La campagna pubblicitaria per la sottoscrizione di azioni di imprese in via di “privatizzazione” dovrebbe durare al massimo sessanta giorni, secondo i dettami di Testo unico della finanza e regolamento Consob. Per evitare che una comunicazione pubblicitaria troppo prolungata possa ripercuotersi sullÂ’autonomia delle scelte dÂ’investimento dei potenziali sottoscrittori. Ma è una norma troppo spesso aggirata, senza nessun intervento censorio di chi è chiamato a controllare. Ed è discutibile anche lÂ’utilizzo dello stesso temine “privatizzazione”.
Autore: Desk Pagina 185 di 209
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Il quadro dei conti pubblici è preoccupante. In base alle stesse valutazioni della Relazione trimestrale di cassa il disavanzo tendenziale è intorno al 4 per cento e il fabbisogno del settore pubblico viaggia verso il 6 per cento. La spesa corrente è sostanzialmente fuori controllo. E’ uno scenario che suscita allarme sulla sostenibilità di medio-lungo periodo del debito pubblico italiano. Occorrono perciò interventi correttivi che, oltre a coprire il costo degli eventuali sgravi fiscali promessi dal Governo, abbiano anche effetti di riduzione netta del disavanzo.
Diversi partiti e commentatori auspicano un ritorno al proporzionale. Ma la lezione di queste elezioni (e le schede-lenzuolo che abbiamo ricevuto nei seggi) è proprio che un sistema proporzionale porta ad una forte frammentazione della rappresentanza politica. Meglio non abbandonare il maggioritario. Semmai rafforzarlo anche uniformando le regole: oggi si vota con almeno cinque regole diverse tra comunali, provinciali, regionali, politiche ed europee.
Delle elezioni europee preoccupa l’elevato astensionismo (l’Italia è un’eccezione). La Ue è vista dai cittadini come un’entità troppo distante. Le associazioni dei consumatori potrebbero impegnarsi per dare più voce ai cittadini e contrastare l’influenza che i gruppi di pressione esercitano sulle politiche europee.
Torniamo sulla “questione meridionale“, è proprio vero che ciò che manca al Sud sono le infrastrutture? I dati sui risultati ottenuti dagli studenti meridionali fanno pensare che una scuola migliore è forse ancora più importante.
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