Lavoce.info

Autore: Desk Pagina 186 di 210

Il desk de lavoce.info è composto da ragazzi e ragazze che si occupano della gestione operativa del sito internet e dei social network e delle attività redazionali e di assistenza alla ricerca. Inoltre, sono curati dal desk il podcast e le rubriche del fact checking, de "La parola ai grafici" e de "La parola ai numeri".

Politiche dell’ambiente

Politiche dell’Ambiente

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Alleanza Nazionale

 

Lista Bonino

 

Forza Italia

 

Italia dei valori

 

Patto Segni

 

Uniti nell’Ulivo

L’Europa deve procedere all’attuazione del protocollo di Kyoto? No. E’ importante adottare misure contro l’effetto serra ma il Protocollo di Kyoto appare discutibile per l’incertezza dei suoi costiSi. L’Italia ha ratificato il protocollo di Kyoto.  Si richiede però l’utilizzo di strumenti meno costosi e più efficienti, altrimenti si abbassa la competitività dell’Europa nei confronti dei Paesi che non ratificano il protocollo. No Il problema inquinamento e’ ” il Problema ” del Terzo Millennio perche’ plafona lo sviluppo. Rispetto a ciò, il protocollo di Kyoto è un paravento ingannevole per gli equilibri mondiali. Occorre ripartire urgentemente da zero nell’approccio alla soluzione del problema inquinamento. Si L’Eu dovrebbe negoziare affinché tutti i paesi accettino il protocollo, usando anche ritorsioni commerciali. Si. Se la Russia non ratificherà il trattato certo l’impatto sulle emissioni non sarà risolutivo, ma nemmeno trascurabile, per questo è importante che l’Europa proceda all’attuazione
Siete favorevoli alla tassazione ambientale i cui proventi possano essere destinati al funzionamento di tecnologie alternative? No. Certamente l’Ue deve farsi carico di promuovere la ricerca in tecnologie alternative nelle fonti rinnovabili anche se l’armonizzazione fiscale ambientali a livello europeo non è auspicabileNo a nuove tassazioni, i combustibili fossili sono già molto tassati in Europa. No. I combustibili fossili vanno eliminati. Il problema non va però impostato sotto l’aspetto economico. Non ci devono essere limiti di spesa alla ricerca energetica.Si. La tassazione può essere un passo avanti. Le imprese devono essere tra le prime ad investire in ricerca per nuove fonti di energia rinnovabili. Si alle tassazioni a livello europeo, finalizzate a dare risorse per la ricerca nell’ambito delle energie e rinnovabili
Siete favorevoli all’armonizzazione delle politiche dei trasporti e ad un pagamento di pedaggi all’ingresso delle città? No all’armonizzazione delle politiche.

Si al pedaggio d’ingresso.

No all’armonizzazione delle politiche nel settore dei trasporti.

No al pedaggio a pagamento perché non funziona al fine di ridurre la circolazione

No. Il tema trasporti come fonte d’inquinamento è artificioso come tutto il problema energetico.

No. I pedaggi all’ingresso delle citta’, il cui risvolto ambientale trova mille altre soluzioni. Sono un’idea da Medioevo. La.soluzione del problema è solo un fatto di volontà, non di risorse finanziarie. Il problema va condotto a livello locale.

Si. all’omogeneizzazione del settore dei trasporti.

Si al pedaggio di entrata nelle città purché escluda i residenti e metta comunque a disposizione degli utenti un servizio efficiente per entrare nelle città.

Si a standards comuni europei. L’Europa è l’unità di misura con cui progettare e costruire il futuro dei trasporti.

Si ai pedaggi , se accompagnati da più servizi pubblici per chi vuole entrare nelle città.

Costituzione europea

 

 

Costituzione Europea

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Alleanza Nazionale
 
Lista Bonino

Forza Italia 
 
Italia dei valori
 
Patto Segni-Scognamiglio
 

Uniti nell’Ulivo

Siete favorevoli a ratificare la Costituzione Europea così com’è ? No, la bozza di “Trattato costituzionale”approvato dalla Convenzione è un testo insufficiente anche se ha elementi che vanno nella direzione giusta. Si. Testo presentato alla conferenza intergovernativa a Napoli poteva essere un buon compromesso No, le istanze sollevate da Spagna e Polonia sono ragionevoli e dovrebbero essere considerateSi al testo previsto da Giscard e presentato a SaloniccoSi al testo presentato a Napoli. Importante che non siano moltiplicati gli ostacoli al passaggio presente e futuro al voto a maggioranza.
Sareste favoreli ad un referendum consultivo in Italia per approvare la Costituzione Europea? Si, ci vorrebbe però un referendum europeo, il cui esito dipende cioè dalla maggioranza degli elettori europei Sì, i referendum appaiono necessari. I paesi in cui il referendum da esito positivo dovrebbero adottare la Costituzione Europea, anche in presenza di risultati negativi in altri paesi.Si. Stesso referendum in tutti i Paesi nello stesso momento in modo da evitare che i diversi referendum vengano usati dai vari paesi come arma negozialeSi, dovrebbe però servire una legge costituzionale ad hoc che lo preveda
Vorreste che a dicembre fossero avviati i negoziati con la Turchia in vista di
un possibile ingresso nell’Unione Europea?
 Si. La Commissione Europea nel suo recente rapporto relativo alla Turchia rende atto degli accresciuti sforzi da parte delle autorità turche nel perseguimento degli obiettivi stabiliti dai criteri di Copenhagen SiSi, ovviamente con negoziatori all’altezza.Assolutamente no. Riteniamo che sia paradossale parlare di una possibile adesione all’UE per uno stato dove i diritti dell’uomo sono violati giornalmente.Sì all’impegno preso di definire la data di apertura dei negoziati a dicembre , ma non è
essenziale che a dicembre questi debbano iniziare. L’importante è che si proceda nella prospettiva di una conclusione positiva.

Sommario 9 giugno 2004

Si vota, ma nessuno si preoccupa di spiegare quali siano le scelte su cui siamo chiamati ad esprimerci.  Nè le posizioni delle forze in campo.  Ecco una sintesi delle posizioni delle forze politiche che hanno voluto rispondere al nostro questionario (alle precedenti elezioni europee avevano raccolto circa l’80 per cento dei voti).   Le restanti forze politiche non ci hanno fatto pervenire le loro risposte, nonostante ripetuti solleciti.  
Come si vede, sulle scelte vere su cui siamo chiamati ad esprimerci il 12 giugno non mancano le differenze, anche nell’ambito del centro-destra e del centro-sinistra. 

Politiche della concorrenza

 

Politiche della concorrenza

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Alleanza Nazionale
 
Lista Bonino



Forza Italia  

 

Italia dei valori

 

Patto Segni-Scognamiglio

 

Uniti dell’Ulivo
Ritenete che sia necessario istituire delle Autorità europee per le comunicazioni, il gas e l’energia elettricaNo. L’applicazione del diritto comunitario deve e può essere assicurato dall’antitrust e dalla Corte di giustizia europea

No. La strada da seguire è quella di una maggiore liberalizzazione dei mercati

No. Le authorities sono istituzioni che turbano la libertà delle imprese.Si. I grossi monopoli vanno contrastati con tutti gli sforzi possibili a livello europeoNo. Ci sono autorità di regolamentazione nazionali che operano già sulla base delle direttive comunitarie e che sempre più lavoreranno in rete.
Secondo voi la privatizzazione dell’Enel dovrebbe proseguire? Si Il processo di privatizzazione dovrebbe portare ad una separazione societaria e funzionale, rispetto alla società del trasporto dell’energia elettrica. Si. Occorre segmentare il mercato, liberalizzando quei segmenti dove la concorrenza si può sviluppare. Si. L’Enel, come tutte le societa’ operanti nel settore, va divisa in attivita’ liberalizzate ed attivita’ non liberalizzabili: la produzione deve essere esclusivamente privata, e la distribuzione esclusivamente pubblicaSi ma ci dovrebbero essere regole per evitare concentrazioni che possano a portare ad un nuovo monopolio, stavolta privato.  Si, ma solo se prima si da’ un assetto più concorrenziale al mercato per evitare che si ricreino altre situazioni di monopolio
Ritenete utile la liberalizzazione dei servizi professionali? E del commercio al dettaglio? Quali settori devono, a vostro giudizio, diventare oggetto delle politiche della concorrenza comunitaria? Si, occorrerebbe liberalizzare le libere professioni. Siamo favorevoli anche alla liberalizzazione del commercio. Si. La liberalizzazione va promossa a livello nazionale. Risulta difficile pensare a regole di concorrenza comunitaria.
No. I servizi professionali sono molto legati agli ordinamenti nazionali.
Si , non dovrebbero esistere alcun vincolo alla liberalizzazione previa responsabilizzazione oggettiva degli ordini professionali nel controllo della deontologia e della competenza attuale dei professionistiNo. Gli ordini non devono scomparire per evitare una caduta nella professionalità. Il Commercio al dettaglio in Italia deve essere protetto e non liberalizzato.  Si. Non certo tutte, ma buona parte delle regole attuali impediscono la crescita professionale e mortificano l’efficienza dei relativi servizi. Tutte le attività professionali sono già oggetto della competenza europea. Sono i governi, e in particolare il nostro, che non si adeguano.

Mercati finanziari

 

Mercati Finanziari

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Ritenete che bisogna introdurre riforme nel sistema dei controlli e di tutela del risparmio? Si. E’ necessaria la riforma del sistema dei controlli. Importante rivedere anche il ruolo di Banca d’Italia.  Si. La proposta del governo in materia è adeguata allo scopo. Si tratta solo di approvarlaSi, ma partendo dal ripristino della separazione fra attivita’ finanziarie, industriali e commerciali, in modo da impedire alla fonte l’opportunita’ di illegalita’. Si. I sindaci dovrebbero diventare figure più istituzionali esterne dall’organigramma aziendale. La Consob dovrebbe essere più rigida nell’applicare le sanzioni. Si. I risparmiatori sono stati troppo spesso lasciati  senza informazioni adeguate o senza tutele efficaci.
La legislazione per i controlli dovrebbe essere stabilita a livello europeo? Simile a quella statunitense? Si a livello europeo e guardando alla legislazione statunitense 

Si
No nella stessa linea statunitense, che si basa su presupposti sociali totalmente diversi dalla cultura europea spostata verso la prevenzione

Si a livello comunitario., ma non in linea con la legislazione Usa. La nostra situazione è però diversa da quella americana.Alcune risposte devono essere date anche a livello nazionale, data la particolare struttura del nostro capitalismo familiare e la natura ancora nazionale dei controlli. L’esempio americano è utile, ma l’impostazione europea è più cauta per limitare i costi di regolamentazione ed è opportuno che tale strada venga mantenuta
C’è il rischio una sovra-regolamentazione delle banche con costi maggiori dei benefici? Si, una regolamentazione più vincolistica penalizzerebbe la maggioranza delle imprese virtuose senza offrire garanzie contro i comportamenti fraudolenti  Si. Non dovrebbero essere previste in nessun modo sovrastrutture costose quanto inutiliNo. La regolamentazione deve essere introdotta per salvaguardare il risparmiatore.Si, c’è un rischio di una sovra-regolamentazione. Prima di introdurre nuova regolamentazione è bene fare accurate analisi costi-benefici. Questo potrebbe evitare tardive ed amare sorprese.

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Politiche dell’immigrazione

Politiche dell’immigrazione

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Alleanza Nazionale

 

Lista Bonino

 

Forza Italia
 

Italia dei valori
 

Patto Segni-Scognamiglio
 
Uniti nell’Ulivo
 Ritenete giusto mantenere le restrizioni all’accesso del lavoro da parte dei cittadini de nuovi paesi membri dell’Unione europea?Si. Esistono due ordini di motivi che ci convincono sull’opportunità di mantenere le restrizioni all’accesso al lavoro da parte dei cittadini di questi PaesiNo, le restrizioni sono un grave errore. Gli immigrati sono un’importante risorsa per le nostre economie. Le restrizioni hanno solo l’effetto di smorzare gli entusiasmi europeisti. Si. Il periodo transitorio è ragionevole in considerazione del divario di sviluppo tra i quindici vecchi membri e i dieci nuovi.No, le restrizioni alla mobilità dei cittadini membri sono un’idea indegna per l’Europa. Si, una restrizione di qualche anno potrebbe essere una buona soluzione.No, gli immigrati vanno dove il mercato del lavoro ne ha più bisogno. Le attuali restrizioni allontanano i più qualificati e contrastano con la flessibilità che si è introdotta nei rapporti di lavoro.
 Siete d’accordo sull’esistenza di un legame tra commercio e flussi migratori? Più commercio, meno immigrazione?Si, la regolamentazione dei flussi migratori potrebbe essere correlata dal varo di apposite misure di politiche commerciali. Si, Il protezionismo commerciale incentiva l’immigrazione. .La politica commerciale deve essere tesa ad una liberalizzazione degli scambi internazionaliSi, la politica agricola va rivista da cima a fondo anche per i suoi effetti negativi sull’immigrazione Si Si. Si, c’è un legame , in questo campo ha fatto bene la Commissione Prodi a proporre l’eliminazione dei sussidi alle esortazioni dei prodotti agricoli.
 Pensate che gli immigrati debbano godere degli stessi diritti e doveri dei cittadini italiani? Si. In tal senso proponiamo di attribuire il diritto di voto, attivo e passivo, nelle elezioni amministrative, a quanti, cittadini stranieri, ormai da anni qui vivono, lavorano, pagano le tasse e fanno crescere i propri figli.Si. Non vi è ragione per limitare i diritti sociali ed economici degli immigrati Si, ma solo per chi ha acquisito la cittadinanza. Si, l’immigrato deve godere degli stessi diritti e deve essere sottoposto agli stessi doveri del cittadino comunitario.  Si.Si , per realizzare l’integrazione bisogna costruire un patto di diritti e doveri tra italiani e stranieri , che riconosca diritti e doveri economici, sociali e civili.
 Siete favorevoli ad istituire un‘autorità europea adibita a controllare il flusso degli immigrati clandestini?Si. Siamo pienamente convinti della opportunità di istituire una autorità comunitaria di controllo delle frontiere esterne che possa anche definire strumenti finanziari adeguati così da alleviare gli ormai pesanti costi sopportati dagli Stati più frontalieri del continente europeo, come ovviamente l’ItaliaSi, si tratta di una materia di chiaro interesse comune, potrebbe però essere sufficiente un coordinamento continuativo dell’opera dei singoli Stati Si, è la strada giusta Si, il controllo dei confini della comunità è competenza comunitaria. Si. I paesi singoli molte volte non hanno da soli le risorse per controllare i flussi di immigrati irregolari Si, solo in questo modo può essere garantito un governo efficace dei controlli dei flussi migratori. che avvantaggerà ogni paese dell’Unione.

 

 

Università e ricerca

 

 Università e ricerca.

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Alleanza Nazionale

  

Lista Bonino

   
 
Forza Italia

 

Italia dei valori



Patto Segni Scognamiglio 

 

Uniti nell’Ulivo

Ritenete che l’Ue debba utilizzare i fondi disponibili per creare nuove istituzioni di ricerca sovranazionali invece di centri di ricerca e le università nazionali ?

 Si. L’Unione europea dovrebbe finanziare la creazione di reti di centri di ricerca Si. La creazione di centri di ricerca sopranazionali è importate in vista di una creazione di uno “spazio europeo della ricerca”No. I privati più degli stati dovrebbero investire in ricerca e formazione.Si Occorre dare più fondi alla ricerca non solo alle strutture.  Si. Ma non bisogna togliere fondi alle università che devono cominciare a collaborare molto di più tra loro.  Si. Bisogna costituire delle reti europee di centri universitari e di ricerca, nazionali e internazionali. Solo a quelle che raggiungeranno e manterranno un successo competitivo dovrà essere garantita la continuità del sostegno comunitario.
Siete favorevoli a creare università europee di eccellenza aumentando gli stanziamenti degli Stati nazionali? Bisognerebbe criteri europei comuni per l’accesso all’università ?

Si. La mobilità dei ricercatori è uno degli strumenti per favorire lo scambio delle esperienze e favorire l’integrazione dei sistemi di ricerca nazionali.

 Si. Un sistema di università d’eccellenza su scala europea non è solo auspicabile, ma anche  necessario.No. L’Università non può essere solo un costo dello stato No ad università di eccellenze, si ai criteri comuni per l’accesso all’università  Si, è importante un’armonizzazione dei sistemi scolastici e universitari.  Si. Serve un migliore impegno del Bilancio dell’Unione per sostenere le università di maggior qualità e individuare un percorso di armonizzazione europea del personale universitario
Ritenente che si debbano apportare più finanziamenti alla ricerca e all’università? Ritenete che si debba incoraggiare il mecenatismo dei privati con sgravi fiscali?Si. La detraibilità dei contributi a università a ricerca dall’imponibile di persone fisiche e giuridiche è da tempo una delle proposte.

Si.Ridurre i fondi all’agricoltura e alla Pac e investirli in ricerca.

 Si. Più finanziamenti dai privati a condizione che i vantaggi fiscali siano tangibili

 

No a più investimenti privati per un rischio di condizionamenti

Si le risorse andrebbero aumentate anche attraverso il mecenatismo

Si, aumentare le risorse destinate alla ricerca riducendo quelle delle politiche agricole.

Si. Favorire il mecenatismo che non deve essere solo un modo di ridurre le tasse.

Coordinamento delle politiche sociali

Coordinamento delle politiche Sociali

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Alleanza Nazionale

     

Lista Bonino

 

Forza Italia

 

Italia dei valori
 
Patto Segni- Scognamiglio
  

Uniti nell’Ulivo
 L’Unione Europea deve punire i Paesi che non riformano i sistemi previdenziali come nelle proposte di Maastricht delle pensioni No. Non vi è oggi una competenza diretta della Ue sulle questioni previdenziali.Si. La Maastricht delle pensioni potrebbe rendere raggiungibili gli obiettivi di Lisbona No.Si a condizione che tenga conto delle esigenze specifiche dei singoli stati (specialmente dei nuovi Paesi membri) e che sia rispettata seriamente da tutti.No. Standards e obiettivi comuni servono, ma la previdenza è legata profondamente alle caratteristiche socio-economiche e alle tradizioni culturali dei vari paesi e non può quindi essere ricondotta ad un modello unico.
 Il coordinamento delle politiche sociali a livello comunitario deve avvenire ancora attraverso il coordinamento aperto? Si. La via del coordinamento aperto  Ã¨ senz’altro da valorizzare come strumento per l’individuazione delle best practices No. La comunità non deve entrare nei dettagli , ma definire normative che uniformino la legislazione del lavoro Si. Il coordinamento è indispensabile, ma i criteri non possono essere troppo rigidi. Si possono anche prevedere sanzioni per il mancato conseguimento di obiettivi alla portata dei singoli paesi.Si .Gli strumenti e le procedure per il coordinamento dovrebbero essere resi più stringenti. (precisazione degli obiettivi, indicatori specifici per misurare il percorso compiuto, sanzioni per paesi che non progrediscono adeguatamente).
 Il nostro Paese dovrebbe istituire un regime di reddito minimo garantito?   Si. Lo strumento dovrebbe essere di tipo universale e temporaneo, vincolato alla ricerca di un’occupazione. Deve essere finanziato con una redistribuzione e non con un aumento della spesa sociale. No, non funziona.  Si se lo fanno gli altri.  No. E’ più realistico rilanciare gli investimenti nel Sud del paese e incentivare gli sgravi fiscali per le imprese.  Si. Lo strumento, di contrasto alla povertà, dovrebbe essere universale, ma legato alle politiche del lavoro e accompagnato da una efficiente prova dei mezzi. Non dovrebbe inoltre essere sostitutivo di politiche specifiche a sostegno delle responsabilità familiari.
 La tassazione dovrebbe mantenere una progressività delle aliquote? Dovrebbe essere commisurata ai redditi familiari piuttosto che individuali? No. Bisogna abbandonare la progressività, Per le problematiche redistributive sono sufficienti la no tax area e le deduzioni No. Le aliquote devono essere ridotte a due, secondo quanto previsto dalla delega fiscale: 23% e 33%. La progressività deve esser affidata esclusivamente alla no tax area. Si, ma non commisurata sui redditi familiari. Si, la progressività è un principio cardine a tutela del ruolo redistributivo che deve essere esercitato dal sistema fiscale. Si La progressività può essere rivista anche riducendo il numero delle aliquote, ma deve rimanere. Si può commisurare l’imposta al reddito familiare, ma sembra incompatibile con una drastica riduzione delle aliquote e del prelievo.

sommario 7 giugno 2004

Il modo con cui la Banca d’Italia rende conto del proprio operato è inadeguato. Per accorgersene basta guardare alle forme di accountability utilizzate per le altre banche centrali, a partire dalla Banca Centrale Europea.
A pochi giorni dal voto europeo, ricordiamo ai nostri lettori quanto costa la Politica Agricola Comune (Pac): circa 1.000 euro all’anno in media per famiglia di quattro persone. Ignorato in questa campagna anche l’ambiente, altro tema di rilievo europeo. Mentre il Ministro Marzano fa capire che l’Italia potrebbe rivedere la sua posizione sul protocollo di Kyoto, sviluppi in Europa, negli Stati Uniti e in Russia avvicinano un accordo sulla riduzione delle emissioni di gas-serra. E ciò che è peggio, il piano italiano di riduzione delle emissioni sembra solo un esercizio di retorica.
In settimana vi diremo quali forze politiche vogliono ridimensionare la Pac e quali intendono impegnarsi anche unilateralmente nella riduzione delle emissioni di gas-serra.

Sommario 3 giugno 2004

Cambia il clima nelle relazioni industriali. Si parla di un patto tra i produttori che dovrebbe richiamare lo spirito dellÂ’accordo del luglio 93. Molte cose sono cambiate da allora, a partire dal fatto che oggi non sono più possibili “svalutazioni competitive”. E c’è maggiore disponibilità nel sindacato a discutere di decentramento della contrattazione, di rappresentanza e di nuove modalità per gestire i conflitti nei servizi pubblici. 

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