza, chiarezza di linguaggio, facilità di consultazione, gratuità per il lettore, snellezza organizzativa hanno costruito in Italia un piccolo capolavoro, proprio incampo in cui le carenze erano gravi. Complimenti e buon lavoro!
E da iniziative quali quella de lavoce.info che il nostro Paese può e deve crescere nella capacità di discutere, dialogare e operare in ambito economico e quindi politico e sociale.
L’economia e le politiche ad essa collegate hanno così ampio spazio e impatto sulla vita di tutti noi che informare, fare cultura e portare sempre più persone a interessarsi e approfondire queste tematiche è l’indispensabile viatico verso un domani migliore.
Per questo lavoce.info è uno strumento importante anche per i manager, per crescere professionalmente e per partecipare direttamente alla costruzione del futuro. Siete una voce che informa e forma.