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Il desk de lavoce.info è composto da ragazzi e ragazze che si occupano della gestione operativa del sito internet e dei social network e delle attività redazionali e di assistenza alla ricerca. Inoltre, sono curati dal desk il podcast e le rubriche del fact checking, de "La parola ai grafici" e de "La parola ai numeri".

sommario 9 ottobre 2003


La manovra economica del governo si basa largamente sui condoni. Ma davvero questi portano nuovo gettito? Uno studio sull’Iva negli ultimi 15 anni rivela che i condoni hanno sempre portato a una riduzione del gettito di lungo periodo. La novità di quest’anno è comunque il condono edilizio. Qui i rischi non sono solo quelli di perdita di gettito futuro; come sottolinea il Capo Dipartimento della Protezione Civile, molti degli edifici abusivi sono costruiti senza tener conto delle caratteristiche fisiche del territorio e comportano dunque rischi seri per la collettività. C’è anche da chiedersi come mai l’abusivismo sia una componente strutturale dell’economia italiana; un’analisi dimostra come questo prenda fiato soprattutto in periodi di crisi economica. Il condono edilizio tuttavia non avrà vita facile; molte regioni hanno preso contromisure per bloccare il provvedimento ed un’analisi della giurisprudenza costituzionale mostra come sia incerto il risultato dello scontro. E l’incertezza da sola potrebbe essere sufficiente a scoraggiare molti dall’aderire.

sommario 6 ottobre 2003

Su grande richiesta dei nostri lettori, ci occupiamo di ambiente.  Partendo dal riscaldamento terrestre, un tema di cui la Presidenza italiana della UE non può disinteressarsi.  A dicembre si terrà a Milano un vertice importante per l’avvenire del Protocollo di Kyoto. L’Unione si è impegnata unilateralmente a diminuire le emissioni di gas serra a partire dal 2005.  Ma procedere unilateralmente aumenterebbe ancor di più i costi economici della riduzione delle emissioni.  E rischierebbe di renderle inefficaci dato il forte rischio di carbon leakage, lo spostamento di emissioni di anidride carbonica dall’Europa ad altri paesi che non hanno sottoscritto l’accordo.  Ben farebbe, dunque, l’Italia a chiedere alle Nazioni Unite di rispondere alle obiezioni mosse dalla Comunità scientifica internazionale ai rilievi dell’Ipcc (Intergovernmental panel on climate change) sull’entità e cause dell’aumento della temperatura terrestre.  Utile anche documentare costi e benefici rispetto allo status quo delle politiche di riduzione delle emissioni.

Avvisiamo i nostri lettori che da oggi è possibile scaricare anche una versione PDF degli articoli.

L’inflazione e la teoria qualitativa della moneta

Il ministro Tremonti ha riproposto all’Ecofin di introdurre l’Euro di carta come misura per contrastare l’inflazione in Italia. Ma la BCE è perplessa. A ragione. Sull’argomento riproponiamo un contributo di Luigi Guiso di più di un anno fa, quando l’idea dell’euro di carta fu lanciata.

Ispirazione formidabile

Siete una fonte d’ispirazione formidabile

sommario 2 ottobre 2003

La riforma previdenziale proposta dal Governo non è né equa né graduale. Vi è il rischio che il passaggio della patata bollente al prossimo Governo lasci poi tutto come prima. Non a caso si parla già di una verifica nel 2007, appena prima dell’introduzione delle misure più impopolari. Nel dibattito sulla riforma si tende spesso a dimenticare un lato del triangolo: la domanda di lavoro delle imprese. Il brusco allungamento della vita lavorativa comporta una crescita del costo del lavoro. Questo può portare ad una diminuzione della domanda di lavoro, spiazzando i lavoratori più giovani e quelli con contratti temporanei. Questo non significa che non si debbano fare le riforme, ma solo che bisogna farle meglio, con maggiore gradualità e partendo più presto possibile.

Per lavoce.info un’anticipazione importante dal Rapporto dell’ European Forecasting Network (EFN), le principali novità sulla congiuntura e le previsioni macroeconomiche per l’area euro. Sono compatibili con quelle del nostro Governo? Ai lettori l’ardua sentenza.

La riforma della previdenza

Una raccolta di interventi precedenti sulla riforma previdenziale elaborata dal Governo. Come cambieranno le pensioni degli italiani? Gli interrogativi lasciati aperti dalle stime della Ragioneria Generale dello Stato sugli effetti della riforma. E il rischio di fughe di anzianità scatenate dal cosiddetto “effetto di annuncio”: facile profezia, dato che nel 2003 le domande di prestazioni di anzianità sono aumentate del 20%.

La morte di Franco Modigliani. Rassegna della stampa estera

“Keynesian loyalist noted for life-cycles saving theory”, Financial Times, 28 settembre 2003.

Franco Modigliani è stato indubbiamente uno dei più grandi cervelli che Hitler ha regalato agli Stati Uniti. Ebreo, fuggito dall’Italia durante le persecuzioni antigiudaiche ispirate al modello tedesco, l’economista si poi rifiutato per lungo tempo di avere a che fare con il suo paese natale. Ma ritornò nel 1955 e, pur criticando gli eccessi gerarchici dell’accademia italiana, tenne diverse lezioni universitarie e collaborò con il Corriere della Sera, dalle colonne del quale si oppose con forza alla pratica della “scala mobile”.

“Professor Franco Modigliani, Nobel prizewinning economist and author of the life-cycle theory of spending”, The Independent 29 settembre 2003.

L’economista, autore della teoria del ciclo vitale e premio Nobel nel 1985, non aveva mai perso una delle principali qualità di un intellettuale: sapere ascoltare. Raramente parlava per primo, e spesso apriva bocca per dire: “Interessante, raccontatemi di più!”. Grande uomo di studi, riconosceva il ruolo strumentale della teoria, che doveva nascere dal mondo reale, per poi svilupparsi sulla carta. Per tornare quindi alla realtà, sui cui dati doveva confrontarsi e verificare la propria validità.

“Franco Modigliani, 85, MIT teacher, Nobel laureate in economics”, The Boston Globe, 26 settembre 2003.

“Il più grande economista vivente”, così lo ha definito il collega Paul Samuelson, aggiungendo che, oltre al Nobel per l’economia, avrebbe potuto vincere anche in altri rami. Modigliani è riuscito a individuare gli aspetti semplici di complessi sistemi economici, dalla finanza aziendale ai risparmi personali, e li ha insegnati a generazioni di studenti. “Scienza dell’economia e politica economica sono sue cose diverse”, sosteneva, “e noi economisti possiamo avere opinioni divergenti in politica, ma l’economia come scienza ci unisce”.

“Franco Modigliani, 85, Nobel-winning economist, dies”, The New York Times, 26 settembre.

Franco Modigliani, uno degli economisti che meglio hanno spiegato i cambiamenti economici degli ultimi 50 anni, è rimasto ancorato al suo compito fino alla fine. Criticando la politica fiscale espansiva dell’attuale governo statunitense, accusato di mandare all’aria i risparmi accumulati nel tempo, con inopportune misure di tagli alle imposte e conseguente aumento del deficit.

“Franco Modigliani, prix Nobel d’économie 1985”, Le Monde, 27 settembre 2003.

L’economista, di origine italiana ma residente negli Stati Uniti, si è interessato fino a una settimana prima della morte alla politica del proprio paese natale. Inviando una lettera di protesta, co-firmata con i colleghi Paul Samuelson e Robert Solow, contro la decisione di un’associazione ebraica americana di conferire un premio a Silvio Berlusconi. Il quale aveva precedentemente scagionato Mussolini dalle accuse di genocidio, definendo le deportazioni di Ebrei come “un lungo esilio”.

“Wirtschafts-Nobelpreistraeger Modigliani gestorben”, Basler Zeitung Online, 25 settembre 2003.

L’economista italiano, residente negli Stati Uniti, è sempre stato un critico osservatore della politica economica del Bel Paese. Personaggio molto richiesto dai mezzi di comunicazione italiani, Modigliani accusava spesso il suo paese natale di carente senso dello stato e di poca fiducia nelle istituzioni pubbliche.

“Fallace el premio Nobel de Economìa Franco Modigliani, estudioso del aborro domestico”, El Mundo, 26 settembre 2003.

Franco Modigliani non è nato economista. I suoi primi studi sono stati in legge. Ciononostante, durante l’università gli riuscì di vincere un premio di economia organizzato da un’associazione culturale progressista, nella quale maturarono le sue idee antifasciste. Costretto a lasciare l’Italia per le persecuzioni contro gli Ebrei, Modigliani raggiunse gli Stati Uniti, dove cominciò la sua carriera accademica che lo ha portato al Nobel

sommario 30 settembre 2003

Questa Finanziaria avrebbe dovuto coniugare interventi di risanamento dei conti pubblici nel lungo periodo, con misure di sostegno alla crescita.  Per non farci perdere il treno della ripresa.  Invece fa esattamente il contrario.  Per contenere il deficit del prossimo anno ipoteca i bilanci futuri. Invece di sostenere la crescita, introduce programmi simbolici e rifinanzia programmi di dubbia efficacia, come la legge 488.  Mentre la riforma pensionistica sembra solo un modo per passare la patata bollente al prossimo Governo. 

Il blackout di domenica 28 settembre è stato, in realtà, il blackout di un’intera classe politica.  Squallido il  rimpallo di responsabilità di questi giorni fra maggioranza e opposizione. Entrambe hanno colpe.  Per anni si è tenuta la testa sotto la sabbia.  E non si intravvedono soluzioni: devolution e disegno di legge Marzano rischiano solo di aggravare il problema.

La scomparsa di Franco Modigliani lascia un grande vuoto nella comunità scientifica.  E fra chi deve governare l’economia, non solo in Italia.  Il modo con cui il grande scienziato è stato ricordato in questi giorni dalla stampa internazionale.

Il teatrino

Quando ha deciso di scendere in campo,
uomo del fare, col suo verbo schietto
a molti è parso la luce di un lampo
con il passato un bel taglio netto

A rimarcare che tutto è cambiato
Lei ci ha invitato a un nuovo cammino
Basta col rito vetusto e abusato
Della Politica e del suo Teatrino

Chi l’ha creduta, non io, lo confesso,
forse ha pensato con vago stupore
che ogni problema non è più lo stesso
se ad affrontarlo è un imprenditore

E si è disposto in trepida attesa
Di soluzioni chiare e efficaci
Tasse ridotte, una giusta pretesa
Ma ne saranno davvero capaci?

Ponti, autostrade e nuovi trafori
Tutta l’Italia un immenso cantiere
Flessibilissimi i nuovi lavori
Verranno i fatti, non solo chimere.

Ma se per caso poi Le si obbietta
Che del programma si è visto pochino
Che queste cose ancor le si aspetta
Lei tuona irato: riecco il Teatrino!

Potrebbe dire a noi tutti Italiani
Che cosa intende con questo Teatrino?
I riti curiali dei democristiani?
Lo sguardo triste di Piero Fassino?

Non so perché, ma avevo pensato
Che Lei intendesse una cosa diversa
Non qualche cosa che vien dal passato
Prima Repubblica sepolta e sommersa

Guardando Vito e Schifani in azione
O Taormina che allude beffardo
Igor Marini che fa il testimone
O le sparate di Umberto il Lombardo

Mi ero convinto che Lei intendesse
Parlare dell’oggi, e la cosa mi quadra
Che col Teatrino in realtà Lei alludesse
Al tragicomico della sua squadra.

In mezzo a cui il suo volto ci accoglie
Illuminato da un raggio un po’ crudo
C’è qualche crepa, il cerone si scioglie
E poi un sussurro: guardate, il re è nudo.

Modigliani

Apprendiamo con grande dolore la notizia della scomparsa di Franco Modigliani. Molti di noi sono stati suoi studenti a Cambridge, hanno lavorato con lui e sviluppato un rapporto di profonda stima e amicizia.

Era un grande scienziato, apprezzato da tutta la comunità scientifica nel corso di una lunga e prestigiosa carriera culminata con l’attribuzione del premio Nobel. Costretto a lasciare l’Italia subito dopo l’approvazione delle leggi razziali, Modigliani sviluppò la sua carriera scientifica e accademica negli Stati Uniti, contribuendo da protagonista al dibattito e al disegno della politica economica in quel paese. Ha sempre conservato legami saldissimi con l’Italia, partecipando intensamente alle nostre vicende economiche e sociali. Tutti lo ammiravamo per la sua intelligenza, vivacità intellettuale e passione civile.

Modigliani ha attraversato un lungo tratto di storia densa di accadimenti. Dalla sua vita emerge lÂ’intreccio tra impegno civile, elaborazione scientifica e vita affettiva che nella sua esistenza formavano un tuttÂ’uno.

Ci mancherà moltissimo l’amico, il maestro, lo scienziato.

I redattori de lavoce.info

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